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Richetti: “Se non condanna Putin, Salvini non può restare al governo”

(ansa)

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Intervista al deputato di Azione: “Le responsabilità politiche della morte di Navalny sono chiare. Fino a poco tempo fa il leader della Lega elogiava il presidente russo”
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ROMA — «Le responsabilità politiche della morte di Navalny sono chiare: Salvini decida una volta per tutte se Putin è da condannare oppure no. Nella seconda ipotesi sarebbe incompatibile con il rimanere al Governo di un paese come l’Italia». Matteo Richetti, capogruppo di Azione, va dritto contro il vicepremier dopo le ambiguità espresse dal leader della Lega sulla morte del dissidente russo e all’indomani delle contestazioni ai rappresentanti del Carroccio che hanno partecipato alla fiaccolata per Navalny convocata dal partito di Carlo Calenda.

Si aspettava quei fischi?

«Quelle ambiguità della Lega sollevano perplessità. Quando un esponente leghista come Massimiliano Romeo, che era in piazza, dice che le responsabilità di Putin sono da accertare, commette un errore molto grave. Il problema non è l’esecutore materiale, ma il responsabile politico di quello che sta accadendo in Russia dove un regime prima avvelena Navalny, poi lo deporta in un gulag in Siberia e quindi lo lascia morire…

ROMA — «Le responsabilità politiche della morte di Navalny sono chiare: Salvini decida una volta per tutte se Putin è da condannare oppure no. Nella seconda ipotesi sarebbe incompatibile con il rimanere al Governo di un paese come l’Italia». Matteo Richetti, capogruppo di Azione, va dritto contro il vicepremier dopo le ambiguità espresse dal leader della Lega sulla morte del dissidente russo e all’indomani delle contestazioni ai rappresentanti del Carroccio che hanno partecipato alla fiaccolata per Navalny convocata dal partito di Carlo Calenda.

Si aspettava quei fischi?

«Quelle ambiguità della Lega sollevano perplessità. Quando un esponente leghista come Massimiliano Romeo, che era in piazza, dice che le responsabilità di Putin sono da accertare, commette un errore molto grave. Il problema non è l’esecutore materiale, ma il responsabile politico di quello che sta accadendo in Russia dove un regime prima avvelena Navalny, poi lo deporta in un gulag in Siberia e quindi lo lascia morire in carcere: oltre che mettere a tacere il dissenso, oltre a invadere l’Ucraina, cosa deve accadere perché ci sia una condanna ferma?».

La Lega è ipocrita, come ha detto il segretario di +Europa, Magi?

«Avere elogiato fino a tempi recentissimi Putin, al punto che Salvini diceva di invidiare la Russia per la sua guida, e di essere pronto a scambiarlo con il presidente Mattarella, beh non è cosa che si possa dimenticare in una notte».

A Milano sono stati identificati dalla Digos manifestanti pro dissidenti russi. Cosa ne pensa?

«Che è irragionevole la logica che porta a processi di identificazione per un omaggio a dei martiri della libertà. Di questa identificazione non si capisce il perché».

Lei pensa che Navalny sia stato avvelenato come ritiene la moglie Yulia?

«La questione non è di discutere sulle modalità ma sulla indiscutibile gravità della morte di un dissidente carcerato. Stiamo ai fatti. Per 14 giorni o forse chissà per quanto, la famiglia non potrà riavere il corpo di Navalny. Chiediamoci il perché».

Alcuni parlamentari italiani fanno sapere che andranno ai funerali o almeno chiederanno il permesso per andarci.

«Una scelta importante. Calenda sarà in Ucraina il 24 febbraio non solo per ricordare i due anni dall’invasione russa, ma per continuare a testimoniare il sostegno a Kiev con l’obiettivo della pace ma senza soccombere all’arroganza russa. Dissento da Giuseppe Conte che sostiene che con Mosca bisogna continuare a parlare».

I 5Stelle lei li giudica ambigui?

«Sì, sull’Ucraina in maniera insopportabile».

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