Minacce di guerre spaziali, l’Italia acquista un satellite da 300 milioni. In un anno per le armi spesi 12 miliardi
di Antonio FraschillaROMA – Gli scenari di guerra interstellari fanno scattare l’allarme del governo Meloni che in fretta e furia sta comprando un satellite da 300 milioni di euro da mandare in orbita per garantire il funzionamento della rete Sicral: una rete strategica per le comunicazioni della difesa ma anche di tutte le attività riservate o emergenziali in caso di guerra o catastrofe naturale. Il vecchio satellite italiano è in disarmo e quello che si prevedeva di mandare in orbita con nuovissime tecnologie non sarà pronto prima del 2026. Ma nel frattempo anche a causa di possibili attacchi “esterni” alla rete italiana e della Nato (a partire dalle minacce russe di Vladimir Putin, pronto a inviare nello spazio testate nucleari) il governo è dovuto correre ai ripari in tempi brevi. Anche perché l’Italia rischia di perdere lo slot a lei assegnato se non invia un satellite in tempi brevi. Una spesa militare, questa, che si aggiunge a quella già autorizzata e che solo in questa legislatura arriva a 12 mil…
ROMA – Gli scenari di guerra interstellari fanno scattare l’allarme del governo Meloni che in fretta e furia sta comprando un satellite da 300 milioni di euro da mandare in orbita per garantire il funzionamento della rete Sicral: una rete strategica per le comunicazioni della difesa ma anche di tutte le attività riservate o emergenziali in caso di guerra o catastrofe naturale. Il vecchio satellite italiano è in disarmo e quello che si prevedeva di mandare in orbita con nuovissime tecnologie non sarà pronto prima del 2026. Ma nel frattempo anche a causa di possibili attacchi “esterni” alla rete italiana e della Nato (a partire dalle minacce russe di Vladimir Putin, pronto a inviare nello spazio testate nucleari) il governo è dovuto correre ai ripari in tempi brevi. Anche perché l’Italia rischia di perdere lo slot a lei assegnato se non invia un satellite in tempi brevi. Una spesa militare, questa, che si aggiunge a quella già autorizzata e che solo in questa legislatura arriva a 12 miliardi di euro.
Senza fare molto clamore in commissione Difesa alla Camera è arrivata la richiesta di parere per acquisto di un satellite come previsto per acquisti di armamenti e mezzi a uso militare. Si legge nella relazione degli uffici di Montecitorio: “Il programma in esame denominato “resilienza del sistema satellitare per le telecomunicazioni governative” (Sicral) riguarda lo sviluppo e la messa in operazioni di un satellite geostazionario. Il reorbiting del 2021 del satellite Sicral 1 ha innescato una fase di conto alla rovescia di 3 anni per l’occupazione del suo slot, oltre ai quali decadono i diritti all’utilizzo assegnati dall’International telecomunication union all’Italia. Questi tempi sono incompatibili con lo sviluppo del satellite Sicral 3 designato ad occupare lo spazio dal 2026”. Probabile che per la fretta alla fine l’Italia si rivolga “a operatori economici non nazionali”. E qui si apre una partita interessante giocata tra Europa e Usa. Spesa prevista , 300 milioni di euro.
La commissione Difesa ha dato parere favorevole, con i voti di centrodestra e Pd (assenti i 5 stelle). Soddisfatto il presidente Nino Minardo che fa riferimento chiaro alle minacce esterne incombenti: “Il progetto – dice Minardo - oltre a soddisfare le esigenze strategico-operative della Difesa, è funzionale anche a quelle di sicurezza nazionale qualora gli assetti di telecomunicazioni ordinari siano compromessi. E’ chiaro che anche in vista della realizzazione del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari sicure Sicral 3 bisognerà affrontare il tema della protezione dei nostri satelliti a causa di un evidente aumento delle minacce nello spazio che mirano proprio a spegnere i nostri satelliti e quelli dei nostri alleati”. Insomma, siamo già in uno scenario di guerra e per questo occorre accelerare nei piani di spesa militare.
In commissione Difesa da inizio legislatura è stato dato il via libera a spese militari per oltre 12 miliardi di euro (oltre ai fondi per il rifacimento di basi navali e aeree per un importo di altri 4 miliardi di euro): un lavoro non semplice considerando anche le tensioni tra la Lega e FdI, vedasi caso Vannacci. Ma a presiedere la commissione è Minardo, leghista “anomalo”: poche uscite, nessuna eco alle polemiche del giorno anche del leader e molto dialogo con tutti, a partire dal Pd a finire con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Così in commissione senza colpo ferire è passato la scorsa settimana il parere per l’acquisto di carri armati e spesa da 8,2 miliardi di euro. Il programma prevede l’acquisto di 132 carri armati Leopard 2. Poi è passato il parere per acquistare 21 missili prodotti dalla Lockheed Martin per un costo di un miliardo e anche quello per due fregate navali Fremm di nuova generazione per un costo di 2 miliardi di euro e qui i principali beneficiari saranno Fincantieri e Leonardo. Solo per citare gli ultimi via libera ad acquisti di armamenti.
Dopo l’articolo di Repubblica interviene Nicola Fratoianni di Alleanza verdi e sinistra: “Non ci sono solo gli 8 miliardi di euro per nuovi carri armati, nei nuovi programmi di riarmo accolti dalla commissione difesa della Camera dei Deputati, ma c'è anche un satellite per le comunicazioni militari, ulteriori navi e missili. E si arriva così ad una cifra monstre di 12 miliardi di euro impegnati. Una spesa inaccettabile. Una spesa militare - prosegue il leader di SI - che non consideriamo accettabile: questo Paese ha bisogno di risorse per la salute dei suoi cittadini, di fondi per la formazione dei suoi giovani, di miliardi di euro per il trasporto e la mobilità pubblica, di un sostegno decisivo per i settori più anziani e fragili della nostra società. Con queste scelte, invece - conclude Fratoianni - il governo insiste in una direzione profondamente sbagliata ed ingiusta socialmente”.