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La ministra tedesca Luehrmann contro Salvini: “Nessuno dovrebbe allearsi con Afd, sono più pericolosi di tutte le altre destre”

L’esponente dei verdi, titolare degli Affari europei di Berlino: “Persino Le Pen ha preso le distanze dal partito”. E sull’ipotesi di una rielezione di von der Leyen col sostegno di Meloni e Orbàn dice: “La voteremo se porterà avanti il Green deal e difenderà i diritti”
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Non ci si può alleare con l’ultradestra Afd - a nessun livello. “È molto più pericolosa” di tutte le altre destre, tanto è vero che persino Marine Le Pen ha preso le distanze dagli estremisti tedeschi. La stoccata a Matteo Salvini e ai suoi sodali degli Identitari europei arriva dalla ministra verde tedesca agli Affari europei, Anna Luehrmann.

Che in quest’intervista con Repubblica mette anche un paio di paletti in vista del rinnovo della presidenza della Commissione europea: se Ursula von der Leyen vorrà essere votata anche dai verdi, dovrà difendere il Green Deal e lo stato di diritto. Quanto alle minacce di Vladimir Putin alla Nato, Luehrmann è chiara: “Dobbiamo investire di più nella difesa - e le assicuro che come verde non è facile per me dirlo”.

Luehrmann, milioni di tedeschi scendono in piazza da settimane da quando è emerso che l’ultradestra Afd faceva incontri con neonazisti. È una gigantesca, indignata protesta a difesa della democrazia. Si può dialogare allora con un parti…

Non ci si può alleare con l’ultradestra Afd - a nessun livello. “È molto più pericolosa” di tutte le altre destre, tanto è vero che persino Marine Le Pen ha preso le distanze dagli estremisti tedeschi. La stoccata a Matteo Salvini e ai suoi sodali degli Identitari europei arriva dalla ministra verde tedesca agli Affari europei, Anna Luehrmann.

Che in quest’intervista con Repubblica mette anche un paio di paletti in vista del rinnovo della presidenza della Commissione europea: se Ursula von der Leyen vorrà essere votata anche dai verdi, dovrà difendere il Green Deal e lo stato di diritto. Quanto alle minacce di Vladimir Putin alla Nato, Luehrmann è chiara: “Dobbiamo investire di più nella difesa - e le assicuro che come verde non è facile per me dirlo”.

Luehrmann, milioni di tedeschi scendono in piazza da settimane da quando è emerso che l’ultradestra Afd faceva incontri con neonazisti. È una gigantesca, indignata protesta a difesa della democrazia. Si può dialogare allora con un partito del genere, anche al livello europeo, come fa Matteo Salvini?

"No. L'Afd, anche in confronto ad altri partiti di destra europei, è molto più pericolosa. Ci sono esponenti dell'Afd che mettono in discussione i principi della democrazia. Che attaccano la libertà di parola e il pluralismo. Nel programma ufficiale parlano di deportazioni di massa. Insomma, è un partito dal quale persino Marine Le Pen ha recentemente preso le distanze".

Salvini invece tace. Il premier ungherese Viktor Orbàn ha segnalato invece che potrebbe aderire ai Conservatori, il gruppo presieduto da Giorgia Meloni. Non è sbagliato "normalizzare" un autocrate che calpesta i diritti?

"Bruxelles ha sanzionato le lesioni dello stato di diritto in Ungheria e in Polonia, non sono compatibili con i valori fondanti della Ue. Ha attivato la procedura dell‘articolo 7 e ha bloccato i fondi all’Ungheria. Ci aspettiamo che Orbán ripristini i diritti e la certezza del diritto in Ungheria - che sta danneggiando anche la sua economia. È questo il valore della Ue: uno spazio di libertà e di diritti per i cittadini".

Ma i Verdi accetterebbero di votare per una von der Leyen rieletta anche con i voti di Fratelli d'Italia o di Orbán?

"Per noi è chiaro che il Green Deal e il rispetto dello stato di diritto sono prerequisiti essenziali per scegliere la prossima presidente della Commissione Ue. E dunque la domanda fondamentale per ogni candidato sarà: Porterà avanti con determinazione il Green Deal e la difesa dei diritti?"

