Giustizia, alle casse dello Stato costa un miliardo di euro. Ma garantisce la tenuta democratica dell’Italia
di Liana MilellaROMA – Ma è davvero una notizia che in tempi d’inflazione e di rincari pazzeschi – basta frequentare un supermercato per rendersene conto – anche la giustizia, nell’arco di cinque anni, dal 2017 al 2022, abbia visto crescere i suoi costi del 15 per cento? Come chiosa più di una toga “non mi sembra una grande notizia”. Evidentemente lo è per il quotidiano economico Il Sole 24 ore. Che in prima pagina titola “Tribunali, spese per un miliardo (+15%)” e mette subito in rilievo che è aumentato sia il costo degli avvocati (400 milioni annui) per assicurare il diritto di difesa – e ci mancherebbe pure che non ci fosse proprio in tempi di esasperato garantismo – e anche quello per le intercettazioni che “pesano” per 192 milioni. Eh già, così il Guardasigilli Carlo Nordio, per la milionesima volta, potrà dire che costano tantissimo, 200 milioni all’anno ripete sempre lui, tant’è che vuole sforbiciarle.
Ma ragionando sul costo complessivo della macchina della giustizia ci si rende conto che ess…
ROMA – Ma è davvero una notizia che in tempi d’inflazione e di rincari pazzeschi – basta frequentare un supermercato per rendersene conto – anche la giustizia, nell’arco di cinque anni, dal 2017 al 2022, abbia visto crescere i suoi costi del 15 per cento? Come chiosa più di una toga “non mi sembra una grande notizia”. Evidentemente lo è per il quotidiano economico Il Sole 24 ore. Che in prima pagina titola “Tribunali, spese per un miliardo (+15%)” e mette subito in rilievo che è aumentato sia il costo degli avvocati (400 milioni annui) per assicurare il diritto di difesa – e ci mancherebbe pure che non ci fosse proprio in tempi di esasperato garantismo – e anche quello per le intercettazioni che “pesano” per 192 milioni. Eh già, così il Guardasigilli Carlo Nordio, per la milionesima volta, potrà dire che costano tantissimo, 200 milioni all’anno ripete sempre lui, tant’è che vuole sforbiciarle.
Ma ragionando sul costo complessivo della macchina della giustizia ci si rende conto che essa grava solo per l’1,3% rispetto al bilancio complessivo dello Stato. Ed è stato sempre così negli anni con la sistematica lamentazione di chi protesta per una coperta troppo corta visto che, prendendo a prestito la considerazione di Voltaire nel diciottesimo secolo a proposito delle carceri, “il grado di civiltà di un Paese si misura proprio osservando lo stato della sua giustizia”. Nella quale – evidentemente – bisogna investire perché fare giustizia significa garantire la tranquillità dei cittadini che hanno il diritto di veder puniti gli autori dei crimini di strada, ma anche di chi sfrutta e lucra sui fondi dello Stato, soprattutto in tempi di grandi opere grazie al Pnrr.
Diminuisce la durata dei processi
La giustizia sta funzionando meglio. E che i tempi dei processi migliorino lo ha detto, all’inaugurazione dell’anno giudiziario appena un mese fa, la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano, certo non una toga di sinistra, visto che da sempre è iscritta a Magistratura indipendente, giusto la corrente che vede tra le sue figure di spicco il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. E cosa dicevano quei dati? Registravano che nel settore civile “le pendenze sono diminuite dell’8,2% nei tribunali e del 9,8% nelle corti d’Appello, mentre la durata media dei procedimenti si è ridotta in primo grado del 6,6% e in Appello del 7%”. Nel settore penale invece “le pendenze risultano ridotte del 13% nei tribunali e del 6,5% nelle corti d’Appello”. E ancora: “Il numero dei procedimenti definiti è aumentato dell’8,3% in primo grado e del 10,6% in appello”. L’Italia dunque, scrivevamo a fine gennaio, secondo la prima presidente della Cassazione, può raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr.
Il pasticcio del processo penale telematico
Tutto questo, ovviamente, ha un costo. Se la giustizia aumenta la cosiddetta produttività garantendo la definizione di molti più processi è anche fisiologico che siano maggiori le spese. “Buone” spese dunque. Una notizia positiva. Considerando proprio che la maggiore lamentela dei giudici, durante i bilanci dell’anno giudiziario, ha riguardato proprio i bisogni più impellenti per garantire indagini e processi rapidi, e cioè più personale amministrativo e più strumenti tecnologici. E andrebbe ricordato qui che, nell’esasperata collera diffusa in tutti gli uffici, è impantanato da mesi il cosiddetto Processo penale telematico con una App che non funziona affatto come dovrebbe e sta facendo impazzire le toghe. Questo sì che è un costo negativo in termini di lentezze e ritardi.
Le intercettazioni
Ma andiamo avanti sui temi specifici. A partire dalle intercettazioni. Laddove parlare di “grandi” costi sembra quasi un invito a tagliare per risparmiare. Anche se i dati già dimostrano che il numero dei bersagli ascoltati è calato, sono stati 82.206 nel 2022 rispetto ai quasi centomila degli anni precedenti. E due anni fa 3.584 euro sono serviti per le microspie Trojan utilizzate dai magistrati antimafia proprio contro la criminalità organizzata. Quindi una spesa su cui proprio non si può risparmiare. I costi per gli ascolti si muovono così dal 2017 a oggi, erano necessari 168,75 milioni di euro sette anni fa, 158,67 nel 2108, 161,28 nel 2019, 145,32 nel 2020, 168,53 nel 2021 e 192,63 nel 2022. Rispetto a un onere complessivo che passa dai 866,10 milioni di euro del 2017 ai 996,97 del 2022. Da qui il titolo sulla giustizia che sfiora il miliardo. Quanto alle intercettazioni, come scrive lo stesso Sole 24 ore, i costi potranno ridimensionarsi nel 2023 l’anno in cui è stato applicato un tariffario standard per tutti i fornitori del servizio.
Ma qui una domanda è d’obbligo, soprattutto per la campagna negativa e aggressiva, a partire dalle dichiarazioni dello stesso Nordio, che il centrodestra al governo fa contro le intercettazioni. Presentate agli italiani sempre come un’invasione della privacy, piuttosto che come uno strumento d’indagine indispensabile al pari dei pedinamenti delle polizie nei confronti di un sospettato, che tutela la sicurezza dei cittadini stessi. Non solo, dal costo delle intercettazioni andrebbe sottratto il “vantaggio” che esse arrecano non solo perché sono determinanti nell’individuare i responsabili dei crimini, ma attivate nei confronti dei reati dei colletti bianchi evitano l’indebita sottrazione di denaro pubblico.
Gli avvocati d’ufficio
E veniamo all’ultimo capitolo, quello delle spese per gli avvocati d’ufficio garantiti per legge per chi non ha soldi per pagare un legale. Parliamo di 400 milioni all’anno. Anche qui, come fanno notare i giudici, basterebbe assumere avvocati a tempo indeterminato per garantire le stesse difese gratuite, come avviene negli Stati Uniti, per risparmiare forse fino alla metà della spesa attuale. Ma in tempi di esasperato garantismo certo non si possono tagliare i costi dei legali d’ufficio. E ci mancherebbe altro…