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Prove d’intesa giallorossa: “Comizio Schlein-Conte per vincere in Sardegna”

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a Vasto (Chieti) per sostenere la candidatura di Luciano D'Amico a presidente della Regione alle elezioni del prossimo 10 marzo (Ansa)

 
I due leader potrebbero salire sul palco insieme per chiudere la campagna elettorale sull’isola. Un ritrovato clima di alleanza in vista delle regionali di giugno. Oggi la direzione dem col nodo Europee e amministrative
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ROMA — Carramba, che sorpresa. Quando il gioco si fa duro, Elly Schlein e Giuseppe Conte si sentono e provano ad accordarsi: per tirare insieme la volata all’ex sottosegretaria grillina Alessandra Todde, candidata comune alle regionali sarde dove domenica si vota.

La posta in palio stavolta è troppo alta per perdersi in dispetti: battere il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, imposto da Giorgia Meloni a danno dell’alleato leghista, significherebbe assestare un brutto colpo alla presidente del Consiglio, alzare la tensione nella maggioranza di governo, arrestare la cavalcata trionfale della destra iniziata con la vittoria alle Politiche, quasi un anno e mezzo fa. Ecco perché l’ipotesi, scartata per settimane, nelle ultime ore sta riprendendo quota, anche sulla scorta di sondaggi che segnalano vento in poppa.

Il capo del M5S l’ha detto chiaro, venerdì scorso, durante il suo tour elettorale nel nuorese: «Non sono innamorato dei palchi, sono propenso a stare in mezzo alla gente, ma natur…

ROMA — Carramba, che sorpresa. Quando il gioco si fa duro, Elly Schlein e Giuseppe Conte si sentono e provano ad accordarsi: per tirare insieme la volata all’ex sottosegretaria grillina Alessandra Todde, candidata comune alle regionali sarde dove domenica si vota.

La posta in palio stavolta è troppo alta per perdersi in dispetti: battere il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, imposto da Giorgia Meloni a danno dell’alleato leghista, significherebbe assestare un brutto colpo alla presidente del Consiglio, alzare la tensione nella maggioranza di governo, arrestare la cavalcata trionfale della destra iniziata con la vittoria alle Politiche, quasi un anno e mezzo fa. Ecco perché l’ipotesi, scartata per settimane, nelle ultime ore sta riprendendo quota, anche sulla scorta di sondaggi che segnalano vento in poppa.

Il capo del M5S l’ha detto chiaro, venerdì scorso, durante il suo tour elettorale nel nuorese: «Non sono innamorato dei palchi, sono propenso a stare in mezzo alla gente, ma naturalmente sono disponibilissimo a offrire tutto il sostegno a questo progetto politico in Sardegna. Sarà Todde a decidere il da farsi sulla chiusura della campagna elettorale, io do sin da ora la mia disponibilità». Un’apertura che al Nazareno hanno accolto con favore, tanto da mettersi subito a ragionare sulle agende da incrociare per poter organizzare un’iniziativa congiunta dei leader a sostegno dell’aspirante governatrice giallorossa. «Un comizio Conte-Schlein? Sono convinto che alla fine si farà», si sbilancia un autorevole esponente del Nazareno. E pure sul territorio, in tanti fanno il tifo: «Io ci spero», ragiona il sardissimo senatore Marco Meloni, ex coordinatore della segreteria Letta, ora fra i più convinti supporter di “Elly” che dopodomani volerà sull’isola insieme a Pierluigi Bersani: «Qui abbiamo scelto una candidata eccellente e la coalizione sta funzionando ogni giorno meglio. Siamo molto più uniti degli avversari e possiamo riportare competenza e onestà alla guida della Regione. Siamo l’unica alternativa ad altri cinque anni di una destra che ha portato allo sfascio la Sardegna».

Un ritrovato clima d’intesa confermato anche dalle trattative chiuse (o in procinto di) nei 6 capoluoghi di regione e 27 di provincia attesi al voto di giugno. L’ultima è Perugia, mentre Forlì e Cesena sono in dirittura d’arrivo, dopo i patti già siglati a Modena, Ferrara, Reggio Emilia. Nella stragrande maggioranza dei casi Pd e 5Stelle corrono insieme, spesso anche con i rossoverdi, cui talvolta si aggiungono Azione e Iv. Senza dimenticare l’Abruzzo, dove il 10 marzo l’alleanza extralarge di centrosinistra, con dentro tutti i partiti di opposizione al governo, proverà a strappare la regione appenninica all’uscente Marco Marsilio, fratello-italiano della prima ora.

È quel che Schlein rivendicherà stamattina, aprendo la riunione della direzione convocata per fare il punto sulla convention del Pse in calendario a Roma i primi di marzo: apertura ufficiale della campagna per le Europee, cui parteciperanno i più importanti leader socialisti del vecchio continente, dallo spagnolo Sanchez al tedesco Scholz. Un appuntamento a cui la segretaria del Pd tiene moltissimo. Anche se per l’annuncio della sua candidatura, qualora dovesse decidere per il sì, bisognerà aspettare ancora: non prima di aver completato le liste e il programma. Sarà un passaggio importante quello dedicato alle amministrative, che per Schlein sono una sorta di prova generale delle alleanze future. Lei, che si è spesso caricata da sola il peso di tenere unito il campo dell’alternativa, lo ribadirà ancora una volta: «Da soli non si vince. Per battere le destre dobbiamo costruire sinergie con tutte le forze d’opposizione».

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