Tensioni col Colle e timore delle domande, Meloni a Washington salta il punto stampa. Lo stupore dei giornalisti americani
dal nostro inviato Tommaso Ciriaco e dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliWashington – Se esistono precedenti, che fatica ritrovarli. Certo è che Giorgia Meloni, con inedita decisione, evita di incontrare la stampa al termine del rilevante incontro alla Casa Bianca con Joe Biden. Niente dichiarazioni bilaterali, niente conferenza stampa e neanche il solito scomodo “mucchione” in piedi, che dura poco e rende complesso domandare, ma che almeno consente di interloquire con la premier dopo eventi così sensibili per l’opinione pubblica. E invece nulla, se si esclude un video autoprodotto con cui annuncia la liberazione di Chico Forti. Una scelta, quella di evitare i cronisti, che arriva dopo la decisione di escludere i soli quotidiani dal viaggio che l’ha condotta a Kiev, ufficialmente per una carenza di posti.
Eppure, per giorni sembrava nell’aria la possibilità — scontata, a onor del vero — di un punto stampa dopo l’incontro alla Casa Bianca. Un’opzione mai ufficializzata, ma più che ragionevole: quale leader non rende pubbliche le proprie considerazioni dopo …
Washington – Se esistono precedenti, che fatica ritrovarli. Certo è che Giorgia Meloni, con inedita decisione, evita di incontrare la stampa al termine del rilevante incontro alla Casa Bianca con Joe Biden. Niente dichiarazioni bilaterali, niente conferenza stampa e neanche il solito scomodo “mucchione” in piedi, che dura poco e rende complesso domandare, ma che almeno consente di interloquire con la premier dopo eventi così sensibili per l’opinione pubblica. E invece nulla, se si esclude un video autoprodotto con cui annuncia la liberazione di Chico Forti. Una scelta, quella di evitare i cronisti, che arriva dopo la decisione di escludere i soli quotidiani dal viaggio che l’ha condotta a Kiev, ufficialmente per una carenza di posti.
Eppure, per giorni sembrava nell’aria la possibilità — scontata, a onor del vero — di un punto stampa dopo l’incontro alla Casa Bianca. Un’opzione mai ufficializzata, ma più che ragionevole: quale leader non rende pubbliche le proprie considerazioni dopo un bilaterale così importante? Andò così per tutti i premier del passato, compresa Meloni. Che in occasione della sua visita a Washington nel luglio del 2023 si rese disponibile a una conferenza stampa nell’ambasciata italiana.
La ragione della defezione? Anche in questo caso, nulla d’ufficiale. Si può supporre che abbiano pesato anche — soprattutto — le recenti e pesanti tensioni con il Colle, seguite all’attacco di Meloni al Presidente della Repubblica. Pur di evitare dunque quesiti di politica interna sul tema, Meloni sceglie di saltare l’appuntamento. Accontentandosi delle immagini dei tg, che la immortaleranno a colloquio con Biden, e dei comunicati stampa ufficiali delle due Presidenze. E in attesa di parlare dopo la visita da Justin Trudeau a Toronto, come assicura in serata il capo ufficio stampa di Meloni Fabrizio Alfano: «Nessun imbarazzo a rispondere alle domande, in Canada ci sarà un punto stampa» .
L’anomalia non è sfuggita neanche alla stampa americana. Poche ore prima del vertice, il capo dell’ufficio di corrispondenza di Washington della radiotelevisione spagnola e pooler di turno, Cristina Olea, ha comunicato in mattina a tutti i giornalisti che seguono Biden la strana dinamica in atto. Le fonti italiane — scrive Olea nel suo report — hanno assicurato ai cronisti Usa che Meloni eviterà i taccuini. Ma le stesse fonti — racconta ancora la corrispondente — continuano invece a lasciare intendere ai giornalisti italiani che il punto stampa è ancora in piedi. Una contraddizione che stupisce la giornalista americana. Assai meno gli inviati giunti da Roma.