La leadership della Lega a rischio dopo le Europee, Salvini e l’ipotesi del congresso prima del voto per blindarsi segretario
di Antonio FraschillaROMA – La Lega rivendica il Veneto e controbatte a Fratelli d’Italia che invece, in vista del dopo Luca Zaia nel 2025, ha già detto che il candidato governatore sarà un meloniano. Ennesima puntata dello scontro a distanza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni in vista delle Europee dove si giocheranno il tutto per tutto in un braccio di ferro interno alla destra di governo. A rischiare di più è il leader del Carroccio, che dopo l’exploit delle ultime Europee, col partito oltre il 34%, ora dovrà lottare per un crollo non troppo fragoroso. Ma proprio in vista del voto di giugno, Salvini potrebbe giocarsi la mossa a sorpresa e accelerare il congresso della Lega per blindarsi segretario prima di un esito altamente incerto delle urne: se l’asticella si fermerà sotto quella di Forza Italia, il segretario dopo dieci anni rischia la leadership.
Intanto comunque la Lega risponde a FdI che per il dopo Zaia in Veneto ha pronto il senatore Luca De Carlo. Proprio Zaia, che spinge per far approvare i…
ROMA – La Lega rivendica il Veneto e controbatte a Fratelli d’Italia che invece, in vista del dopo Luca Zaia nel 2025, ha già detto che il candidato governatore sarà un meloniano. Ennesima puntata dello scontro a distanza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni in vista delle Europee dove si giocheranno il tutto per tutto in un braccio di ferro interno alla destra di governo. A rischiare di più è il leader del Carroccio, che dopo l’exploit delle ultime Europee, col partito oltre il 34%, ora dovrà lottare per un crollo non troppo fragoroso. Ma proprio in vista del voto di giugno, Salvini potrebbe giocarsi la mossa a sorpresa e accelerare il congresso della Lega per blindarsi segretario prima di un esito altamente incerto delle urne: se l’asticella si fermerà sotto quella di Forza Italia, il segretario dopo dieci anni rischia la leadership.
Intanto comunque la Lega risponde a FdI che per il dopo Zaia in Veneto ha pronto il senatore Luca De Carlo. Proprio Zaia, che spinge per far approvare in Parlamento il terzo mandato per i governatori, avvisa i meloniani: “Oggi penso al bene dei veneti, non voglio sprecare un istante del mio tempo per la politica, dopo di che scioglierò ogni riserva, magari qualche giorno prima della scadenza del mio mandato, per dire cosa farò della mia vita, ma dipende solo da me". E ancora: “Qui non si tratta di decidere se lasciare dei presidenti di regione oppure no, si tratta di fare una scelta di campo: o decidiamo di mettere al centro dell'attenzione nella scelta della classe dirigente i cittadini, e allora dobbiamo togliere il blocco dei mandati che, ricordo, in Italia in maniera atipica esiste solo per i sindaci e i governatori". Più diretto l’assessore regionale Marco Marcato: “Il Veneto spetta alla Lega. Punto, non c'è alcuna discussione da fare. Chi immagina di fare trattative romane sulla testa dei veneti non capisce e non sa che significhi federalismo e autonomia. In Veneto decidono i veneti", afferma.
Insomma, la tensione sull’asse Lega-FdI è alle stelle in vista anche del voto alle Europee, dove si annuncia una conta che rischia di cambiare gli assetti di governo. E proprio in questo scenario il segretario della Lega, che rischia più di tutti gli altri leader del centrodestra, potrebbe anticipare il congresso del partito per blindarsi. A quanto confermavano fonti leghiste ieri all’Adnkronos, Salvini starebbe valutando l'ipotesi di tenere le assise del partito - che a fine 2017 ha preso il posto della vecchia Lega Nord - a Roma. Probabilmente già nel mese di aprile, con una accelerazione dei tempi, nonostante ci siano ancora da chiudere i congressi regionali in Lombardia, Calabria e Sicilia. Il congresso nazionale quindi arriverebbe prima della tornata elettorale delle europee dell'8 e 9 giugno.