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Francesco Silvestri (M5S): “Col Pd siamo sulla strada giusta, le fusioni a freddo non vanno”

Intervista al capogruppo a Montecitorio: “I sardi non sono caduti nella trappola di un centrodestra a caccia di nemici”
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«La linea sulle alleanze è quella giusta» dice Francesco Silvestri mentre si infittisce lo spoglio dei voti delle regionali in Sardegna. Secondo il capogruppo alla Camera del M5s dalla vittoria sarda si possono ricavare due messaggi, entrambi rivolti alla maggioranza: «Il primo è che i sardi non sono caduti nella trappola Meloni che pensava di vincere facilmente. Il secondo è un messaggio ad un centrodestra imborghesito che crede che inventarsi un nemico al giorno possa bastare a mascherare i fallimenti economici, sociali e in campo internazionale».

ELEZIONI IN SARDEGNA: TUTTI I RISULTATI

Dunque non si tratta solo di un voto locale?

«L’operato della destra in Sardegna è stato fallimentare. La scelta del candidato è avvenuta a Roma senza pensare alle esigenze del popolo sardo. Queste elezioni testimoniano il fallimento della scelta di Meloni».

Lo schema giallo-rosso si è rivelato vincente. È replicabile anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?

«Io credo che la Sardegna ci a…

«La linea sulle alleanze è quella giusta» dice Francesco Silvestri mentre si infittisce lo spoglio dei voti delle regionali in Sardegna. Secondo il capogruppo alla Camera del M5s dalla vittoria sarda si possono ricavare due messaggi, entrambi rivolti alla maggioranza: «Il primo è che i sardi non sono caduti nella trappola Meloni che pensava di vincere facilmente. Il secondo è un messaggio ad un centrodestra imborghesito che crede che inventarsi un nemico al giorno possa bastare a mascherare i fallimenti economici, sociali e in campo internazionale».

ELEZIONI IN SARDEGNA: TUTTI I RISULTATI

Dunque non si tratta solo di un voto locale?

«L’operato della destra in Sardegna è stato fallimentare. La scelta del candidato è avvenuta a Roma senza pensare alle esigenze del popolo sardo. Queste elezioni testimoniano il fallimento della scelta di Meloni».

Lo schema giallo-rosso si è rivelato vincente. È replicabile anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?

«Io credo che la Sardegna ci abbia insegnato come si lavora. Proporre con coerenza le risposte ai bisogni delle persone: questo ci da forza, sia come 5s sia come Pd. O c’è una serietà di fondo, oppure non faremo parte di alcuna coalizione. Le fusioni a freddo non funzionano».

Ultimamente tra Pd e M5s non sono mancate occasioni di confronto. Questa vittoria cambia in positivo il vostro rapporto con i dem?

«Con il Pd abbiamo sempre avuto un rapporto serio e leale in parlamento. Ci sono delle differenze sì, ma che vengono affrontate con il dialogo. Serve discutere per arrivare ad una sintesi che spero un giorno potrà essere la nostra proposta di governo. Dipenderà tutto dalla qualità della politica che riusciremo ad esprimere nei prossimi mesi».

Quanto hanno pesato le divisioni nel campo progressista?

«Credo che abbia pesato un tentativo di Soru di affossare il progetto del M5s e del Pd. Io ricordo che quando abbiamo iniziato la campagna elettorale Alessandra Todde era data come un morto vivente che provava a fare una competizione dignitosa».

Un male che i moderati abbiano deciso di appoggiare Soru?

«Ognuno fa le sue scelte. Ma sul piano nazionale mi pare che da quel campo non si faccia altro che parlare male del M5s. Penso a Calenda che voleva la nostra estinzione. Per non parlare di Renzi… Noi invece non insultiamo nessuno. Preferiamo piuttosto concentrarci sulle nostre proposte».

Todde è stata trainata soprattutto dal Pd che nel voto di lista ha staccato il M5S di parecchi punti. Vi aspettavate un risultato migliore?

«C’era anche la lista di Todde era la vicepresidente del M5e ed un persona fortemente identitaria Sono molto contento del risultato ottenuto . Ed è fisiologico che quest’ultima abbia finito per togliere una percentuale di voti alla lista del M5s.

Storicamente il M5S ha sempre fatto fatica sui territori. È cambiato qualcosa?

«Oggi abbiamo fatto un grande passo. C’è ancora tantissimo da fare, ma penso che il presidente Conte abbia messo il seme giusto per ampliare il nostro progetto anche sui territori».

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