Vannacci compiaciuto alla serata-show: “Tanti partiti mi corteggiano”
di Matteo PucciarelliIl generale è in forma smagliante: arriva al pettinatissimo Gonzaga 7 poco distante da piazza Duomo a Milano e dalle 18 e fino alle 22 è un fiume in piena, parla, parla, parla, interviste a tutto spiano, giornalisti che si sentono rispondere alle domande ed è un fatto sempre più raro quindi perché risparmiarsi, domande dal pubblico. Roberto Vannacci non è ancora entrato in politica, non da candidato perlomeno, ma sembra un navigato Ignazio La Russa: neanche messo alla strette riesce a dirsi antifascista - nonostante come ogni militare abbia giurato sulla Costituzione antifascista -, è proprio un concetto, una parola, che evidentemente lo inquieta tanto quanto gli uomini con la gonna («Uno è libero di indossarla, io sono libero di fare una risatina no?», l'argomento sui gay e sulle battaglie Lgbtq+ è un classico del suo repertorio).
Omosessuali, ebrei, armeni e carabinieri
Ma siccome il già incursore dell’esercito ci tiene sempre a ribadire di non essere assolutamente omofobo, anzi è u…
Il generale è in forma smagliante: arriva al pettinatissimo Gonzaga 7 poco distante da piazza Duomo a Milano e dalle 18 e fino alle 22 è un fiume in piena, parla, parla, parla, interviste a tutto spiano, giornalisti che si sentono rispondere alle domande ed è un fatto sempre più raro quindi perché risparmiarsi, domande dal pubblico. Roberto Vannacci non è ancora entrato in politica, non da candidato perlomeno, ma sembra un navigato Ignazio La Russa: neanche messo alla strette riesce a dirsi antifascista - nonostante come ogni militare abbia giurato sulla Costituzione antifascista -, è proprio un concetto, una parola, che evidentemente lo inquieta tanto quanto gli uomini con la gonna («Uno è libero di indossarla, io sono libero di fare una risatina no?», l'argomento sui gay e sulle battaglie Lgbtq+ è un classico del suo repertorio).
Omosessuali, ebrei, armeni e carabinieri
Ma siccome il già incursore dell’esercito ci tiene sempre a ribadire di non essere assolutamente omofobo, anzi è un'etichetta che gli viene data per metterlo all'indice, spiega che il famoso pezzo del suo libro ("Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la natura, che a tutti gli esseri sani normali concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate") è semplicemente legato al concetto di normalità in senso numerico: è normale – sostiene - ciò che è maggioranza. Se allora si chiede a Vannacci se sottoscriverebbe una versione così della sua frase: "Cari ebrei, normali non lo siete, fatevene una ragione! Lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando non festeggiate il Natale ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate", lui risponde sereno: «Non penso che nessuno della comunità ebraica potrebbe offendersi, gli armeni a cui ho spiegato cosa volevo dire non si sono offesi, e neanche i carabinieri».
Mondi al contrario
L'organizzatore della serata, Mirko Gargiulo, aveva ospitato una mostra fotografica, con le immagini che scorrevano dietro al generale presentatore, che si chiamava “Il mondo al contrario”, come il titolo del libro ormai famoso. Ma in senso opposto: c'erano scatti delle proteste ambientaliste di piazza, del mondo arcobaleno, di bandiere palestinesi, di bambini a Gaza, di terre inquinate dall'altra parte del mondo, di donne con i pugni chiusi a manifestare per i propri diritti. Il mondo al contrario nel quale viviamo, in effetti, fatto di ingiustizie e lotte per l'emancipazione che tentano di migliorarlo. «Beh sì queste foto dietro di me esprimono un punto di vista diverso dal mio, ma è comunque un modo per dire che il mondo non è come lo vorremmo», la prende con stile Vannacci.
Candidatura, guerre, Egonu
Altre considerazioni da segnalare: «Mi schiero con la polizia e con chi tutela l'ordine pubblico. Il diritto alla manifestazione è sacrosanto ma è soggetto a delle regole e le forze dell'ordine sono lì per farle rispettare»; «devo ancora decidere se candidarmi, tanti partiti si sono fatti avanti»; «esaltare le differenze vuol dire vivere in un mondo più ricco. Io a Paola Egonu non devo chiedere scusa di nulla, se ci parlassimo ci capiremmo e capirebbe»; «se mi invitano al Salone del libro di Torino perché no, ci vado»; «ai militari veri la guerra non piace, sono i veri pacifisti i soldati, perché sanno di cosa si tratta. Ma purtroppo la guerra fa parte della storia dell'uomo. A qualcuno piace sparare sulla gente? Questione di gusti, io non ho mai incontrato soldati così». Tra i cinquanta-sessanta presenti c'è qualche basco amaranto, ex parà della Folgore, e Sylvie Lubamba, parlata toscana, ex modella e showgirl con genitori congolesi («sono d'accordo con lei, se dice che non abbiamo gli stessi lineamenti di un italiano è vero»).
Felice sotto i riflettori
Il succo comunque è che Vannacci è visibilmente felice, sì c'è la sospensione dell'esercito, qualche procedimento giudiziario a cui prestare attenzione, ma alla fine poca roba: se pure le luci dei riflettori lo fanno un po' sudare poco importa, volente o nolente il mondo al contrario si è complessivamente accorto di lui - compreso chi scrive questo articolo.