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Di Battista in tour con il caso Assange: il teatro “controcorrente” dell’ex 5 Stelle

Il monologo dedicato al fondatore di Wikileaks. Titolo d’impatto: “Colpirne uno per educarne cento”. Dieci date, si riparte venerdì da Alessandria
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Per ora sono dieci date, da nord a sud, da Trieste a Potenza. E come ha insegnato il maestro e mentore Beppe Grillo (poi rinnegato, o quasi), è un percorso a metà tra politica e spettacolo, tra attivismo e intrattenimento. Per Alessandro Di Battista si riparte venerdì da Alessandria con un monologo dedicato a Julian Assange e che, giocoforza, non parlerà solo del fondatore di Wikileaks, ma si connetterà ad altri temi in quota “pensiero controcorrente”: le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, i servizi segreti americani, i gasdotti sabotati nel Baltico, il complesso militare-industriale e finanziario nordamericano, la guerra in Ucraina e la causa palestinese. Titolo d’impatto: “Colpirne uno per educarne cento”.

La liberazione di Assange è uno storico argomento caro ai 5 Stelle (non solo quelli di ieri, visto che anche Giuseppe Conte ieri ha lanciato sui social il suo “inno alla libertà di stampa” contro la sua estradizione negli Usa). Di Battista ha anche conosciuto il giornalista austr…

Per ora sono dieci date, da nord a sud, da Trieste a Potenza. E come ha insegnato il maestro e mentore Beppe Grillo (poi rinnegato, o quasi), è un percorso a metà tra politica e spettacolo, tra attivismo e intrattenimento. Per Alessandro Di Battista si riparte venerdì da Alessandria con un monologo dedicato a Julian Assange e che, giocoforza, non parlerà solo del fondatore di Wikileaks, ma si connetterà ad altri temi in quota “pensiero controcorrente”: le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, i servizi segreti americani, i gasdotti sabotati nel Baltico, il complesso militare-industriale e finanziario nordamericano, la guerra in Ucraina e la causa palestinese. Titolo d’impatto: “Colpirne uno per educarne cento”.

La liberazione di Assange è uno storico argomento caro ai 5 Stelle (non solo quelli di ieri, visto che anche Giuseppe Conte ieri ha lanciato sui social il suo “inno alla libertà di stampa” contro la sua estradizione negli Usa). Di Battista ha anche conosciuto il giornalista australiano, nel 2013, all’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ed è rimasto in contatto con Stella Assange.

L'ex deputato, che scelse di non ricandidarsi nel 2018 e che poi ha lasciato il M5S nel 2021, ormai da tempo sta seguendo una propria strada di militanza individuale, per così dire. Senza un impegno politico-elettorale diretto. Ma ha fondato un'associazione che si chiama Schierarsi e che si richiama al Movimento delle origini, perlomeno a vedere le battaglie principali e l'approccio garibaldino, per così dire: "Sostenibilità, pace, autodeterminazione dei popoli e lotta alla criminalità organizzata rappresentano il cuore delle nostre azioni". Un tentativo che si colloca in un’area culturale che una volta si sarebbe detta di sinistra radicale (acqua e sanità pubblica, “ecologia popolare” e critica al libero mercato) e un populismo post-ideologico allergico a vecchie categorie e antichi simboli.

Se il Movimento di Conte dovesse andare male alle Europee, cioè attorno se non sotto al 10 - ipotesi che pare remota -, allora si riaprirebbe un discorso per la leadership e un tandem Di Battista – Virginia Raggi potrebbe riconquistare le 5 Stelle, riportandole un po’ alle origini antisistema; che Grillo abbia un debole per la ex sindaca di Roma, sul piano politico, è noto. Speculazioni da corridoi della politica, chissà. Per adesso Di Battista fa come faceva il comico genovese: teatro. Non per ridere, ma per indignarsi.

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