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Salvini torna trumpiano per isolare Meloni: “Noi al posto di FdI”

Matteo Salvini (ansa)
Dopo il successo del candidato repubblicano al “super tuesday” statunitense, la Lega si posiziona al fianco del magnate: dal Carroccio dichiarazioni quotidiane a favore dell’ex presidente Usa. E Bannon: “La vostra premier sta giocando un gioco pericoloso”
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ROMA — Una opportunità che Matteo Salvini non vuole farsi sfuggire. E alcuni suoi fedelissimi spiegano la linea arrivata da via Bellerio: «Dobbiamo occupare uno spazio che FdI ha lasciato libero, lo spazio dei trumpiani d’Italia».

Per carità, la Lega di Salvini è sempre stata sovranista e trumpiana, elogiata anche dall’ideologo del magnate americano Steve Bannon già nel 2018: ma l’ex presidente e i Repubblicani hanno sempre preferito alla fine Giorgia Meloni, inviata con tutti gli onori a diverse convention repubblicane. Ma qualcosa è cambiato dal giorno dell’ultimo viaggio alla Casa Bianca della presidente del Consiglio non più all’opposizione. E soprattutto qualcosa è cambiato da quella foto di Joe Biden che la bacia in fronte con fare paterno. Salvini e la Lega hanno capito al vol…

ROMA — Una opportunità che Matteo Salvini non vuole farsi sfuggire. E alcuni suoi fedelissimi spiegano la linea arrivata da via Bellerio: «Dobbiamo occupare uno spazio che FdI ha lasciato libero, lo spazio dei trumpiani d’Italia».

Per carità, la Lega di Salvini è sempre stata sovranista e trumpiana, elogiata anche dall’ideologo del magnate americano Steve Bannon già nel 2018: ma l’ex presidente e i Repubblicani hanno sempre preferito alla fine Giorgia Meloni, inviata con tutti gli onori a diverse convention repubblicane. Ma qualcosa è cambiato dal giorno dell’ultimo viaggio alla Casa Bianca della presidente del Consiglio non più all’opposizione. E soprattutto qualcosa è cambiato da quella foto di Joe Biden che la bacia in fronte con fare paterno. Salvini e la Lega hanno capito al volo che adesso Meloni, fino al voto in America, ha un problema enorme di comunicazione: non può più dire “forza Trump”. E così «adesso lo faremo noi e ogni giorno», ragiona un autorevole dirigente di via Bellerio.

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Non a caso dal ritorno dal viaggio in America di Meloni, il vicepremier e leader della Lega ogni giorno pubblica un tweet o affida alle agenzie dichiarazioni di sostegno al magnate: «Avanti Repubblicani, avanti Donald Trump, avanti col cambiamento! Nel 2024 si svolta, negli Usa e in Europa», ha scritto ieri sul “fu” Twitter.

Ma affermazioni simili le ha fatte anche martedì, lunedì e domenica scorsi. Ogni giorno dal ritorno da Washington della leader di FdI. Una strategia chiara ed evidente confermata in casa Lega: da qui al voto americano tutti i dirigenti del Carroccio faranno dichiarazioni e organizzeranno anche eventi di sostegno a Trump.

Il tutto mentre plasticamente emergono le difficoltà e le contraddizioni dei meloniani. La premier ha detto ai suoi di non abbandonarsi a “sparate” specie dopo il suo viaggio alla Casa Bianca. Sarà così fino al G7 di giugno in Puglia. Non a caso anche i più trumpiani tra i meloniani tacciono in queste ore. Una piccola eccezione la fa l’eurodeputato Carlo Fidanza che a Formiche.net dice: «C’è un rapporto solido tra Meloni e Biden, ma questo non fa di Giorgia una donna di sinistra o di Biden un uomo di destra. Quanto a Trump, penso che se venisse rieletto ci troveremmo alle prese con un leader pragmatico».

Per il resto, da FdI non una parola su Biden che bacia Meloni, non una dichiarazione di sostegno a Trump nemmeno dopo il “super tuesday” che ha incoronato il miliardario americano nella corsa alle presidenziali Usa per i Repubblicani.

Un silenzio, quello di Meloni e dei suoi fedelissimi, percepito anche Oltreoceano. Non a caso proprio Bannon, intervistato dal Corriere, recapita un messaggio alla premier del governo di destracentro che due anni fa era stata “elogiata” dalla Fox, il canale trumpiano: lo stresso che però adesso la definisce in segno di scherno «la cocca di Biden»: «Giorgia Meloni? I suoi più grandi sostenitori sono molto delusi — dice Bannon — l’ho incontrata quando non era nessuno e dicevo a tutti: sarà premier. La amo per come sta normalizzando la destra al potere in Italia, ma non puoi giocare al gioco di Bruxelles e della Nato. Gli europei e Meloni stanno giocando un gioco pericoloso: continuano ad alzare la posta in Ucraina senza metterci i soldi. Salvini, invece, sarebbe più duro con la Nato e nel cercare di evitare uno scontro con la Russia». Messaggio chiaro.

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Parole, quelle di Bannon, che sono musica per le orecchie del segretario della Lega e rafforzano la sua strategia che punta a occupare spazi elettorali in Italia lasciati scoperti a destra da FdI e Meloni. Un’opportunità che per la Lega ha un obiettivo: raccogliere consensi per non farsi scavalcare da Forza Italia e creare, perché no, anche qualche grattacapo ai meloniani. E alla loro leader, soprattutto.

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