Ma da mesi gli agricoltori protestano anche contro il Green Deal. Non teme che sarà svuotato?

"No. È chiaro che ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di coesione sociale e competitività in Ue. Nell'ultimo anno le temperature globali sono aumentate di 1,5 gradi. Gli agricoltori stessi soffrono a causa di eventi climatici estremi: siccità, incendi, eccetera. Se vogliamo mantenere il nostro benessere in Europa abbiamo bisogno del Green Deal. Proprio per garantire buone condizioni di lavoro agli agricoltori".

Donald Trump minaccia la Nato e esorta persino Vladimir Putin ad attaccare i Paesi che non hanno investito il 2% di spesa nella difesa.

"Vale ciò che c'è scritto nel Trattato della Nato e non può essere messo in discussione con slogan da campagna elettorale. Il Trattato ci impegna al mutuo soccorso. Noi abbiamo spostato una brigata della Bundeswehr fissa in Lituania proprio per mostrare che sosteniamo fermamente i Baltici. Siamo molto attivi nei Balcani occidentali, sosteniamo l'Ucraina. Bisogna continuare a segnalare alla Russia che rafforziamo sempre di più la nostra sicurezza".

È pensabile una Nato senza Usa?

"Negli ultimi anni la Nato ha ritrovato una compattezza senza precedenti e il sostegno all'Ucraina lo dimostra, così come l'allargamento a Svezia e Finlandia. Si discute molto di sovranità europea, stiamo rafforzando l'industria militare, abbiamo appena inaugurato una nuova fabbrica di munizioni in Germania. Sono segnali di consapevolezza che non siamo più circondati solo da amici ma che abbiamo un vicino molto pericoloso e aggressivo a Est".

Concretamente che vuol dire?

"Dobbiamo rafforzarci e segnalare che non tollereremo attacchi a partner Nato. Dobbiamo investire di più nella difesa - e le assicuro che come verde non è facile per me dirlo. L'interoperatività è importante, per esempio. Sembra un dettaglio tecnico, ma se dai diversi Paesi europei arrivano munizioni di tipo diverso, alcuni non compatibili con gli strumenti in mano agli ucraini, è un problema".

Sugli aiuti all’Ucraina c’è un’urgenza immediata: scongiurare la fine delle munizioni.

"Scholz è appena stato a Washington, siamo fiduciosi che gli americani manterranno i loro impegni, alla fine. Ma è anche vero che noi europei dobbiamo fare la nostra parte. É anche la nostra sicurezza che l’Ucraina difende. Che l'Ucraina non riceva ciò di cui ha bisogno non è pensabile. Joschka Fischer, l‘ex ministro tedesco degli Esteri, ha sempre detto che non possiamo cambiare la nostra posizione geografica. Come Ue possiamo essere fieri di ciò che abbiamo fatto in questi due anni. E dobbiamo segnalare molto chiaramente che l'Ucraina fa parte dell'Europa".

C'è qualcuno che aiuta troppo poco? Scholz sembra segnalarlo da tempo.

"La Germania, gli Stati baltici, i Paesi del Nord Europa e molti Paesi dell’Est contribuiscono molto, anche in relazione al loro PIL. Altri potrebbero fare uno sforzo maggiore".

Quando pensa che Ucraina entrerà nell'Ue?

“Nonostante la guerra, l’Ucraina sta procedendo a ritmo sostenuto con le sue riforme. Parallelamente, anche l‘UE deve prepararsi e riformarsi per l’adesione di nuovi membri. Un aspetto importante è la riforma del diritto di voto. In molti questioni, l’unanimità non è più al passo con i tempi. Abbiamo bisogno di una Ue capace di agire”.

Si parla da troppo tempo a vuoto sulla riforma del voto maggioranza. Che va approvata all’unanimità. E come si fa con Orbán che non la voterà mai?

“L'obiettivo è quello di creare un consenso. Anche Orbán penso che abbia interesse, se pensiamo all'adesione dei Balcani occidentali. Ci stiamo lavorando, la politica europea è un processo, penso che ci riusciremo entro i prossimi quattro anni. Intanto vogliamo ridurre l'unanimità già nei meccanismi di adesione".

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