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“No alla cittadinanza onoraria a Piantedosi”. Sinistra italiana protesta contro la decisione del sindaco (ex dem) di Avellino

Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi (ansa)
L'opposizione ora tenta di stoppare la proposta del sindaco irpino Gianluca Festa: intollerabile che l’amministrazione decida di associare il nome della città a “una stagione politica così cupa e agli uomini che la rappresentano”. Il ministro è cresciuto a Pietrastornina
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No alla cittadinanza onoraria a Matteo Piantedosi. Dopo le manganellate agli studenti di Pisa e Firenze, da Avellino, provincia in cui è cresciuto il capo del Viminale, l'opposizione ora tenta di stoppare la proposta del sindaco irpino Gianluca Festa. La protesta parte da Sinistra italiana, convinta che alla luce della “violenza brutale e gratuita che si è abbattuta sui giovanissimi manifestanti” sia intollerabile che l’amministrazione decida di associare il nome della città a “una stagione politica così cupa e agli uomini che la rappresentano”.

La questione affonda le radici in una delibera del dicembre scorso con cui la giunta di Avellino ha deciso di conferire l'onorificenza al ministro in qualità - ha dichiarato il sindaco - del “valore ed il rigore manifestati dall'attuale ministro dell'Interno, in un lungo e particolarmente prestigioso cursus honorum nelle istituzioni dello Stato”. Non solo: Piantedosi è anche di origini irpine, in quanto cresciuto a Pietrastornina, piccolo comu…

No alla cittadinanza onoraria a Matteo Piantedosi. Dopo le manganellate agli studenti di Pisa e Firenze, da Avellino, provincia in cui è cresciuto il capo del Viminale, l'opposizione ora tenta di stoppare la proposta del sindaco irpino Gianluca Festa. La protesta parte da Sinistra italiana, convinta che alla luce della “violenza brutale e gratuita che si è abbattuta sui giovanissimi manifestanti” sia intollerabile che l’amministrazione decida di associare il nome della città a “una stagione politica così cupa e agli uomini che la rappresentano”.

La questione affonda le radici in una delibera del dicembre scorso con cui la giunta di Avellino ha deciso di conferire l'onorificenza al ministro in qualità - ha dichiarato il sindaco - del “valore ed il rigore manifestati dall'attuale ministro dell'Interno, in un lungo e particolarmente prestigioso cursus honorum nelle istituzioni dello Stato”. Non solo: Piantedosi è anche di origini irpine, in quanto cresciuto a Pietrastornina, piccolo comune di 1.400 abitanti in provincia di Avellino.

La decisione, presa a dicembre scorso, va ora ratificata in via definitiva anche dal consiglio comunale. E un pezzo di opposizione è pronta alla barricate. “Il sindaco torni sui suoi passi”, chiede Roberto Montefusco, segretario avellinese di Sinistra italiana. "Ci eravamo già detti contrari in passato per le posizioni del ministro in tema di immigrazione e ordine pubblico, ma ora, dopo i fatti di Pisa e il richiamo del Presidente della Repubblica, crediamo sia necessario ribadire la nostra contrarietà alla decisione del sindaco”.

Sindaco che, peraltro, proviene da un percorso politico di centrosinistra. Festa, infatti, eletto nel 2019 con una coalizione civica, è stato in passato membro della federazione dei Verdi e, fino al 2022, del Pd. Fu espulso dai dem insieme a 17 amministratori avellinesi per essersi iscritto “a gruppi consiliari diversi da quello del Partito democratico”. Ma recentemente si è parlato anche di un progressivo avvicinamento ad ambienti vicini alla maggioranza. Secondo l'opposizione irpina, la delibera su Piantedosi non è altro che la conferma della virata - ormai anche ideologica - verso il centrodestra.

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