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Regionali in Basilicata: da destra a sinistra, coalizioni in rotta sulle candidature

Il governatore della Basilicata, Vito Bardi (ansa)
Si vota il 21 e il 22 aprile. Forza Italia spinge per l’uscente Vito Bardi, fedelissimo di Tajani, ma FdI e Lega potrebbero proporre nomi alternativi. Il Pd ha annunciato il sostegno ad Angelo Chiorazzo, ma in casa dem l’appoggio vacilla. E il M5s non ha ancora sciolto la riserva
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Finora la data del voto è l’unica cosa certa. La decisione è arrivata ieri: in Basilicata si voterà il 21 e il 22 aprile. Per quanto riguarda le candidature, invece, è ancora tutto in alto mare, sia a destra che a sinistra. La tornata lucana rappresenta la seconda tappa, dopo la Sardegna del 25 febbraio, sulla rotta elettorale che porta fino alle Europee di giugno. La scelta dei candidati, dunque, va ponderata con estrema attenzione per evitare di imbattersi in una sconfitta che non farebbe altro che influenzare il risultato europeo e, di conseguenza, gli equilibri politici al livello nazionale.

Ma da mesi nel centrodestra è iniziata un’altra partita, parallela. Che riguarda il riequilibrio dei rapporti di forza interni alla coalizione, profondamente cambiati rispetto a cinque anni fa. Quando, in sostanza, Giorgia Meloni era ancora la junior partner della coalizione che oggi governa il Paese. La vittoria delle elezioni del 2022 ha spinto la premier a rivendicare più poltrone rispetto …

Finora la data del voto è l’unica cosa certa. La decisione è arrivata ieri: in Basilicata si voterà il 21 e il 22 aprile. Per quanto riguarda le candidature, invece, è ancora tutto in alto mare, sia a destra che a sinistra. La tornata lucana rappresenta la seconda tappa, dopo la Sardegna del 25 febbraio, sulla rotta elettorale che porta fino alle Europee di giugno. La scelta dei candidati, dunque, va ponderata con estrema attenzione per evitare di imbattersi in una sconfitta che non farebbe altro che influenzare il risultato europeo e, di conseguenza, gli equilibri politici al livello nazionale.

Ma da mesi nel centrodestra è iniziata un’altra partita, parallela. Che riguarda il riequilibrio dei rapporti di forza interni alla coalizione, profondamente cambiati rispetto a cinque anni fa. Quando, in sostanza, Giorgia Meloni era ancora la junior partner della coalizione che oggi governa il Paese. La vittoria delle elezioni del 2022 ha spinto la premier a rivendicare più poltrone rispetto al passato. Si è già visto in Sardegna, sfilata al leghista Christian Solinas in favore del candidato meloniano Paolo Truzzu. Ed è possibile che lo stesso copione andrà in scena persino in Veneto, dove il tris di Zaia è osteggiato dal no di FdI al terzo mandato voluto dal Carroccio.

La Basilicata non è da meno. Questa volta, però, a rimetterci potrebbero essere gli azzurri. Da mesi Forza Italia spinge la candidatura dell’uscente Vito Bardi (fedelissimo di Antonio Tajani) quasi come fosse scontata. O meglio: come se sull'amministrazione lucana non abbiano messo gli occhi anche FdI e Lega, questi ultimi rimasti orfani della Sardegna. Non a caso sulla ricandidatura di Bardi, al momento, non esistono certezze, se non le continue attestazioni di stima da parte dei colonnelli azzurri. "Sostegno a Bardi, con un centrodestra unito, all'insegna della crescita di questa meravigliosa regione in un contesto nazionale che è vicino all'attuale giunta", ha ribadito ieri da Potenza Paolo Barelli. Il capogruppo di FI alla Camera ha detto che, nonostante la non ufficialità, l’investitura di Bardi “è nelle cose” e che “il dibattito politico è giusto che ci sia, ma mi sembra di vedere che è completamente risolto". Meloniani e leghisti non hanno ancora neanche fatto filtrare un nome alternativo. E il tempo, per avanzare e far valere altre candidature, è poco.

Lo sanno anche nel centrosinistra, dove la situazione pare ancora più in stallo. Il Pd ha già annunciato che sosterrà la corsa dell'imprenditore Angelo Chiorazzo, frontmen di "Basilicata casa comune". Su di lui il M5s non ha ancora sciolto la riserva e anche in casa dem l’appoggio non pare tra i più granitici. Il tema è stato affrontato durante la direzione svoltasi ieri al Nazareno. Qui l’ex senatore lucano Salvatore Margiotta si è appellato allo stato maggiore dem affinché si vada verso una soluzione più larga possibile: “Bisogna con la fatica della politica lavorare al perimetro più ampio dell'alleanza per essere competitivi”.

Serve – ha continuato – mettere in atto “ogni sforzo per la costruzione di un'alleanza forte guidata dal miglior candidato possibile, che sappia e possa unire tutti”. Un messaggio che non suona proprio come un endorsement a Chiorazzo, mai citato nell’intervento. Anche i pentastellati, tramite il coordinatore regionale Arnaldo Lomuti, si sono detti favorevoli a un “progetto che unisca" senza “veti e imposizioni”. Al momento l’unico punto di convergenza sono le polemiche sulla data delle elezioni scelta ieri da Bardi. Per l’esponente pentastellato si tratta “dell’ennesimo atto irrispettoso” che, pur nel rispetto delle leggi, utilizza “una facoltà come uno strumento a propria disposizione da usare contro l'avversario politico”. D’accordo anche Chiorazzo: “La decisione è stata presa all'ultimo secondo utile senza nessun rispetto per gli elettori e le elettrici lucane e per chi deve lavorare agli adempimenti burocratici per la presentazione delle liste". Se l’obiettivo è quello di trovare una convergenza - sottolinea il candidato - “abbiamo adesso pochissimo tempo".

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