Elezioni in Abruzzo, Marsilio segue il modello D’Amico: niente leader sul palco per l’ultimo comizio
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoPESCARA - Niente big nazionali. Per la chiusura della campagna elettorale in Abruzzo, sia a destra che a sinistra si punta sui governatori di altre regioni. Modelli, veri o presunti, di “ buongoverno”, ma versione local. Dopo una parata di ministri – l’ultimo è Gennaro Sangiuliano, che vede oggi pomeriggio Marco Marsilio, il governatore meloniano uscente a caccia del bis – la coalizione di Meloni chiude stasera a L’Aquila. Ma senza leader planati da Roma: accanto a Marsilio, tre governatori di destra, i meloniani Francesco Acquaroli (Marche) e Francesco Rocca (Lazio) e la leghista Donatella Tesei (Umbria).
La formula è stata studiata nel quartier generale di FdI un po’ per bilanciare la carta giocata dallo sfidante Luciano D’Amico, il candidato del campo lar…
PESCARA - Niente big nazionali. Per la chiusura della campagna elettorale in Abruzzo, sia a destra che a sinistra si punta sui governatori di altre regioni. Modelli, veri o presunti, di “ buongoverno”, ma versione local. Dopo una parata di ministri – l’ultimo è Gennaro Sangiuliano, che vede oggi pomeriggio Marco Marsilio, il governatore meloniano uscente a caccia del bis – la coalizione di Meloni chiude stasera a L’Aquila. Ma senza leader planati da Roma: accanto a Marsilio, tre governatori di destra, i meloniani Francesco Acquaroli (Marche) e Francesco Rocca (Lazio) e la leghista Donatella Tesei (Umbria).
La formula è stata studiata nel quartier generale di FdI un po’ per bilanciare la carta giocata dallo sfidante Luciano D’Amico, il candidato del campo larghissimo che alle 18, sempre a L’Aquila, avrà accanto solo Alessandra Todde, la contiana che due settimane fa ha vinto in Sardegna contro ogni pronostico. Dall’altra, FdI deve provare a smentire la narrazione – piuttosto in voga, tra gli avversari – che Marsilio sia stato catapultato a Pescara da Roma, da via della Scrofa, trasformando la Regione Abruzzo in una sorta di succursale del partito dell’Urbe. Accuse rilanciate da Schlein, a cui ieri Marsilio ha replicato piuttosto ruvidamente: “Ho le telecamere sotto casa, per vedere se stendo i panni e dormo qui… Ma lei è nata a Lugano, vatt’ a durmì!”.
D’Amico, a differenza di Marsilio, non ha mai avuto un comizio unitario con i leader nazionali che lo sostengono. Solo iniziative separate: con Elly Schlein, con Giuseppe Conte, con Matteo Renzi, con Carlo Calenda, con i rossoverdi. “E lui sta bene in foto con tutti”, scherzava l’altro giorno da Sulmona la leader del Pd. L’assenza di una photo opp collettiva del solitamente bizzoso campo largo, ha portato bene ai suoi predecessori: non solo a Todde, che ha declinato l’offerta di una piazza insieme con Conte e Schlein, ma anche a Giacomo Possamai, che l’anno scorso vinse a Vicenza tenendosi lontano dai leader.
In attesa che dopodomani si aprano i seggi, anche sull’ultimo comizio si è disputato un duello: sia Marsilio che D’Amico volevano prenotare lo stesso spazio, l’area davanti all’Emiciclo de L’Aquila. Alla stessa ora. L’ha spuntata Marsilio. D’Amico ha ripiegato sul piazzale davanti all'Auditorium del Parco: si è ritirato in modo cavalleresco. Ma alla contesa vera, quella dei seggi, non sarà così sportivo.