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Oggi fiaccolata bipartisan per Navalny: “La Lega ci sarà, ma è ipocrita”

Matteo Salvini
Matteo Salvini (ansa)

Tutti i partiti alle 18.30 in Campidoglio per l’iniziativa promossa da Calenda. Magi: “Salvini definiva una montatura mediatica l’arresto del dissidente”

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ROMA — Ci saranno i rappresentanti di tutti i partiti in Parlamento, ma uno sarà più in imbarazzo degli altri. Oggi in Campidoglio alla fiaccolata in omaggio a Alexsei Navalny, il dissidente russo morto in un carcere in Siberia, sono attesi i rappresentanti dei partiti di maggioranza e opposizione. A lanciare la manifestazione il leader di Azione Carlo Calenda che subito ha raccolto le adesioni dei segretari del centrosinistra, da Elly Schlein del Pd a Matteo Renzi di Iv, Nicola Fratoianni di Avs e Riccardo Magi di +Europa. E poco dopo anche di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

L’ultimo ad aderire è stato Matteo Salvini, il leader della Lega, che alcuni anni fa aveva definito «una montatura» l’arresto di Navalny come oppositore politico perché aveva «solo il tre per cento» dei consensi e non costituiva un pericolo per Putin dal punto di vista elettorale.

Ieri Salvini ha detto che la Lega avrà una sua rappresentanza in Campidoglio: «Aderire alla manifestazione? Assolutamente sì — ha detto il vicepremier — io spero che il 2024 sia l’anno della chiusura delle troppe guerre in corso tra Russia e Ucraina, fra Israele e Palestina. La guerra è sempre morte, sofferenza, sconfitta e quindi conto che l’Italia sia protagonista di pace».

Parole che però non bastano a coprire l’imbarazzo della Lega: di un partito che in passato ha sostenuto Putin e i deputati di Russia unita.

Imbarazzo che è trapelato dalle parole di queste ore del braccio destro di Salvini, Roberto Crippa, che non dà per certo che ad uccidere Navalny sia stato Putin o comunque il Cremlino: «Non additiamo responsabili finché non ci saranno prove oggettive, il Pd è sempre bravo a trovare i colpevoli», ha detto. Imbarazzo che emerge dalle frasi di un altro esponente di peso del partito di Salvini, Claudio Borghi, che ci tiene a precisare che lui non parteciperà alla fiaccolata: «Non sono solito andare per manifestazioni e fiaccolate ma ovviamente è giusto manifestare per il rispetto dei diritti umani e la democrazia — dice Borghi —. Ovviamente non posso sapere di cosa sia morto Navalny ma sicuramente non avrebbe dovuto essere in prigione in Siberia. Le accuse di filo-putinismo rivolte alla Lega dai dem? Il Pd lo lascio parlare».

Sulle contraddizioni della Lega va dritto Riccardo Magi di +Europa: «Caro Salvini, non puoi fare tutte le parti in commedia. Ricordo benissimo quando definivi l’arresto di Navalny una “montatura mediatica” e quando ti “veniva da ridere” se qualcuno chiamava Putin dittatore e quando volevi scambiare “due Mattarella per mezzo Putin”. E ricordiamo benissimo gli stretti rapporti tra il tuo partito e Russia unita. La fiaccolata per Navalny non può trasformarsi nel festival dell’ipocrisia delle anime belle della Lega».

Dello stesso avviso Enrico Borghi di Italia Viva: «Magi dice una cosa che condivido. Se non vogliamo trasformare un’iniziativa nella fiera dell’ipocrisia, occorre che ciascuno si assuma la responsabilità di quello che dice e di quello che fa. Vale tanto per le reticenze e i silenzi imbarazzati di Salvini su Navalny, quanto per Giuseppe Conte che passa le giornate a dire di non inviare più armi in Ucraina».

Il Movimento 5 stelle ha aderito alla manifestazione e potrebbe parteciparvi lo stesso Conte. Ci sarà sicuramente Elly Schlein del Partito democratico. I dem chiedono anche una azione concreta al governo Meloni: «L’ambasciatore Ue in Russia ha posto un fiore in ricordo di Navalny. Chiediamo al governo di fare lo stesso attraverso la rappresentanza a Mosca», dice il deputato Enzo Amendola.

Intanto i Radicali hanno avviato una raccolta di firme per chiedere al sindaco di Roma Roberto Gualtieri di intitolare via Gaeta, dove ha sede l’ambasciata russa in Italia, a Navalny.

«Porteremo in piazza la nostra proposta di cambiare il nome della via - dice Matteo Hallissey segretario dei Radicali — Noi lo faremo perché, quando le luci delle fiaccole si spengono, il dovere è quello di mostrarci incredibilmente forti».

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