La Lega crolla e Forza Italia la sorpassa ma Salvini rilancia: ora blindiamo Zaia
di Antonio Fraschilla«Sulle regionali sarde come Lega abbiamo fatto il massimo: da notare che i nostri consensi e quelli del Partito sardo d’azione provengono dallo stesso bacino elettorale e le due liste erano state costruite prima che la coalizione convergesse su Paolo Truzzu». Matteo Salvini e i suoi cercano di darsi conforto, nonostante il calo dei consensi rispetto a cinque anni fa per il Carroccio in Sardegna (passato dall’11 a meno del 4 per cento) e l’onta del sorpasso di Forza Italia orfana del leader Silvio Berlusconi.
Il ministro del Ponte sullo Stretto si chiude nel silenzio e ritira anche l’ospitata attesa al programma amico di Nicola Porro. Ma Salvini pensa già a una strategia per sfruttare questo voto sardo nei rapporti di forza dentro la coalizione e in vista delle tante grane che vede all’orizzonte per il partito e per la sua leadership. Sente qualche deputato e i senatori più vicini, e da qualcuno di loro gli arriva il suggerimento chiave: puntare su quanto accaduto in Sardegna per …
«Sulle regionali sarde come Lega abbiamo fatto il massimo: da notare che i nostri consensi e quelli del Partito sardo d’azione provengono dallo stesso bacino elettorale e le due liste erano state costruite prima che la coalizione convergesse su Paolo Truzzu». Matteo Salvini e i suoi cercano di darsi conforto, nonostante il calo dei consensi rispetto a cinque anni fa per il Carroccio in Sardegna (passato dall’11 a meno del 4 per cento) e l’onta del sorpasso di Forza Italia orfana del leader Silvio Berlusconi.
Il ministro del Ponte sullo Stretto si chiude nel silenzio e ritira anche l’ospitata attesa al programma amico di Nicola Porro. Ma Salvini pensa già a una strategia per sfruttare questo voto sardo nei rapporti di forza dentro la coalizione e in vista delle tante grane che vede all’orizzonte per il partito e per la sua leadership. Sente qualche deputato e i senatori più vicini, e da qualcuno di loro gli arriva il suggerimento chiave: puntare su quanto accaduto in Sardegna per dire alla premier Giorgia Meloni che non si possono fare «troppi calcoli» e che in alcune regioni bisogna andare sul sicuro: «A partire dal Veneto, ricandidando Luca Zaia e approvando in Parlamento il terzo mandato per i governatori», gli sussurrano diversi parlamentari di lungo corso. E Salvini accoglie il suggerimento.
Sarà questa la linea che il leader della Lega seguirà per il dopo Sardegna: rilanciare sul terzo mandato che metterebbe in cassaforte la più grande regione al voto da qui al 2025, il Veneto. Evitando di cambiare candidato, magari come accaduto in Sardegna dove si è puntato su uno di Fratelli d’Italia (e Meloni ha già il nome pronto, il senatore Luca De Carlo). «A Terni non abbiamo candidato l’uscente della Lega e abbiamo perso, in Sardegna soffriamo, non facciamo ancora un errore uguale in Veneto», ragionano dal quartier generale di Salvini. E comunque rilanciare sul terzo mandato consentirà inoltre al ministro delle Infrastrutture di tenere buono anche Zaia, il suo principale rivale interno per la leadership nel partito.
In ogni caso Salvini, come ha confidato ai suoi, a livello d’immagine sui media per il dopo voto in Sardegna conta più sulle difficoltà di Truzzu imposto da Meloni che sul dimezzamento dei voti della Lega nell’isola: «Le difficoltà se li caricheranno quelli di Fratelli d’Italia che hanno imposto il candidato, mica noi», dicono in casa Lega. Certo da ieri Salvini all’interno del centrodestra non ha più solo il problema di rilanciare il suo peso nel rapporto con la premier, ma anche quello di finire scavalcato stabilmente da Forza Italia di Antonio Tajani.
Non a caso un fedelissimo del segretario azzurro, il capogruppo al senato Maurizio Gasparri, già ieri sera scalciava bocciando anche l’idea di ricandidare Solinas come voleva Salvini: «Con tutte le cautele del caso la situazione non mi pare positiva — dice Gasparri — c’è un giudizio negativo sulla giunta uscente di centrodestra guidata da Christian Solinas. C’era un presidente che abbiamo ritenuto di non ricandidare ma la sostituzione non ha ribaltato troppo il giudizio non positivo sulla giunta. E Truzzu, sindaco di Cagliari, nella classifica dei sindaci del Sole 24 ore non stava ai primi posti. Penso che bisognerà riflettere». Come dire: sia Lega sia Fdi hanno sbagliato. E magari il candidato poteva essere uno di Forza Italia, tra Pietro Pittalis e Ugo Cappellacci. Per dire il clima che si respira nel centrodestra dopo le elezioni sarde. E in serata Tajani, se da un lato si dice certo che «non ci saranno contraccolpi sul governo», dall’altro avverte Meloni sulla Basilicata: «Adesso andiamo avanti per vincere in Basilicata dove sono assolutamente convinto che il candidato sarà Vito Bardi». Il suo fedelissimo.