G7, cambio a sorpresa per Meloni: affida il coordinamento alla numero uno dei servizi segreti Elisabetta Belloni (che resta al Dis)
di Tommaso Ciriaco e Giuliano FoschiniROMA – Con una mossa a sorpresa, Giorgia Meloni decreta una staffetta ai vertici della diplomazia italiana. Sarà Elisabetta Belloni, attualmente a capo del Dis, a ricoprire il ruolo di sherpa del prossimo G7 nell’anno di presidenza italiana. Sostituirà Luca Ferrari, destinato all’incarico di ambasciatore in Israele. L’elemento più significativo – oltreché inedito – è che Belloni manterrà entrambi i ruoli, restando in carica anche come direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Da qualche settimana circolava l’indiscrezione di un possibile avvicendamento di Ferrari, anche a causa di qualche divergenza. È utile inoltre ricordare che già alcuni mesi fa Belloni era stata individuata da Meloni come prima scelta per sostituire il consigliere diplomatico a Palazzo Chigi, Francesco Talò, caduto a causa della telefonata dei due presunti comici russi. Allora l’operazione non andò in porto, anche per alcune perplessità della direttrice del Dis ad accettare la novità. Stavol…
ROMA – Con una mossa a sorpresa, Giorgia Meloni decreta una staffetta ai vertici della diplomazia italiana. Sarà Elisabetta Belloni, attualmente a capo del Dis, a ricoprire il ruolo di sherpa del prossimo G7 nell’anno di presidenza italiana. Sostituirà Luca Ferrari, destinato all’incarico di ambasciatore in Israele. L’elemento più significativo – oltreché inedito – è che Belloni manterrà entrambi i ruoli, restando in carica anche come direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Da qualche settimana circolava l’indiscrezione di un possibile avvicendamento di Ferrari, anche a causa di qualche divergenza. È utile inoltre ricordare che già alcuni mesi fa Belloni era stata individuata da Meloni come prima scelta per sostituire il consigliere diplomatico a Palazzo Chigi, Francesco Talò, caduto a causa della telefonata dei due presunti comici russi. Allora l’operazione non andò in porto, anche per alcune perplessità della direttrice del Dis ad accettare la novità. Stavolta, invece, la presidente del Consiglio avrebbe lasciato pochi margini di scelta alla diretta interessata, spiegandole di considerare un eventuale rifiuto alla stregua di uno sgarbo personale.
Personale - e costruito sulla fiducia e la costante frequentazione nel corso dell’ultimo anno e mezzo – è d’altra parte il rapporto tra Meloni e Belloni. La premier, dettaglio non irrilevante, fu tra gli sponsor della possibile promozione di Belloni dall’intelligence al Colle nel 2022. Una manovra che in quel caso fallì, osteggiata per primo da Matteo Renzi e giudicata da diversi osservatori un’anomalia del sistema da evitare. Forte di questo legame, comunque, la premier decide adesso di portare a Palazzo Chigi la direttrice del Dis. Punta sulla sua esperienza, maturata anche sul fronte diplomatico, per affrontare la sfida cruciale del G7 italiano. Un modo per rafforzarsi. Per gestire quasi in tandem quel summit così delicato, da cui dipende una fetta rilevante del destino dell’esecutivo. E per sfruttare i rapporti trasversali del capo del Dipartimento con diversi mondi che contano: Belloni fu scelta ad esempio da Paolo Gentiloni come segretario generale della Farnesina e poi da Mario Draghi al vertice del Dis. Senza trascurare le relazioni solidissime con gli apparati delle Cancellerie occidentali, a partire ovviamente dagli Stati Uniti.
Meloni la indica come sherpa, mantenendola come detto anche alla guida della struttura che coordina le agenzie di intelligence. Compie una scelta del genere anche a costo di creare qualche malumore alla Farnesina per l’avvicendamento di Ferrari. E a costo di proporre un modello inedito in casa e oltreconfine: ai diplomatici degli altri sei Paesi che dovranno preparare e poi siglare le conclusioni del G7, ma anche al resto degli apparati di intelligence in Italia, perché questa mossa rafforza inevitabilmente il ruolo di Belloni.
L’incarico ai vertici del Dis scadrà a dicembre 2024. In quella data si concluderà anche la presidenza italiana del G7, anche se il momento clou è previsto per metà giugno in Puglia. È evidente che Meloni punta tutto su questi pochi mesi, con l’obiettivo di rafforzare sé stessa. Ma è altrettanto evidente che così facendo rafforza anche la figura di Belloni. Offre alla direttrice una veste nuovamente “diplomatica”, costruendo le condizioni per eventuali futuri incarichi istituzionali o di governo.
Ferrari, in una prima fase in corsa anche per l’ambasciata di Washington, è atteso dalla sfida di guidare la sede di Tel Aviv. Un tassello strategico della diplomazia italiana, che assume in questa fase un valore cruciale. L’ambasciatore è d’altra parte tra i diplomatici che più si sono occupati di Medio Oriente, da quando era a Washington come responsabile dei rapporti con il Congresso fino alla guida della nostra ambasciata in Arabia Saudita. Ora potrà spendere questa esperienza per affiancarsi agli altri alleati europei e americani nell’affrontare l’attuale conflitto e, successivamente, per pianificare la ricostruzione di Gaza.