Autonomia, dal Molise alla Sicilia arriva la condanna unanime dei vescovi: “Impatto disastroso”
di Emanuele LauriaGli ultimi ad alzare la voce sono stati i vescovi siciliani, con un documento durissimo diffuso nelle ultime ore: il testo sull'Autonomia differenziata approdato alla Camera mette a rischio l'unità nazionale a favore di "spinte secessioniste istituzionalizzate", creando "disparità di trattamento" a danno della solidarietà nazionale e determinando un "impatto disastroso”. Il documento della Conferenza episcopale dell’Isola risuona all’interno di una protesta generale che si alza dal mondo della Chiesa, soprattutto nel Meridione: “Questo progetto rischia di essere l’eutanasia del Sud”, scrive il vescovo di Acerra, e presidente dei vescovi campani, Antonio Di Donna. Sulla stessa frequenza don Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli: “Il progetto contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico”.
Insomma, c’è una sorta di insurrezione contro la riforma Calderoli. Con toni anche elevati: “Informatevi, studiate, confrontiamoci. Domani potrebbe …
Gli ultimi ad alzare la voce sono stati i vescovi siciliani, con un documento durissimo diffuso nelle ultime ore: il testo sull'Autonomia differenziata approdato alla Camera mette a rischio l'unità nazionale a favore di "spinte secessioniste istituzionalizzate", creando "disparità di trattamento" a danno della solidarietà nazionale e determinando un "impatto disastroso”. Il documento della Conferenza episcopale dell’Isola risuona all’interno di una protesta generale che si alza dal mondo della Chiesa, soprattutto nel Meridione: “Questo progetto rischia di essere l’eutanasia del Sud”, scrive il vescovo di Acerra, e presidente dei vescovi campani, Antonio Di Donna. Sulla stessa frequenza don Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli: “Il progetto contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico”.
Insomma, c’è una sorta di insurrezione contro la riforma Calderoli. Con toni anche elevati: “Informatevi, studiate, confrontiamoci. Domani potrebbe essere troppo tardi», l’appello che il vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, lancia al popolo calabrese. Savino, si badi, è anche il vicepresidente per l'Italia meridionale della Cei. La conferenza episcopale calabrese, d’altronde, si era già espressa nettamente sul tema: “Il provvedimento rischia di diventare motivo di ulteriore divario tra Sud e Nord, tra aree sviluppate e regioni più povere, minando il principio di unità e solidarietà e compromettendo il diritto alla salute, all’istruzione e l’accesso ai servizi essenziali che lo Stato dovrebbe garantire in forma eguale a tutti i cittadini”. E quando gli alti prelati non intervengono, come in Molise, arrivano gli insegnanti di religione a sollecitarli: “La scuola subirà danni enormi, prendete posizione”.
Moniti e appelli che riflettono una posizione generale della Chiesa: il quotidiano della Cei, Avvenire, ha commentato l’approvazione della legge in Senato con un eloquente interrogativo: “Più autonomi o più soli?”. E il cardinale Matteo Zuppi avverte che i vescovi del Sud “sono sul piede di guerra”. Più chiaro di così.