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Biden pressa Meloni sui fondi russi a Kiev. L’Italia per ora frena per non dividere la Ue

La premier Giorgia Meloni dal presidente Usa Joe Biden 
Il presidente Usa accoglie la premier nello Studio Ovale: “Giorgia, my friend”. Tour della Casa bianca per la figlia Ginevra
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Washington — I calzini di Joe Biden sono pieni di bandierine degli Stati Uniti. È di buon umore. Sorride a Meloni, la chiama «Giorgia, mia grande amica». Mantiene anche la promessa del luglio scorso e organizza per la figlia Ginevra un tour speciale nella Casa Bianca. La premier, di bianco vestita, è di nuovo nello Studio Ovale. Davanti ai cronisti, il Presidente americano quasi la coccola, «quando è entrata le ho cantato il pezzo di Ray Charles “Georgia on my mind”». A porte chiuse, però, si fa sul serio. A Washington interessano i fatti. La fedeltà italiana. In particolare, l’amministrazione preme forte sulla Presidenza italiana del G7 per trovare un accordo e scongelare i trecento miliardi di dollari di fondi sovrani russi depositati nelle banche occidentali. Intende usarli per finanziare l’Ucraina, nonostante le resistenze di Francia e Germania, che sono le stesse della Bce e della Commissione europea. A Roma chiede di forzare la mano con i partner continentali: «Questa — spiega a…

Washington — I calzini di Joe Biden sono pieni di bandierine degli Stati Uniti. È di buon umore. Sorride a Meloni, la chiama «Giorgia, mia grande amica». Mantiene anche la promessa del luglio scorso e organizza per la figlia Ginevra un tour speciale nella Casa Bianca. La premier, di bianco vestita, è di nuovo nello Studio Ovale. Davanti ai cronisti, il Presidente americano quasi la coccola, «quando è entrata le ho cantato il pezzo di Ray Charles “Georgia on my mind”». A porte chiuse, però, si fa sul serio. A Washington interessano i fatti. La fedeltà italiana. In particolare, l’amministrazione preme forte sulla Presidenza italiana del G7 per trovare un accordo e scongelare i trecento miliardi di dollari di fondi sovrani russi depositati nelle banche occidentali. Intende usarli per finanziare l’Ucraina, nonostante le resistenze di Francia e Germania, che sono le stesse della Bce e della Commissione europea. A Roma chiede di forzare la mano con i partner continentali: «Questa — spiega ai cronisti italiani il portavoce John Kirby — è una decisione sovrana che deve prendere ciascun Paese. Noi abbiamo espresso l’interesse a farlo, ma servono due cose: le leggi per autorizzare il prelievo e la collaborazione di tutti gli alleati. Senza di loro, non possiamo farlo da soli». Ed è su questo nodo che la presidente del Consiglio — spiegano fonti di Palazzo Chigi — deve mettere un freno alle promesse, un limite alla sintonia: farò di tutto per convincere i miei colleghi europei, è il senso dell’impegno, ma non posso rompere il fronte dell’Unione.

E sì che Roma è davvero interessata al dossier. La nostra intelligence lavora da settimane per raccogliere informazioni sulla recente visita di Zelensky a New York, durante la quale l’ucraino ha incontrato diversi grandi finanziatori dei fondi americani. Parliamo di centinaia di miliardi di potenziali investimenti per la ricostruzione. Risorse che, indirettamente, liberano denaro per garantire gli armamenti a Kiev. L’Italia intende sfruttare la Presidenza del G7 per non rimanere lontana dalle trattative che contano, ma nello stesso tempo non può frantumare l’unità europea. Pesano, in particolare, le preoccupazioni tedesche e francesi — emerse durante il vertice dei ministri delle finanze del G20 in Brasile — rispetto ai margini legali dell’operazione. Il progetto, però, sta talmente a cuore a Biden da non prevedere rifiuti. «Giorgia — ricorda con parole dolci che sanno però di avvertimento — ha sostenuto gli Stati Uniti dal primo giorno». Come a dire: non puoi sfilarti adesso. E anche Kirby, rivolgendosi agli italiani troppo amici di Putin, lancia un segnale: «Il capo del Cremlino vuole ricostituire l’impero russo con le conquiste territoriali e afferma che l’Ucraina non esiste. Questo dovrebbe bastare a chiunque per capire chi è e quali sono le sue intenzioni».

Sul tavolo dello Studio Ovale spicca un libro, “100 Poems that matter”. Parla di amore, perdita, vita e sconfitte. C’è una poesia di Edward Estlin Cummings, che conobbe la prima guerra mondiale. E i versi di Audre Lorde, attivista che definì se stessa «nera, lesbica, madre, guerriera e poetessa». Guerra e pace, diritti e minoranze: sembra la campagna elettorale del Presidente americano. La guerra va declinata al plurale. Quella in Ucraina tiene a braccetto i due durante l’incontro. Biden ripete «l’incrollabile sostegno a Kiev», la sua portavoce accoglie Meloni come «una grande partner degli Stati Uniti». La presidente del Consiglio incassa e promette «un G7 che riaffermi un ordine internazionale basato sulle regole». L’altra guerra è a Gaza. «Dobbiamo coordinare le azioni per evitare una escalation», dice Meloni, «e noi sosteniamo pienamente lo sforzo di mediazione degli Usa». La prospettiva è arrivare infine a «due popoli, due stati». In questa chiave, a porte chiuse, ascolta il Presidente degli Stati Uniti illustrare il progetto di tregua promosso dalla Cia. Sono i binari dentro i quali si muoverà l’italiana durante la visita in Egitto a metà marzo, ospite di Al Sisi. Nel frattempo, indica la crisi umanitaria come la «priorità numero uno» di Roma, mentre Biden promette che gli aiuti alla Striscia — per un attimo si confonde e cita l’Ucraina, ma subito si corregge — arriveranno nei prossimi giorni attraverso lanci dagli aerei e l’apertura di un corridoio marittimo. L’Italia insiste anche sulla necessità di cercare regole condivise sull’intelligenza artificiale e sulla richiesta di costruire un’alleanza globale contro i trafficanti di esseri umani, soprattutto quelli che agiscono in Africa. Un punto su cui Kirby sottolinea come «l’amministrazione è impegnata e già lavora per lo sviluppo di quel continente». A metà pomeriggio la leader lascia la Casa Bianca e vola a Toronto, dove incontrerà oggi il premier canadese Justin Trudeau. Il saluto di Biden è spiritoso. «Ho dato il mio contributo al rafforzamento dei rapporti tra Italia e Usa sposando un italoamericana…». Fosse presente la moglie Jill — all’anagrafe Giacoppo — si mostrerebbe divertita per la galanteria del marito. Come nei video della coppia diventati ormai virali su Instagram.

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