ROMA - Roberto Calderoli, il ministro leghista degli affari regionali, tiene il punto sull’autonomia differenziata, la “sua” riforma, arrivata all’ultimo miglio alla Camera: «Alle opposizioni chiedo: basta slogan, confrontiamoci nel merito. Non voglio spaccare l’Italia, non voglio penalizzare il Sud». Sul terzo mandato per i governatori: «La Lega resta ferma sulla posizione politica: la scelta deve essere democratica, non possono imporsi limiti». E a proposito di Navalny, ci tiene a chiarire: «Se uno Stato tratta un oppositore politico come è stato fatto con Navalny, incarcerandolo e torturandolo, il modo in cui è morto è la conseguenza di quelle torture. La responsabilità è del regime russo».
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Ministro Calderoli, alla vigilia delle Europee è un percorso tutto in salita per la Lega: dall’autonomia differenziata, che ha scarso gradimento secon…
ROMA - Roberto Calderoli, il ministro leghista degli affari regionali, tiene il punto sull’autonomia differenziata, la “sua” riforma, arrivata all’ultimo miglio alla Camera: «Alle opposizioni chiedo: basta slogan, confrontiamoci nel merito. Non voglio spaccare l’Italia, non voglio penalizzare il Sud». Sul terzo mandato per i governatori: «La Lega resta ferma sulla posizione politica: la scelta deve essere democratica, non possono imporsi limiti». E a proposito di Navalny, ci tiene a chiarire: «Se uno Stato tratta un oppositore politico come è stato fatto con Navalny, incarcerandolo e torturandolo, il modo in cui è morto è la conseguenza di quelle torture. La responsabilità è del regime russo».
Metropolis/485 - Ddl Calderoli, dalla sanità ai trasporti: cosa prevede l'autonomia differenziata
Ministro Calderoli, alla vigilia delle Europee è un percorso tutto in salita per la Lega: dall’autonomia differenziata, che ha scarso gradimento secondo i sondaggi, alla voglia di Fratelli d’Italia di strapparvi il Veneto e infine le accuse di essere filo Putin.
«Le salite non mi spaventano. Sono sempre arrivato in cima. Dopo ci sono le discese».
Sul terzo mandato sarà una conta in Parlamento, con una spaccatura del centrodestra. Per evitarla ritirerete la vostra proposta sui governatori? E sui sindaci?
«Decidono i gruppi parlamentari cosa fare. Ma la nostra è una posizione politica e resta tale: se deve esserci una scelta democratica non può esserci limite. Oppure facciamo come i 5Stelle».
Vuol dire due mandati al massimo per i parlamentari e qualsiasi carica politica?
«Esatto. Io ovviamente non sono d’accordo, ma a quel punto è più coerente. È un limite autolesionista, è evidente. Quando con il tempo alcuni grillini erano diventati bravi, li hanno mandati a fare i posteggiatori».
Però la posta in gioco sul terzo mandato per i governatori è alta. Fratelli d’Italia vuole strappare alla Lega il Veneto, impedendo a Luca Zaia di candidarsi. Lei è preoccupato?
«La volontà politica di ciascun partito va rispettata. Però la sovranità appartiene al popolo, che decide nelle urne. Si vota l’anno prossimo e quindi c’è tempo per discutere. Luca Zaia è un cavallo di razza, come politico, come amministratore e umanamente. Quando ero ricoverato in ospedale, veniva a trovarmi ogni domenica. Mi piace ricordarlo, per dire la qualità dell’uomo».
Zaia è uno dei più accesi sostenitori dell’autonomia, che è la riforma da lei scritta e su cui la Lega si gioca il tutto per tutto. Un sondaggio di Ilvo Diamanti mostra che gli italiani non apprezzano, tranne pochi al Nord.
«Ho confrontato quel sondaggio con un altro di Ipsos, che non solo fotografa un 27% di persone che non sa di cosa si parli, mentre Diamanti ne calcola il 7%, ma addirittura dà prevalenza ai favorevoli. Ecco, credo che il punto sia questo: il numero di chi non sa, e mi pare più realistico il 27%. È impensabile che il 93% degli italiani sappia cosa sia l’autonomia differenziata. Se poi si procede per disinformazioni, del tipo “vuoi una riforma che divide il Paese”, è ovvio che la risposta è “no, sono contrario"».
Non divide il Paese, non sclerotizza le differenze, non penalizza il Mezzogiorno?
«No. È la più grande scommessa per superare la questione meridionale e quella settentrionale e realizzare l’obiettivo di tutto il sistema Paese. Quello di cui vengo accusato – sperequazione, differenza di trattamento tra Regioni – sarebbe colpa di una autonomia che non c’è ancora? Le disparità territoriali ci sono per colpa di un sistema centralizzato. Lo Stato si è dimostrato un cattivo amministratore. Lo sa che, fatto 100, in dieci anni la spesa statale è salita a 173 euro; quella comunale a 106. Le Regioni hanno risparmiato e sono scese a 86 euro».
Ma deve ammettere che le disparità saranno più accentuate.
«Perché? Per la prima volta abbiamo detto che supereremo il criterio della spesa storica, definiremo i diritti sociali e civili e i livelli essenziali di prestazione. Stiamo procedendo all’individuazione dei costi standard e dei fabbisogni».
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Con quali risorse? Le avete?
«Chi dice occorrano 100 miliardi, chi 80, cos’è l’estrazione del lotto? Non possiamo sapere ora le risorse necessarie, ma per la prima volta andiamo a fare questa verifica».
De Luca, governatore della Campania, ha portato 700 amministratori a Roma. C’è un disagio e una avversione molto forte al Sud. Le opposizioni hanno poi annunciato le barricate contro l’autonomia.
«Dico a tutti: facciamo una operazione verità. Alle opposizioni chiedo: basta slogan, confrontiamoci nel merito. Ci sono 12 Regioni su 20 che spendono meno di quanto producono e con quell’avanzo garantiscono le altre 8 Regioni, che spendono più di quello che incassano. L’interesse delle Regioni che hanno accettato la perequazione e rinunciato a tenere per sé il residuo fiscale è di fare crescere il Sud».
Ok definitivo alla riforma prima delle Europee?
«Lo decide il Parlamento. Ma se non c’è ostruzionismo i tempi ci sono per chiudere in primavera».
La Lega è filo putiniana? Perché non dite che la responsabilità della morte di Navalny è di quel regime?
«Non accetto che un oppositore politico sia incarcerato e torturato. Il modo in cui è morto è una conseguenza di quella tortura e la responsabilità è del regime russo».