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Morte di Navalny, Mattarella: “Ricorda i tempi più bui”. Meloni chiede chiarezza. Schlein: “Colpa di Putin”. Ma la Lega lo difende

Le reazioni della politica italiana alla notizia della scomparsa dell’oppositore di Putin, detenuto in una prigione russa. Centisti all’attacco del Carroccio. Calenda: “Putiniani d’Italia complici dell’assassinio”

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La morte di Aleksej Navalny, oppositore di Vladimir Putin, detenuto in una prigione russa, non ha mancato di scaldare la politica italiana. E di marcare le differenze di posizione rispetto al regime di Putin.

Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la scomparsa di Navalny “rappresenta la peggiore e più ingiusta conclusione di una vicenda umana e politica che ha scosso le coscienze dell’opinione pubblica mondiale”. “Per le sue idee e per il suo desiderio di libertà Navalny – continua il Quirinale – è stato condannato a una lunga detenzione in condizioni durissime. Un prezzo iniquo e inaccettabile, che riporta alla memoria i tempi più bui della storia. Tempi che speravamo di non dover più rivivere. Il suo coraggio resterà di richiamo per tutti”.

Molto istituzionale è stata la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo la quale si tratta di “un'altra triste pagina che ammonisce la comunità internazionale. Esprimiamo il nostro sentito cordoglio e ci auguriamo che su questo inquietante evento venga fatta piena chiarezza".

Decisamente più dure le parole di Elly Schlein: "È tutta responsabilità del governo russo. Un crimine che non può restare impunito. Imprigionato, avvelenato, torturato: oggi muore un uomo ucciso lentamente da un regime spietato che non ammette voci libere", dichiara la la segretaria del Pd.

Le affermazioni del Nazareno non sono andate giù alla Lega. "Il Pd sa cose che evidentemente il resto del mondo non sa – afferma il vicesegretario della Lega Andrea Crippa – . Ci possono essere sospetti, coincidenze strane, ma additare persone come colpevoli mi sembra prematuro e inopportuno. Aspettiamo che si faccia chiarezza".

"Il Pd - rincara il deputato e braccio destro di Salvini - è sempre bravo a trovare colpevoli, con la mentalità giustizialista che si ritrova. Prima di dare nome e cognomi, però, aspetto che si faccia luce". “Anche noi esprimiamo il nostro cordoglio", aggiunge Crippa condividendo la nota di Palazzo Chigi.

A chiamare in causa il Carroccio era stata Italia Viva: “Chiediamo a questo punto alla Lega cosa ne pensa: intende disdettare l'accordo di collaborazione con il partito di Putin sottoscritto nel 2017 e rinnovato nel 2022?”, attacca il capogruppo al Senato Enrico Borghi.

Ancora più duro Carlo Calenda che attacca i ‘putiniani’ d’Italia: "La Russia di Putin è un regime assassino e imperialista. La morte di Navalny ne è un'ennesima prova. I putiniani d'Italia sono complici di un assassino. Punto", afferma il leader di Azione.

Mentre di “assassinio di Stato, un assassinio del regime putiniano”, parla il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, durante il presidio davanti all'Ambasciata russa convocato da Avs, che invita “a reagire in modo forte”.

Anche il Movimento 5stelle si fa sentire. "Apprendo con grande amarezza della morte di Alexej Navalny – dichiara Giuseppe Conte”. “La richiesta di verità diventa ancora più pressante con la sua morte", conclude il presidente del M5s.

Dal governo arriva anche il commento di Antonio Tajani. "Dopo anni di detenzione in un regime carcerario non proprio liberale la Russia perde una voce libera”, così il ministro degli Esteri.

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