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Terzo mandato, la maggioranza si spacca: bocciato l’emendamento della Lega. Zaia: “La strada è ancora lunga”

(ansa)
A sostegno del Carroccio Italia viva. Contrari anche Noi moderati, Partito democratico, M5S e Avs, mentre Azione non ha partecipato al voto
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La maggioranza si spacca sul terzo mandato per i governatori delle Regioni. L'emendamento della Lega al dl elezioni è stato respinto: in commissione Affari costituzionali, dove il provvedimento è all'esame, si sono espressi contro la proposta di modifica leghista Fratelli d'Italia e Forza Italia sostenuti da Noi moderati, Pd, M5S, Avs. A sostegno della Lega ha votato solo Italia viva, mentre Azione non ha partecipato al voto. In tutto ci sono stati 4 voti favorevoli, 16 contrari, un’astensione.

La Lega in mattinata aveva ritirato l'emendamento per introdurre il terzo mandato per i sindaci delle grandi città, ossia i Comuni con più di 15mila abitanti. Lasciando invece quello sui presidenti di regione. Il relatore Alberto Balboni (FdI) ha dato parere negativo ad entrambi. Sulla proposta della Lega per il terzo mandato ai sindaci anche il governo in commissione Affari costituzionali al Senato ha dato parere negativo come il relatore Balboni.

Prova a minimizzare la spaccatura nel centrodestra la premier Giorgia Meloni: "Il terzo mandato non era inserito nel programma, non è iniziativa del governo, era un’iniziativa parlamentare – ha detto la presidente del Consiglio alla registrazione di “5 minuti” in onda stasera su Rai1 – Ci sono state opinioni diverse” e se ne è discusso “in massima serenità" ma "non è una materia che in qualche maniera crea problemi al governo o alla maggioranza. La speranza che la maggioranza crolli è una speranza dell'opposizione".

Anche Matteo Salvini tenta di rassicurare sulla tenuta dell’esecutivo: "Non ci sarà nessun problema in maggioranza se non passerà in Parlamento la legge sul terzo mandato. La posizione della Lega è chiara ma siamo in democrazia: ogni tanto le proposte della Lega passano altre volte, come in questo caso, vengono bocciate perché tutti gli altri, Forza Italia, Fratellli d'Italia, Pd, Cinquestelle sono contro. Secondo me è un errore".

Non si è fatto attendere il commento sul voto della segretaria del Pd Elly Schlein, che attacca: "Ieri abbiamo visto Meloni, Salvini e Tajani affiancati sul palco e oggi si spaccano sul terzo mandato. Fanno bene a chiedersi da tutto il giorno se ci saranno ripercussioni sulla tenuta del governo. Loro lo smentiscono, ma il fatto che se lo chiedano fa capire che hanno un bel problema con le loro divisioni".

Le reazioni

Resta alta la tensione tra gli alleati. Il nodo della ricandidabilità degli amministratori, Luca Zaia in testa, ha creato più di un mal di pancia nella maggioranza con FdI e FI contrari. E ora il presidente del Veneto commenta: “Prendo atto del voto. La strada è ancora molto lunga. Natura non facit saltus". Secondo Attilio Fontana dovrebbe essere lasciata agli elettori la scelta se votare per la terza volta un governatore o un sindaco. "La commissione si è espressa. Non credo che su un argomento estraneo agli accordi programmatici del governo si possano temere ricadute politiche" ha detto il presidente della Lombardia, osservando "piuttosto reazioni nervose fra i partiti di opposizione".

Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, garantisce che “l'attività del governo non viene minimamente toccata” nonostante da due forze di maggioranza sia arrivata la bocciatura a un emendamento proposto da un altro partito alleato di governo. “Sono cose che succedono. Questo è un tema su cui è normale pensarla in maniera diversa – spiega Ciriani – si poteva approfondire la discussione, tutti eravamo disponibili a discuterne con più calma fra qualche mese, in un altro contesto, occasione, con ddl o altro strumento. Lo stesso appello del presidente Fedriga, un appello ragionevole. Non posso che ribadire che sarebbe stato meglio ritirare l'emendamento, secondo noi meritava un contesto più ordinato in cui fare la discussione. Prendiamo atto della scelta, i colleghi della lega hanno voluto portarlo al voto e la maggioranza si è espressa".

Il tema accende le reazioni. "Sento con grande faccia tosta parlamentari concionare contro il terzo mandato di sindaci e amministratori che sono sul territorio, il vincolo del terzo mandato non esiste in nessuno Stato d'Europa – dichiara il governatore della Liguria Giovanni Toti intervistato a 'Mattino Cinque' su Canale 5 – Il sindaco di Bordeaux è stato in carica per cinquant'anni, il sindaco di Hannover per trentaquattro anni, quello di Nizza lo è da molti anni, nessuno si è mai posto il problema – sottolinea Toti – Si sta creando uno scontro tra la periferia e il centro, tra un Parlamento scelto perlopiù dalle segreterie dei partiti e quasi tutti i sindaci delle grandi città e i governatori dei territori, che dicono 'lasciamo scegliere gli elettori', a me sembra talmente semplice questa cosa, il terzo mandato fu un vincolo messo in un'altra epoca per inseguire un populismo un pò come quello grillino", commenta aggiungendo che “se non si mette ordine sul vincolo del terzo mandato rischiamo nei prossimi due-tre anni di avere un contenzioso tra governo centrale e Regioni quasi infinito. La Costituzione prevede che gli statuti e le leggi elettorali siano competenza esclusiva delle Regioni – ricorda il governatore della Liguria – Non so se vorrò fare il terzo mandato onestamente, vedremo se ci sono le condizioni per farlo, se è un vantaggio per la mia Regione e per la mia maggioranza politica. È una decisione che spetta ai territori, agli amministratori dei territori e soprattutto agli elettori".

Per Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, "con la bocciatura da parte di FdI e FI dell'emendamento della Lega sul terzo mandato si chiude una vicenda che ha gettato, per colpa della destra, un'ombra triste e pericolosa sulle nostre istituzioni. Hanno voluto giocare un braccio di ferro tra di loro, senza alcuna preoccupazione per il funzionamento dei nostri enti locali, con il solo scopo di piantare le loro bandierine propagandistiche. Il Pd si è sottratto a questo gioco per nulla rispettoso dei cittadini e degli amministratori locali”.

Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva, su X commenta che "messo alle strette tra stare con Meloni e Conte o sostenere le richieste di Decaro, Bonaccini e De Luca, il Pd di Elly Schlein sceglie di stare con Fratelli d'Italia e Cinque Stelle. E di rottamare i propri amministratori. Il Pd riformista non esiste più”.

I senatori di Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro il terzo mandato per i governatori. E “siamo contrari anche a quello per i sindaci sotto i 15 mila abitanti", osserva il capogruppo di Avs in Senato Peppe De Cristofaro. Anche il Movimento 5 Stelle in commissione Affari costituzionali ha votato "decisamente no" all'emendamento della Lega sul terzo mandato ai presidenti di Regione, come annunciato dalla senatrice Alessandra Maiorino.

Ok unanime sul voto per gli studenti fuori sede

Intanto, è arrivato anche il via libera all'unanimità dalla commissione Affari costituzionali del Senato all'emendamento al dl elezioni, presentato da FdI, che riguarda la possibilità di votare per gli studenti fuori sede per le elezioni europee dell'8 e 9 giugno 2024. Tutti i gruppi hanno aggiunto la firma alla proposta.

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