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Superata l’influenza: Francesco visita una parrocchia romana, legge il discorso e confessa i fedeli

(reuters)
Da due settimane Bergoglio ha fatto leggere i testi preparati a un collaboratore a causa di una bronchite. Seguendo i consigli medici ma senza cambiare la sua fitta agenda di impegni
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Dopo quasi due settimane di influenza, che gli avevano impedito di leggere i testi che aveva preparato e, nei primi giorni, lo avevano indotto a annullare i suoi impegni, papa Francesco ha visitato oggi una parrocchia romana pronunciando il discorso, aggiungendo a braccio qualche considerazione, interagendo con l’assemblea di fedeli e confessando alcuni penitenti.

Due settimane senza voce

Jorge Mario Bergoglio è tornato ad uscire – l’ultima volta è stata per il mercoledì delle ceneri, il 14 febbraio scorso – per andare in visita nella parrocchia dedicata a san Pio V, nel quartiere di Villa Carpegna, poco lontano dal Vaticano. Fino a questa mattina, il Papa aveva lasciato ai collaboratori di leggere i discorsi: “Sono ancora un po’ raffreddato”, “ho ancora un po’ di bronchite”, “sono un po’ affaticato”, ha detto di volta in volta senza per questo interrompere i numerosi appuntamenti di lavoro giornalieri. Già nelle ultime 48 ore, però, il Papa andava recuperando salute.

“Non ho bisogno …

Dopo quasi due settimane di influenza, che gli avevano impedito di leggere i testi che aveva preparato e, nei primi giorni, lo avevano indotto a annullare i suoi impegni, papa Francesco ha visitato oggi una parrocchia romana pronunciando il discorso, aggiungendo a braccio qualche considerazione, interagendo con l’assemblea di fedeli e confessando alcuni penitenti.

Due settimane senza voce

Jorge Mario Bergoglio è tornato ad uscire – l’ultima volta è stata per il mercoledì delle ceneri, il 14 febbraio scorso – per andare in visita nella parrocchia dedicata a san Pio V, nel quartiere di Villa Carpegna, poco lontano dal Vaticano. Fino a questa mattina, il Papa aveva lasciato ai collaboratori di leggere i discorsi: “Sono ancora un po’ raffreddato”, “ho ancora un po’ di bronchite”, “sono un po’ affaticato”, ha detto di volta in volta senza per questo interrompere i numerosi appuntamenti di lavoro giornalieri. Già nelle ultime 48 ore, però, il Papa andava recuperando salute.

“Non ho bisogno di una suocera”

Il Pontefice argentino, 87 anni, soffre periodicamente di bronchite, in particolare in inverno. L’anno scorso fu ricoverato d'urgenza per alcuni giorni al policlinico Gemelli ma già negli anni precedenti era capitato che annullasse alcuni suoi impegni. Nel novembre scorso aveva infatti cancellato il viaggio a Dubai, dove era previsto il suo intervento alla Cop28: pochi giorni prima si era sottoposto a una tac per un’infiammazione polmonare e aveva fatto leggere il pre e post Angelus a un collaboratore. Situazione analoga si è ripresentata tre volte, negli ultimi mesi: a fine novembre, poi a gennaio e, infine, lo scorso 24 febbraio: dieci giorni prima, Bergoglio aveva presieduto il mercoledì delle ceneri, in una basilica di Santa Sabina particolarmente fredda, a poi, a conclusione di una settimana di ritiro spirituale, ha accusato una “lieve influenza”, come ha riferito il Vaticano. Per due giorni il Papa ha annullato le udienze, poi le ha riprese ma accantonando il discorso preparato – ma non all’Angelus domenicale – e lasciandolo leggere a qualche collaboratore. Il raffreddore si trascina. Il fisico è più debole: alla fine dell’udienza generale, l’altro ieri, ha tentato di risalire a bordo della papamobile con cui era arrivato, ma poi ha rinunciato, lasciando piazza San Pietro in sedia a rotelle. Ma non interrompe il lavoro, come pure gli consiglia qualche collaboratore: “Non ho accettato di essere eletto per riposare”, il suo ritornello, da anni, a questi consigli non richiesti. A volte, più sferzante: “Non ho bisogno di una suocera”.

I consigli di medici e infermieri

Francesco non è temerario: è seguito da un’equipe medica, si fida del suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti. Mercoledì scorso, a fine dell’udienza generale, si è recato discretamente al Gemelli dell’isola Tiberina per una visita diagnostica che escludesse l’estensione dell’infiammazione polmonare. L’anno scorso, dopo il ricovero, seguì disciplinatamente le indicazioni dei medici e saltò la Via Crucis notturna al Colosseo. Ma ritiene altresì di non dover drammatizzare una fragilità fisica che non è grave, e che alla sua età ha una sua normalità fisiologica. E così, pur con un pizzico di incertezza, i programmi vanno avanti.

Telefonate e documenti in arrivo

Questo pomeriggio ha presieduto la liturgia penitenziale di Quaresima con 1500 persone (600 all’interno della parrocchia San Pio V), confessando, come già era avvenuto negli anni passati, un gruppo di fedeli. Nei giorni scorsi – e ancora oggi – ha continuato a concedere una lunga serie di udienze a cardinali, vescovi, collaboratori, gruppi di fedeli. Sono continuati i videomessaggi, le lettere, le telefonate (nei giorni scorsi ha chiamato Gino Cecchettin, il padre di Giulia, la ragazza uccisa nei mesi scorsi dal suo ex). Ha rimaneggiato con diverse nomine l’organigramma della diocesi di Roma. Prepara un documento del dicastero per la Dottrina della fede che dovrebbe essere pubblicato dopo Pasqua in occasione del recente 75esimo anniversario della dichiarazione Onu dei diritti umani.

Pasqua e i viaggi in Italia e all’estero

E poi ci sono gli appuntamenti per la Pasqua: la messa delle palme il 24 novembre, e di seguito la settimana santa: la messa del crisma il giovedì mattina, e poi il triduo pasquale: la lavanda dei piedi, che quest’anno farà nel carcere femminile di Rebibbia, la celebrazione della Passione del Signore nel pomeriggio del venerdì santo, la Cia crucis al Colosseo, e infine la veglia pasquale la sera di sabato e, domenica, messa e benedizione “urbi et orbi”. Nei mesi prossimi ci sono già in agenda tre viaggi in Italia: a Venezia il 28 aprile, occasione per visitare il Padiglione della Santa Sede alla Biennale, presso il Carcere Femminile della Giudecca, a Verona il 18 maggio, il 7 luglio a Trieste per la chiusura della settimana sociale dei cattolici italiani. In Vaticano si lavora discretamente a due viaggi internazionali, uno a fine agosto a Singapore, Timor Est, Papua Nuova Guinea e Indonesia, e uno, in autunno, in Belgio. Papa Francesco, 87 anni, va avanti: senza nascondere gli acciacchi e l’età che avanza, senza drammatizzarli, e soprattutto senza che gli impediscano di governare la Chiesa.

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