Sei donne su dieci escluse dalla gestione del budget familiare, Tinagli presenta il report: “Subalternità finanziaria è preludio alla violenza”
di Giovanna CasadioROMA – Partiamo dalla base: non avere autonomia economica e finanziaria spinge alla subalternità e apre la porta a ogni tipo di violenza di genere. Irene Tinagli, presidente della commissione problemi economici dell’Europarlamento, per l’8 Marzo ha incrociato dati e fatto una sorta di bilancio. A che punto siamo con donne, autonomia finanziaria e autodeterminazione?
Risulta così che più di 6 donne su dieci (il 65%) non gestisce il budget finanziario familiare. Delegare al partner di allargare o stringere i cordoni della borsa significa subalternità. Il 30% delle donne è in condizioni di fragilità finanziaria, mentre il 52% delle donne neppure sa in quali condizioni finanziarie si trova, in pratica delega tutto e si disinteressa. Osserva Tinagli che evidentemente una volta in crisi, quando c’è una separazione, questa condizione diventa ancora più insostenibile. Il 22% delle donne neppure si informa della condizione finanziaria in cui si trova.
ROMA – Partiamo dalla base: non avere autonomia economica e finanziaria spinge alla subalternità e apre la porta a ogni tipo di violenza di genere. Irene Tinagli, presidente della commissione problemi economici dell’Europarlamento, per l’8 Marzo ha incrociato dati e fatto una sorta di bilancio. A che punto siamo con donne, autonomia finanziaria e autodeterminazione?
Risulta così che più di 6 donne su dieci (il 65%) non gestisce il budget finanziario familiare. Delegare al partner di allargare o stringere i cordoni della borsa significa subalternità. Il 30% delle donne è in condizioni di fragilità finanziaria, mentre il 52% delle donne neppure sa in quali condizioni finanziarie si trova, in pratica delega tutto e si disinteressa. Osserva Tinagli che evidentemente una volta in crisi, quando c’è una separazione, questa condizione diventa ancora più insostenibile. Il 22% delle donne neppure si informa della condizione finanziaria in cui si trova.
Ecco perché insistere sulla consapevolezza e su una educazione finanziaria è importante. Tinagli la giudica una priorità: “Questa ignoranza diventa precursore di violenza economica e poi di violenza psicologica quindi di ogni altra violenza, poiché significa appunto subalternità”.
Non ci si aspetterebbe che una maggioranza di donne italiane non abbiano neppure un conto corrente proprio, ma viene loro passato un tot al mese. Una condizione non necessariamente legata alla mancanza di occupazione, ma anche in presenza di un lavoro. Oggi a Milano a Palazzo Marino il report su donne e autonomia finanziaria è illustrato anche da Barbara Alemanni, professore di Booking Insurance presso la Sda Bocconi School of management, da Davide Passero ceo di Alleanza Assicurazioni e Country chief marketing e product officier di Generali Italia, oltre che dalla rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, da Daniela Mainini presidente del centro studi Grande Milano e da Elena Buscemi presidente del consiglio comunale di Milano.
Tinagli, militanza politica nelle file del Pd, ha un chiodo fisso: partire anche da qui per affrontare la violenza sulle donne. Ha risultati dei sondaggi anche con dati dell’Abi, che mostrano come dal 1987 a oggi sono aumentate le donne capofamiglia: erano il 22,75 e nel 2020 erano il 36,4%. Ma, ribadisce, “finché le donne non partecipano alle decisioni finanziarie della famiglia, non si informano. E questo però è necessario in una ottica di prevenzione della violenza economica e psicologica. Perciò è importante che le donne si avvicinino alla finanza e alla gestione economica dello stesso nucleo familiare, seppure non ci sia un bisogno impellente di farlo”.
Sempre Tinagli: “Così le rafforzi, le prepari ad avere una loro completa autonomia”. Poi c’è l’altra faccia della medaglia, cioè quali modelli che incentivino a una consapevolezza finanziaria ci sono? Pochissimi. C’è forse qualche influencer che si occupi di questo? Nell’Europarlamento si è cercato di trovare rimedi ad esempio all'assenza di donne nei vertici delle istituzioni economiche". Tinagli racconta che le donne neppure gareggiano pur avendone i requisiti e le competenze. “Ho minacciato che se fossero mancare donne nella short list per alcuni posti apicali, neppure avremmo fatto audizioni”. E quando sono invece state sollecitate, in molti casi hanno poi vinto. I fronti per le donne sono tutti ancora aperti e da conquistare.