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Autonomia, dal Molise alla Sicilia arriva la condanna unanime dei vescovi: “Impatto disastroso”

(agf)
Il documento dei presuli dell’isola conferma l’inasprimento dei toni contro la riforma Calderoli. Monito sulle “spinte secessioniste istituzionalizzate”
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Gli ultimi ad alzare la voce sono stati i vescovi siciliani, con un documento durissimo diffuso nelle ultime ore: il testo sull'Autonomia differenziata approdato alla Camera mette a rischio l'unità nazionale a favore di "spinte secessioniste istituzionalizzate", creando "disparità di trattamento" a danno della solidarietà nazionale e determinando un "impatto disastroso”. Il documento della Conferenza episcopale dell’Isola risuona all’interno di una protesta generale che si alza dal mondo della Chiesa, soprattutto nel Meridione: “Questo progetto rischia di essere l’eutanasia del Sud”, scrive il vescovo di Acerra, e presidente dei vescovi campani, Antonio Di Donna. Sulla stessa frequenza don Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli: “Il progetto contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico”.

Insomma, c’è una sorta di insurrezione contro la riforma Calderoli. Con toni anche elevati: “Informatevi, studiate, confrontiamoci. Domani potrebbe …

Gli ultimi ad alzare la voce sono stati i vescovi siciliani, con un documento durissimo diffuso nelle ultime ore: il testo sull'Autonomia differenziata approdato alla Camera mette a rischio l'unità nazionale a favore di "spinte secessioniste istituzionalizzate", creando "disparità di trattamento" a danno della solidarietà nazionale e determinando un "impatto disastroso”. Il documento della Conferenza episcopale dell’Isola risuona all’interno di una protesta generale che si alza dal mondo della Chiesa, soprattutto nel Meridione: “Questo progetto rischia di essere l’eutanasia del Sud”, scrive il vescovo di Acerra, e presidente dei vescovi campani, Antonio Di Donna. Sulla stessa frequenza don Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli: “Il progetto contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico”.

Insomma, c’è una sorta di insurrezione contro la riforma Calderoli. Con toni anche elevati: “Informatevi, studiate, confrontiamoci. Domani potrebbe essere troppo tardi», l’appello che il vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, lancia al popolo calabrese. Savino, si badi, è anche il vicepresidente per l'Italia meridionale della Cei. La conferenza episcopale calabrese, d’altronde, si era già espressa nettamente sul tema: “Il provvedimento rischia di diventare motivo di ulteriore divario tra Sud e Nord, tra aree sviluppate e regioni più povere, minando il principio di unità e solidarietà e compromettendo il diritto alla salute, all’istruzione e l’accesso ai servizi essenziali che lo Stato dovrebbe garantire in forma eguale a tutti i cittadini”. E quando gli alti prelati non intervengono, come in Molise, arrivano gli insegnanti di religione a sollecitarli: “La scuola subirà danni enormi, prendete posizione”.

Moniti e appelli che riflettono una posizione generale della Chiesa: il quotidiano della Cei, Avvenire, ha commentato l’approvazione della legge in Senato con un eloquente interrogativo: “Più autonomi o più soli?”. E il cardinale Matteo Zuppi avverte che i vescovi del Sud “sono sul piede di guerra”. Più chiaro di così.

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