La Farnesina all’ambasciatore russo: “Piena chiarezza su Navalny”. La replica: “È un affare interno”
di Matteo PucciarelliROMA — Anche la Farnesina, come fatto nelle ultime 48 ore da buona parte dei Paesi europei, ha convocato l’ambasciatore russo in Italia per chiedere spiegazioni sulla morte dell’oppositore interno, e rinchiuso in carcere, Navalny. Non è andata benissimo, l’incontro di ieri tra la direzione generale del ministero degli Esteri e Alexey Paramonov, al di là delle formalità di rito, si è concluso con l’accusa di quest’ultimo: l’Italia sta avendo una «lettura antirussa parziale dei fatti che è concordata a livello dei Paesi occidentali».
La posizione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla questione è chiara: cinque giorni fa, da presidente di turno, aveva aperto la riunione dei ministri del G7 a Monaco di Baviera chiedendo ai suoi colleghi un minuto si silenzio per onorare Navalny. Nel comunicato finale del G7 aveva spinto molto per inserire la richiesta alla Russia «di interrompere l’inaccettabile persecuzione dei dissidenti politici, così come la sistematica rep…
ROMA — Anche la Farnesina, come fatto nelle ultime 48 ore da buona parte dei Paesi europei, ha convocato l’ambasciatore russo in Italia per chiedere spiegazioni sulla morte dell’oppositore interno, e rinchiuso in carcere, Navalny. Non è andata benissimo, l’incontro di ieri tra la direzione generale del ministero degli Esteri e Alexey Paramonov, al di là delle formalità di rito, si è concluso con l’accusa di quest’ultimo: l’Italia sta avendo una «lettura antirussa parziale dei fatti che è concordata a livello dei Paesi occidentali».
La posizione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla questione è chiara: cinque giorni fa, da presidente di turno, aveva aperto la riunione dei ministri del G7 a Monaco di Baviera chiedendo ai suoi colleghi un minuto si silenzio per onorare Navalny. Nel comunicato finale del G7 aveva spinto molto per inserire la richiesta alla Russia «di interrompere l’inaccettabile persecuzione dei dissidenti politici, così come la sistematica repressione della libertà di espressione e l’illegittima limitazione dei diritti civili». E poi, ancora, lunedì il segretario di Forza Italia aveva incontrato la moglie del dissidente russo, Yulia Navalnaya, negli uffici della delegazione italiana del Consiglio Ue a Bruxelles. Insomma, nessuna ambiguità, un atteggiamento molto lontano da quello del suo omologo e leader della Lega Matteo Salvini; ma anche dalle simpatie mai rinnegate di Silvio Berlusconi per Vladimir Putin.
Altri tempi, altra storia, nonostante il congresso di FI, annunciato con imponenti foto del Cavaliere assieme a Tajani, a simboleggiare continuità.
La Farnesina ora chiede «piena chiarezza» al Cremlino e fa sapere che «continuerà a invitare la Russia a porre fine alla inaccettabile persecuzione del dissenso politico». Ai funzionari del ministero Paramonov spiega però che l’affaire Navalny «è una questione interna alla Russia», che «si stanno effettuando tutte le perizie e gli accertamenti investigativi necessari, in conformità con la legislazione della Federazione russa, al fine di individuare le cause reali dell’incidente e, ove sussistono, le relative responsabilità». Appunto finale dell’ambasciata russa: «I tentativi dei Paesi occidentali di strumentalizzare politicamente la morte di Navalny e formulare accuse di vario genere contro Mosca, che fomentano artificiosamente sia la critica e l’ostilità nei confronti delle autorità russe, sia il sentimento contro la Federazione russa, sono inutili e inaccettabili da tutti i punti di vista».
Ieri gli ambasciatori Ue hanno dato il via libera al tredicesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, in risposta all’invasione dell’Ucraina.