Italia Paese dei controlli: 54 milioni di persone identificate nel 2023. Ecco come funzionano
di Alessandra ZinitiNel 2023 a 54 milioni di italiani, sostanzialmente quasi a tutti, è capitato di essere fermati per strada, ad una manifestazione, ad un evento sportivo, (e persino all’inaugurazione della Scala) dalle forze dell’ordine e di essere identificati. Controlli di sicurezza, previsti dall’articolo 4 del testo unico di Pubblica sicurezza. Nessuna stretta alle libertà personali, nessuna direttiva particolare – spiega il Viminale dopo le nuove proteste seguite all’identificazione delle persone radunatesi a Milano domenica pomeriggio per deporre un fiore sotto la foto del dissidente russo Aleksej Navalny – solo una prassi operativa ordinaria seguita da tutte le forze dell’ordine. Anche se i numeri raccontano di un consistente aumento delle identificazioni negli ultimi due anni: 53.833.736 nel 2023, contro i 46.937.204 nel 2022 e i 35.352.282 del 2021. Ma ecco cosa sono le identificazioni e chi le dispone.
Cosa sono le identificazioni
I controlli che possono essere operati dalle forze di polizia…
Nel 2023 a 54 milioni di italiani, sostanzialmente quasi a tutti, è capitato di essere fermati per strada, ad una manifestazione, ad un evento sportivo, (e persino all’inaugurazione della Scala) dalle forze dell’ordine e di essere identificati. Controlli di sicurezza, previsti dall’articolo 4 del testo unico di Pubblica sicurezza. Nessuna stretta alle libertà personali, nessuna direttiva particolare – spiega il Viminale dopo le nuove proteste seguite all’identificazione delle persone radunatesi a Milano domenica pomeriggio per deporre un fiore sotto la foto del dissidente russo Aleksej Navalny – solo una prassi operativa ordinaria seguita da tutte le forze dell’ordine. Anche se i numeri raccontano di un consistente aumento delle identificazioni negli ultimi due anni: 53.833.736 nel 2023, contro i 46.937.204 nel 2022 e i 35.352.282 del 2021. Ma ecco cosa sono le identificazioni e chi le dispone.
Cosa sono le identificazioni
I controlli che possono essere operati dalle forze di polizia, in servizio, (e solo in casi di rischio anche da chi non lo è) sono di due tipi: quelli di sicurezza, previsti dall’articolo 4 del testo unico di Pubblico sicurezza, e le identificazioni giudiziarie previste invece dal codice di procedura penale.
Queste ultime sono relative a persone sottoposte a indagine o anche a testimoni o potenziali testimoni. Per fare un esempio pratico, le forze dell’ordine accorse a Firenze al crollo nel capannone Esselunga avrebbero potuto e dovuto identificare tutti i presenti anche come potenziali testimoni per riferire della tragedia.
Controlli di pubblica sicurezza, per strada,a piedi, in macchina, a manifestazioni ed eventi di ogni genere, sono la richiesta di documenti per procedere con la semplice identificazione del cittadino.
Chi le dispone
Nella prassi le identificazioni di sicurezza sono d’iniziativa diretta delle forze dell’ordine che operano sul territorio o ad un determinato evento, non vengono mai disposte da chi ( il questore o il comitato per l’ordine e la sicurezza) invece organizza i servizi. Anche qui un esempio: per l’inaugurazione della stagione della Scala a Milano sono stati disposti i servizi di presenza dentro e fuori il teatro da parte delle forze dell’ordine, l’iniziativa di identificare la persona che dal loggione ha gridato “Viva l’antifascismo” è stata adottata dal responsabile di quel servizio. Spiegazione data dalle forze dell’ordine: quel grido era una turbativa dell’ordine in teatro, provenendo da una persona sconosciuta, per valutare eventuali rischi la sua identificazione era “obbligatoria”. Dunque qualsiasi operatore delle forze dell’ordine si trovi davanti ad una situazione sospetta, di rischio potenziale o semplicemente imprevista, può disporre l’identificazione. Che deve limitarsi alla richiesta di documenti.
Cosa rischia il cittadino che non si lascia identificare
Solo se il cittadino a cui viene chiesto di identificarsi si rifiuta di fornire i documenti, o ne fornisce di falsi o oppone una qualche resistenza, allora le forze dell’ordine possono condurlo negli uffici di polizia e lì provvedere alle fotosegnalazioni o al prelievo delle impronte per il confronto con la banca data.
Visto che in Italia non c’è obbligo di uscire da casa con un documento, se un cittadino che non ne è in possesso viene fermato, ha solo l’obbligo di fornire le proprie generalità. Chi si rifiuta è punti con una contravvenzione, arresto fino a due mesi invece per chi si rifiuta di esibire il documento di identità.