Lega, diede del cretino a Salvini: Gianantonio Da Re rischia l’espulsione
di Enrico FerroSarà ricordato come il leghista che diede pubblicamente del cretino a Salvini, ma per questo dovrà probabilmente rinunciare alla tessera del partito. Gianantonio Da Re, storico colonnello della Liga veneta, iscritto dal 1982, ex sindaco di Vittorio Veneto, ex consigliere regionale e ora europarlamentare, sarà con tutta probabilità espulso dalla Lega. Che i rapporti tra Da Re e via Bellerio siano tesi ormai da tempo, questa non è una novità. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è stata proprio l’intervista rilasciata a Repubblica, in cui il politico veneto dà del cretino al segretario federale e promette: “O se ne va con le buone o lo cacciamo con le cattive”.
Passaggio da Via Bellerio
Chi conosce Da Re sa che la violenza non gli appartiene, semmai la sua cifra è il linguaggio talvolta colorito. Ma mai come in questo caso “carta canta” e quindi, dicono i fedelissimi di Salvini, non esistono precedenti di offese al segretario federale senza sanzioni. Alberto Stefani, giovane…
Sarà ricordato come il leghista che diede pubblicamente del cretino a Salvini, ma per questo dovrà probabilmente rinunciare alla tessera del partito. Gianantonio Da Re, storico colonnello della Liga veneta, iscritto dal 1982, ex sindaco di Vittorio Veneto, ex consigliere regionale e ora europarlamentare, sarà con tutta probabilità espulso dalla Lega. Che i rapporti tra Da Re e via Bellerio siano tesi ormai da tempo, questa non è una novità. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è stata proprio l’intervista rilasciata a Repubblica, in cui il politico veneto dà del cretino al segretario federale e promette: “O se ne va con le buone o lo cacciamo con le cattive”.
Passaggio da Via Bellerio
Chi conosce Da Re sa che la violenza non gli appartiene, semmai la sua cifra è il linguaggio talvolta colorito. Ma mai come in questo caso “carta canta” e quindi, dicono i fedelissimi di Salvini, non esistono precedenti di offese al segretario federale senza sanzioni. Alberto Stefani, giovane responsabile della Lega in Veneto, sta istruendo la pratica che però dovrà passare per gli uffici di via Bellerio, essendo Da Re un rappresentante istituzionale. Per “processarlo” servono le figure apicali del partito.
Veneto e effetto domino
Certo sembra difficile che le conseguenze di questa sua uscita non fossero, in qualche modo, previste. E allora le dichiarazioni incendiarie di Da Re potrebbero essere state fatte appositamente per innescare una reazione della segreteria federale. E che non sia proprio una prima mossa per dare il via a un effetto domino nel Veneto che si sta battendo per tornare alla vecchia Lega, il sindacato del territorio che nulla aveva a che fare con il ponte sullo stretto di Messina o con il generale Vannacci. Del resto, i bossiani duri e puri stanno scaldando i motori da tempo. Il lombardo Paolo Grimoldi non lo ha mai nascosto e anche in questo caso l’asse con il Veneto è ben consolidato. I risultati deludenti delle regionali in Sardegna e l’annunciato tonfo delle prossime europee, potrebbero creare le condizioni per la caduta di Salvini. Questo spera Gianantonio Da Re i tanti militanti che la pensano come lui. “E’ un sentimento condiviso”, ha detto sprezzante ad Adnkronos, “ma parlo solo io perché gli altri hanno paura di non essere inseriti in lista”.