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Aifa, per la presidenza il governo punta ancora su Palù, ma per un anno e senza stipendio

(ansa)
Il microbiologo di Padova guiderà l’ente che decide sull’utilizzo dei farmaci in Italia
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C’è voluto più di un anno per riformare l’Aifa, l’agenzia del farmaco italiana. Il governo aveva promesso di dare una nuova spinta alla sua attività rinnovando l’organizzazione e snellendo le sue commissioni, che da due passano ad una. Inoltre, è nel nuovo statuto è stato dato tutto il potere al presidente, anche di rappresentanza legale, cancellando il direttore generale.

Oggi si arriva ufficialmente in fondo con la nomina da parte del ministro alla Salute Orazio Schillaci (sentite le Regioni) del numero uno dell’agenzia. Si è deciso di mettere in mano un ente che decide sull’ingresso in Italia dei farmaci, che solo al servizio pubblico costano 22 miliardi di euro all’anno (oltre 10 se li accollano i cittadini) ad un professore al quale in ragione dell’età, ha già compiuto 75 anni, non si poteva fare un contratto triennale.

L’incarico di presidente è infatti andato a Giorgio Palù, che aveva ricoperto lo stesso ruolo negli anni scorsi e che potrà restare in carica per appena 12 mesi. …

C’è voluto più di un anno per riformare l’Aifa, l’agenzia del farmaco italiana. Il governo aveva promesso di dare una nuova spinta alla sua attività rinnovando l’organizzazione e snellendo le sue commissioni, che da due passano ad una. Inoltre, è nel nuovo statuto è stato dato tutto il potere al presidente, anche di rappresentanza legale, cancellando il direttore generale.

Oggi si arriva ufficialmente in fondo con la nomina da parte del ministro alla Salute Orazio Schillaci (sentite le Regioni) del numero uno dell’agenzia. Si è deciso di mettere in mano un ente che decide sull’ingresso in Italia dei farmaci, che solo al servizio pubblico costano 22 miliardi di euro all’anno (oltre 10 se li accollano i cittadini) ad un professore al quale in ragione dell’età, ha già compiuto 75 anni, non si poteva fare un contratto triennale.

L’incarico di presidente è infatti andato a Giorgio Palù, che aveva ricoperto lo stesso ruolo negli anni scorsi e che potrà restare in carica per appena 12 mesi. Alla fine della grande riforma,quindi, non si è deciso di puntare anche su un rinnovamento del nome di vertice, come molti si aspettavano, ma di mantenere un microbiologo che non potrà nemmeno essere pagato, sempre per questioni legate all’età. Ricoprirà uno degli incarichi più importanti della sanità senza alcuno stipendio. Un’anomalia che non sembra avere precedenti.

Palù (che nel suo curriculum vanta di essere “titolare di brevetti e licenze per diagnostica molecolare, produzione di farmaci antitumorali e vettori virali per terapia genica”) è di Padova e a Roma è giunto in quota Lega. Durante la pandemia del Covid ha stretto rapporti anche con Fratelli d’Italia e anche grazie a quelli adesso ha ottenuto di essere l’uomo che guiderà la nuova Aifa.

Ha però a disposizione poco tempo e dopo tanti mesi di lavoro precario, in cui ci sono state varie proroghe dei suoi organi, proprio in attesa della riforma, l’agenzia ha davanti altri 12 mesi di instabilità e attesa di un nuovo capo. Il tutto mentre nella nuova commissione unica, quella che approva i farmaci, sono entrati tecnici non proprio esperti dell’attività regolatoria, come ad esempio un farmacista di Bari.

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