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Renzi: “Il sindaco di Bari Decaro sarebbe un grande leader del Pd”

(ansa)
Colloquio con l’ex premier che ha lanciato da Londra la sua campagna per le europee “per dare un segnale, dopo Brexit, sull’importanza dell’Ue”
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LONDRA - “Secondo me un grande leader del Partito Democratico sarebbe il sindaco di Bari, Antonio Decaro. È il più grande amministratore d’Italia, perché è bravo e perché quando non si voleva candidare in Puglia io gli ho detto: “Vai a Bari e stai zitto””, rivela Matteo Renzi a Repubblica a margine di un evento a Londra, “ora mi dice: “Non ti ringrazierò mai abbastanza”. Se avesse il coraggio, sarebbe un grandissimo leader del Pd”. E come la mettiamo con Elly Schlein? “A me sta simpatica, e fino a quando rimane leader del Pd per me va benissimo, perché mi lascia praterie al centro. Certo, se invece di inseguire i grillini, esprimesse un protagonismo del Pd, farebbe bene al partito…”.

Renzi, ex segretario dello stesso Pd, è appena stato a pranzo con Tony Blair: “Il più figo di tutti, il più lucido e l’ultimo vero leader che ha avuto l’Europa”, dice a Repubblica. E arriva alla London School of Economics da star: la fila degli studenti per assistere al suo incontro organizzato in extremi…

LONDRA - “Secondo me un grande leader del Partito Democratico sarebbe il sindaco di Bari, Antonio Decaro. È il più grande amministratore d’Italia, perché è bravo e perché quando non si voleva candidare in Puglia io gli ho detto: “Vai a Bari e stai zitto””, rivela Matteo Renzi a Repubblica a margine di un evento a Londra, “ora mi dice: “Non ti ringrazierò mai abbastanza”. Se avesse il coraggio, sarebbe un grandissimo leader del Pd”. E come la mettiamo con Elly Schlein? “A me sta simpatica, e fino a quando rimane leader del Pd per me va benissimo, perché mi lascia praterie al centro. Certo, se invece di inseguire i grillini, esprimesse un protagonismo del Pd, farebbe bene al partito…”.

Renzi, ex segretario dello stesso Pd, è appena stato a pranzo con Tony Blair: “Il più figo di tutti, il più lucido e l’ultimo vero leader che ha avuto l’Europa”, dice a Repubblica. E arriva alla London School of Economics da star: la fila degli studenti per assistere al suo incontro organizzato in extremis arriva fino al portone d’ingresso. Dopo, sono tanti nugoli di foto e selfie.

“L’Ue non conta una mazza”

Renzi partecipa a un evento organizzato dall’associazione di studenti italiani in Inghilterra “United Italian Societies”. Proprio da Londra ha scelto di lanciare la sua campagna dopo la candidatura alle elezioni europee, “per dare un segnale, dopo Brexit, sull’importanza dell’Ue. L’Europa resta un grande sogno che però”, sostiene Renzi, "oggi non conta una mazza in Medio Oriente, per esempio. Basti pensare soltanto che sino a poco tempo fa l’inviato dell’Ue era Luigi Di Maio…”.

“Calenda non esiste, mi basto io”

“A me invece dicono che sono un fallito? Bene, allora ora dimostro chi sono, a queste elezioni. Non ho paura, io ci metto la faccia”, ci dice pieno di orgoglio. Ma le alleanze al centro non sono un miraggio? “Mi basto io. A me farebbe molto piacere un asse al centro anche con la Bonino, eccetera. Ma è Carlo Calenda che non ci sta. Calenda “non esiste”, nel senso che lui ha rotto il terzo polo. Ce ne faremo una ragione”. E se un giorno Calenda tornasse sui suoi passi? "Alleanze del futuro oggi non le può prevedere nessuno”. O magari vedremo Italia Viva con il Pd: “Ma come fai a fare un'alleanza con un partito come M5S che sulla politica estera dice il contrario di quello che hai sempre sostenuto?”.

Manganelli? "La mia linea è legge e ordine”

Sul recente caso delle manganellate agli studenti da parte della polizia a Pisa, Renzi ci dice che “la mia linea è legge e ordine, come Blair. Sono sempre con il presidente Mattarella, sia nella difesa di quegli studenti di Pisa sia nella difesa del ruolo della polizia”. Ed esorta la presidente del Consiglio Meloni a passare dalla “fallimentare politica dei porti chiusi” a “più immigrazione mirata, altrimenti non saremo mai competitivi e tra poco non ci saranno più i soldi delle pensioni”.

“Contro di me fake news di potenze straniere”

Infine, il capitolo rimpianti personali. “La mia caduta è iniziata con la riforma dell’istruzione. Sul referendum costituzionale, ho sbagliato perché pensavo che una maggiore affluenza sarebbe stata positiva, ed è stato un errore. Mi hanno reso un mostro con una campagna di fake news orchestrata da potenze straniere. Persino Chiara Ferragni il 6 luglio 2021 ha sbattuto la mia faccia sul suo post “Politici fate schifo” sulle unioni civili, a decine di milioni di follower, quando io sono quello che le ho approvate in Italia”. Ma c’è sempre una consolazione, e Renzi conclude così l'evento, con gli studenti della Lse che si alzano in piedi ad applaudirlo: “La più grande soddisfazione della mia vita? Aver mandato a casa Conte per fare Draghi presidente del Consiglio”.

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