✕

Schlein: “Il governo fa cassa sui poveri. Meloni? Una patriota che penalizza il Sud”

La segretaria del Pd, Elly Schlein (fotogramma)
La segretaria del Pd: “L’Autonomia di Calderoli lacera il Paese e non investe nulla: vogliono affamare il Meridione. Patto scellerato con la Lega secessionista. Dai salari alla povertà è una destra letale, non sociale”
4 minuti di lettura

Soddisfatta per il via libera bipartisan al cessate il fuoco umanitario proposto dal Pd, Elly Schlein non ha intenzione di mollare la presa su Giorgia Meloni. Pronta alla battaglia, innanzitutto, sull’Autonomia differenziata che «è una legge sciagurata: mai si è vista una patriota che spacca l’Italia». Ma pure sulla riforma del premierato: «Sostenere che così i cittadini possono scegliere chi governa è una truffa», scandisce la segretaria dem mentre prepara l’incontro di oggi con gli agricoltori “traditi” dalla destra e la trasferta di domani in Abruzzo per tirare la volata al candidato del centrosinistra per una volta unito. «Fanno cassa sui poveri», accusa, «noi faremo di tutto per fargli cambiare rotta».

Segretaria, sulla politica estera lei e Meloni avete raggiunto un’intesa: resterà l’unico terreno di incontro o ce ne saranno altri?

«Sono contenta che la maggioranza abbia consentito, astenendosi, di far passare alcuni punti della nostra mozione sul conflitto mediorientale. La pol…

Soddisfatta per il via libera bipartisan al cessate il fuoco umanitario proposto dal Pd, Elly Schlein non ha intenzione di mollare la presa su Giorgia Meloni. Pronta alla battaglia, innanzitutto, sull’Autonomia differenziata che «è una legge sciagurata: mai si è vista una patriota che spacca l’Italia». Ma pure sulla riforma del premierato: «Sostenere che così i cittadini possono scegliere chi governa è una truffa», scandisce la segretaria dem mentre prepara l’incontro di oggi con gli agricoltori “traditi” dalla destra e la trasferta di domani in Abruzzo per tirare la volata al candidato del centrosinistra per una volta unito. «Fanno cassa sui poveri», accusa, «noi faremo di tutto per fargli cambiare rotta».

Segretaria, sulla politica estera lei e Meloni avete raggiunto un’intesa: resterà l’unico terreno di incontro o ce ne saranno altri?

«Sono contenta che la maggioranza abbia consentito, astenendosi, di far passare alcuni punti della nostra mozione sul conflitto mediorientale. La politica estera è una cosa seria e noi, per il bene del Paese, siamo riusciti a uscire dal derby interno fra maggioranza e minoranza: esattamente ciò che un’opposizione responsabile ha il dovere di fare. Possiamo dividerci quanto vogliamo, ma in certe contingenze bisogna salvaguardare la credibilità internazionale dell’Italia. Purtroppo lo stesso non è accaduto su altre questioni altrettanto importanti».

Ossia?

«Gliene cito alcune: sicurezza sul lavoro, prevenzione della violenza di genere, dramma salariale. A tutte le nostre proposte hanno detto di no, o le hanno svuotate. Per ciascuna di queste voci avevamo chiesto di mettere delle risorse in manovra, ma loro hanno preferito tenersi strette le mance, le mancette e le ristrutturazioni dei campi da golf».

Ma neppure sull’Autonomia differenziata, contro cui oggi i sindaci del Sud scenderanno in piazza, c’è possibilità di dialogo?

«No, e non per colpa nostra. Intanto non si è mai vista una patriota che spacca l’Italia. Quella di Calderoli, votata dal partito di Meloni, è una riforma destinata a lacerare un Paese che invece ha un disperato bisogno di essere ricucito nelle sue fratture e diseguaglianze. Certifica che ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Pazienti di serie A e pazienti di serie B. Perché l’Autonomia differenziata mina l’accesso a servizi fondamentali come salute, scuola, trasporto pubblico locale».

E in concreto? Come incide sulla carne viva delle persone?

«Iniziamo col dire che su questa legge non hanno messo un euro: ma come fai a ridurre i divari territoriali che già pesano enormemente sul nostro Meridione senza investire dei soldi? In questo modo le regioni ricche saranno sempre più ricche e quelle in difficoltà arretreranno ancora. Persino Confindustria ha segnalato i pericoli di una riforma che permette di avere 20 diverse politiche energetiche, una per ogni regione. Se poi consideriamo la disastrosa condizione della Sanità al Sud, sempre più persone saranno costrette a emigrare per curarsi. Per non parlare della scuola: si potranno prevedere programmi e corsi differenti, con salari differenti. Avremo insegnanti che a parità di mansione e di lavoro sarebbero pagati diversamente: è il ritorno delle gabbie salariali. Un gigantesco passo indietro. Tra Lega e Fratelli d’Italia è in corso un baratto contro cui ci opporremo con tutte le nostre forze».

