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Foligno, film pro Putin in una sala comunale. L’ira della comunità ucraina: “Supporto istituzionale alla propaganda russa”

La giunta del sindaco leghista Stefano Zuccarini ha dato il patrocinio alla proiezione a palazzo Trinci del doc “Il testimone” di David Dadunashvili, già bandito a Bologna e Firenze
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PERUGIA - Dopo essere stato messo al bando a Bologna e Firenze, a due anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, il film in odore di propaganda filo-putiniana trova asilo a Foligno. Con tanto di patrocinio della giunta leghista, poltroncine rosse del palazzo storico di proprietà comunale e manifestazione di dissenso annunciata dalla comunità ucraina in Umbria.

Il testimone, diretto da David Dadunashvili, è in programma a Palazzo Trinci per domenica 25 febbraio, nel giorno successivo all’anniversario del principio di quella “operazione militare speciale” promossa dalla Russia. Finanziato dal governo Putin, racconta la disavventura di un violinista belga, che in viaggio per Kyiv si ritrova nel mezzo di un inferno di crimini di guerra ad opera dei soldati ucraini. Una sceneggiatura popolata da nazionalisti ucraini e truppe regolari che leggono il Mein Kampf, indossano t-shirt hitleriane e sono soprattutto impegnati a torturare e uccidere i loro stessi connazionali. Tutto in accordo a …

PERUGIA - Dopo essere stato messo al bando a Bologna e Firenze, a due anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, il film in odore di propaganda filo-putiniana trova asilo a Foligno. Con tanto di patrocinio della giunta leghista, poltroncine rosse del palazzo storico di proprietà comunale e manifestazione di dissenso annunciata dalla comunità ucraina in Umbria.

Il testimone, diretto da David Dadunashvili, è in programma a Palazzo Trinci per domenica 25 febbraio, nel giorno successivo all’anniversario del principio di quella “operazione militare speciale” promossa dalla Russia. Finanziato dal governo Putin, racconta la disavventura di un violinista belga, che in viaggio per Kyiv si ritrova nel mezzo di un inferno di crimini di guerra ad opera dei soldati ucraini. Una sceneggiatura popolata da nazionalisti ucraini e truppe regolari che leggono il Mein Kampf, indossano t-shirt hitleriane e sono soprattutto impegnati a torturare e uccidere i loro stessi connazionali. Tutto in accordo a quella propaganda di Stato che vuole indispensabile l’intervento per “denazificare” l’Ucraina. Il film che ha fatto flop nei cinema russi, nella versione proiettata in patria, informava lo spettatore che massacri come quelli di Bucha e Mariupol sarebbero stati messi in atto dal regime ucraino per screditare l’esercito russo nei confronti dell’opinione internazionale.

Il lungometraggio che, dopo giorni di polemiche, aveva incassato il niet dei sindaci di Bologna e Firenze, a Foligno ha trovato l’organizzazione locale del “Fronte del dissenso”, già attivo contro il green pass, e appunto il patrocinio del sindaco Stefano Zuccarini, in corsa per un secondo mandato a giugno. Leghista di rito salviniano, ex ufficiale di leva, avvocato e appassionato di aviazione, il primo cittadino non è nuovo a patrocini dal tono provocatorio e onorificenze a figure care all’epica di estrema destra. Tra le ultime commemorazioni istituzionali: una targa conferita alla memoria di Norma Cossetto, “studentessa italiana, istriana, uccisa dai partigiani jugoslavi di Tito nel 1943”, una piazza ad Angelo Mancia, militante del Movimento sociale ucciso nel 1980 da “un gruppo anarchico eversivo” e l’omaggio a un concittadino paracadutista in occasione dell’anniversario della battaglia di El Alamein.

“Il sindaco ha concesso nel tempo patrocini molto discutibili, mentre l’ha negato ad associazioni come l’Anpi”, protestano Rita Barbetti e Mario Gammarota, consiglieri d’opposizione rispettivamente di Pd e della civica Foligno 2030.

Il disappunto è montato anche tra i membri della comunità ucraina folignate. “Incredibile che si consenta alla propaganda di Putin di entrare nei palazzi comunali delle città e con tanto di supporto istituzionale”, commentano nell’annunciare una manifestazione di protesta, nel caso la proiezione venisse confermata. Chiede la revoca del patrocinio anche l’associazione “Insieme per l’Ucraina”, con sede a Fano, che in una nota del presidente Andriy Podolskyy, segnala la presenza del logo del Ministero della difesa russo accanto a quello del Comune di Foligno. L’opera cinematografica viene invece descritta come “manifesto di propaganda esplicitamente supportato dal Ministero della guerra russo nell’intento manifesto – continua la nota – di alterare l’opinione pubblica e veicolare narrazioni distorte o menzognere volte a ledere l’immagine dell’Ucraina e dei suoi abitanti”.

Non sembra, invece, deciso ad arretrare il sindaco Zuccarini, che parla di una decisione della giunta in favore della libertà di espressione. “Ci è stato presentato – commenta – come un film contro gli orrori della guerra e quindi non ci vediamo nulla di male nella sua proiezione. Non tappiamo la bocca a nessuno, poi starà alla gente decidere di andare o meno a vederle”.

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