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Il giorno dopo la sconfitta in Sardegna, Meloni ci scherza su: “È quaresima, non posso neanche affondare i dispiaceri nell’alcol”

La premier Giorgia Meloni
La premier Giorgia Meloni 

La premier alla cena con i corrispondenti della stampa estera che si trasferiscono a palazzo Grazioli: “Non so cosa ne pensi Berlusconi da lassù, vi chiamava 'banda di comunisti'”. E ricorda che Draghi terminò il suo mandato due giorni dopo aver partecipato allo stesso evento: “Gli avevate portato una sfiga...”

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"So che ci si aspetta un intervento leggero ma io non ero leggera neanche a 15 anni figuriamoci dopo 16 mesi di governo. Mi invitate nel giorno in cui perdo le elezioni in Sardegna e sto pure facendo la quaresima e non posso neanche affogare i miei dispiaceri nell'alcol. Per cui non è la giornata migliore per aspettarsi da me della simpatia e dell'allegria. È andata così", dice Giorgia Meloni il giorno dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna incontrando i corrispondenti della Stampa estera, a Roma.

Eppure le battute non mancano, tirando in ballo anche Silvio Berlusconi e Mario Draghi. "Vi faccio in bocca al lupo per la nuova sede, non so cosa ne pensi Silvio Berlusconi da lassù del fatto che questa 'banda di comunisti' come vi definiva si trasferisca a Palazzo Grazioli, ma sono i casi della vita", dice la presidente del Consiglio durante la cena con i corrispondenti della Stampa estera, associazione istituita nel 1912, che si trasferiscono nella ex residenza romana del leader di Forza Italia. Meloni scherza ancora richiamando il fatto che il precedente presidente del Consiglio, Mario Draghi, terminò il suo mandato a palazzo Chigi due giorni dopo aver partecipato alla cena della stampa estera: "Vi ringrazio per il buon auspicio, dopo che mi avete invitato a questa cena mi avete spiegato che dopo due giorni che era venuto Mario Draghi gli avevate portato una sfiga senza precedenti. Quindi farò del mio meglio per allontanarmi il prima possibile da questa sala per rimanere un pochino a governare questa nazione".

Il governo della nazione, appunto. "Sono una persona che ha speso due terzi della sua esistenza nell'impegno politico. Ancora adesso, dopo trent'anni di impegno, considero la politica la più straordinaria forma di impegno civile che esiste. Non avrei mai immaginato di arrivare dove sono e forse ci sono arrivata per questo – continua Meloni – Non amo starci e potrei rimanere più degli altri esattamente in questa ragione". Per poi ammettere: "Non ho realizzato nessuno dei miei sogni: volevo fare la cantante ma sono stonata, volevo giocare a pallavolo ma sono una nana, volevo incontrare Michael Jackson ma è morto troppo presto, non era nei miei sogni fare il presidente del Consiglio. A dispetto della mia faccia che è più o meno sempre" corrucciata, "non sono sempre arrabbiata. È la faccia che mi viene naturale quando sono concentrata – spiega Meloni – Una volta a Ignazio La Russa ho mostrato una foto di classe della terza elementare in cui avevo esattamente questa faccia. Al di là di questa faccia corrucciata, sono una persona che ama ridere, soprattutto anche di se stessa. Mi considero una persona perbene e buona. Ma so che non bisogna mai sottovalutare la potenziale cattiveria di un buono costretto a essere cattivo”.

Dopo le battute parla dell’Italia e del suo impegno al governo. "Le cose che mi fanno arrabbiare di più in assoluto sono la slealtà, l'umiliazione e perdere a burraco, cosa che di recente mi sta capitando abbastanza spesso. La cosa che amo di più dopo mia figlia è questa nazione e, quindi, chiaramente mi fa arrabbiare che le si manchi di rispetto. Io ho sofferto da patriota un'Italia sempre guardata un po' dall'alto in basso, un'Italia a volte sempre considerata poco seria e inaffidabile. Quando sono diventata presidente del Consiglio - racconta Meloni – mi sono data come primo obiettivo quello di restituire a questa nazione la sua credibilità, di fare del mio meglio perché questa nazione potesse essere considerata credibile e affidabile, perché si potesse ribaltare un racconto anche strumentale, l'Italia spaghetti e mandolino". E parla anche di riforme: “"Quello che vorrei fare io è che chi governa lo scelgano cittadini e che se va a casa si torni a votare. La democrazia. Voglio dare stabilità e maggiore peso ai cittadini". Il premierato. "A questa nazione serve stabilità, per dare priorità agli investimenti, avere una strategia, governare i poteri economici. Sulla riforma costituzionale ci sono accuse, un famoso commentatore Usa citava Mussolini perché dice che per pochi voti sarà possibile avere la maggioranza: accade in varie democrazia come la Francia", osserva davanti alla stampa estera. E parlando a loro aggiunge: “ "Si può parlare quanto si vuole di libertà di stampa ma il problema è che si rischia di cancellare la stampa. L'intelligenza artificiale è una grande opportunità se governata, altrimenti può essere un detonatore. Rischiamo un impatto sul mercato del lavoro che riguarda formazioni altamente qualificate, come il giornalismo, che può essere devastante", conclude la premier.

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