Il baratto è con il premierato caro alla presidente Meloni?

«Le due riforme si tengono insieme, sono il frutto di un patto scellerato fra i sedicenti patrioti del nuovo millennio e i leghisti che non hanno mai abbandonato l’aspirazione secessionista. Noi al contrario crediamo che non possa esserci riscatto del Paese senza riscatto del Sud. E non possa esserci riscatto del Sud senza il riscatto di giovani e donne che hanno pagato di più il costo di diseguaglianze e precarietà. Ma perché l’aspettativa di vita di un bimbo che nasce a Reggio Calabria deve essere più bassa di uno che nasce a Bologna? Se aggiungiamo che il fondo perequativo delle infrastrutture al Sud è stato tagliato di 3,5 miliardi, si capisce qual è il disegno: affamare il Meridione e abbandonarlo al suo destino».

Eppure Fratelli d’Italia ha il suo granaio di voti proprio nella bassa Italia, come lo spiega?

«Ci vuole tempo per misurare la distanza fra propaganda e realtà. E la realtà dice che questo è un governo antimeridionalista. Basta mettere in fila le cose che hanno fatto: oltre all’Autonomia di Calderoli, hanno affossato il salario minimo per contrastare il lavoro povero, molto diffuso al Sud; abolito il Reddito di cittadinanza; bloccato i fondi di sviluppo e coesione che regioni e comuni reclamano per modernizzare le aree più svantaggiate. Si accrescono le disparità e si colpiscono i più deboli. E infatti hanno cancellato le riforme sui servizi ai disabili e alle persone non autosufficienti. Dando il peggio di loro quando hanno promesso mille euro a tutti gli anziani, mentre si tratta di una sperimentazione che riguarda solo lo 0,18% di quelli non autosufficienti. Li hanno presi in giro, una vera vigliaccata».

Tornando al premierato, la destra dice: finalmente saranno i cittadini a scegliere chi governa.

«Questo enunciato è una truffa perché dietro il “decidete voi” c’è un colossale “decido io per voi”. Acclamare un capo ogni 5 anni non è democrazia. Il premierato non esiste in nessun altro Paese al mondo perché fa saltare gli equilibri fra poteri dello Stato. Non c’è più un Parlamento eletto dai cittadini che decide la vita del governo, ma un capo del governo che decide della vita del Parlamento. Senza neppure la garanzia di un presidente della Repubblica terzo, a fare da arbitro».

Meloni però sostiene che i poteri del Quirinale restano inalterati.

«Lo capisce anche un bambino che se oggi ci sono due figure elette dalle Camere e una viene investita dal popolo, l’altra è relegata a un ruolo marginale. Non avrebbe più autonomia nel risolvere le crisi, né di sciogliere il Parlamento. Dire che non si snaturerebbe la figura del capo dello Stato, che in anni di navigazione difficile ha saputo assicurare la stabilità e la credibilità internazionale del Paese, è una bugia. Il potere concentrato nell’uomo solo al comando l’Italia l’ha già visto. E sappiamo com’è finita».

A proposito di Rdc, la misura sostitutiva del governo è un mezzo flop, se lo aspettava?

«Hanno messo tali e tanti paletti che l’esito non poteva che essere questo. Noi avevamo proposto di lavorare insieme per migliorare il Reddito di cittadinanza, loro hanno invece voluto smantellare l’unico strumento contro la povertà che per la destra è una colpa individuale, non un grave problema sociale dovuto a politiche che dobbiamo cambiare. Ma come si fa a decidere per legge che sei occupabile o meno a seconda di come è composto il tuo nucleo familiare? Hanno introdotto criteri discriminatori e ridotto le risorse. Negando oltretutto che l’Italia ha un enorme problema di lavoro povero».

La maggioranza tuttavia accusa voi: non potevate accorgervene quando eravate al governo?

«È il solito giochino dello scaricabarile a cui non crede più nessuno. Questa maggioranza in un anno e mezzo ha bocciato la nostra proposta sul salario minimo che avrebbe aiutato 3,5 milioni di persone che non sanno come pagare le bollette anche se lavorano. Ha aumentato la precarietà estendendo il ricorso ai voucher e ai contratti a termine. Altro che destra sociale, sulle diseguaglianze è letale».

Leggi i commenti