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Da Re: “Sulla mia cacciata la Lega si è spaccata. Ora vorrei Fedriga leader”

(ansa)
Intervista all’eurodeputato espulso: “Non uscirò dalla Liga Veneta, Salvini è un usurpatore. A giugno sarà catastrofe, i nostri non voteranno. Non c’entriamo con Vannacci e Verdini”
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Gianantonio Da Re, tessera della Liga Veneta dal 1982, già sindaco di Vittorio Veneto, segretario provinciale a Treviso, segretario regionale in Veneto e ora europarlamentare, lei è stato cacciato perché ha dato del cretino a Matteo Salvini. Pensa sia un pretesto?

«Certo, la mia era solo una critica politica, che ci deve stare in un partito che sta scendendo a quote bassissime dal punto di vista dei consensi. Le percentuali sono impietose».

Dal punto di vista morale come sta?

«Tengo duro e mi viene da ridere se penso che il segretario regionale Alberto Stefani aveva preparato un dossier su di me, con tutti gli articoli di giornale di questi anni. Comunque ben tre segretari provinciali – Treviso, Belluno e Vicenza – hanno votato contro l’espulsione. Il direttivo si è spaccato su questa decisione».

La politica della Liga Veneta è così diversa da quella della Lega di oggi?

«Questa non è politica, questo è Salvini: un’altra cosa. I sondaggi parlano chiaro. E poi diciamocelo: come si fa ad…

Gianantonio Da Re, tessera della Liga Veneta dal 1982, già sindaco di Vittorio Veneto, segretario provinciale a Treviso, segretario regionale in Veneto e ora europarlamentare, lei è stato cacciato perché ha dato del cretino a Matteo Salvini. Pensa sia un pretesto?

«Certo, la mia era solo una critica politica, che ci deve stare in un partito che sta scendendo a quote bassissime dal punto di vista dei consensi. Le percentuali sono impietose».

Dal punto di vista morale come sta?

«Tengo duro e mi viene da ridere se penso che il segretario regionale Alberto Stefani aveva preparato un dossier su di me, con tutti gli articoli di giornale di questi anni. Comunque ben tre segretari provinciali – Treviso, Belluno e Vicenza – hanno votato contro l’espulsione. Il direttivo si è spaccato su questa decisione».

La politica della Liga Veneta è così diversa da quella della Lega di oggi?

«Questa non è politica, questo è Salvini: un’altra cosa. I sondaggi parlano chiaro. E poi diciamocelo: come si fa ad andare a trovare Verdini in carcere?».

Quale sarà il suo futuro politico?

«Ci sarebbero tante opportunità ma io ho spiegato chiaramente che non uscirò dalla Liga Veneta - Lega Nord, perché questo è il mio partito. Loro mi hanno buttato fuori dalla Lega Salvini Premier, anzi vicepremier. Io voglio rifondare la vera Lega, la Lega Nord, che non c’entra con la Lega di Salvini. E vorrei come nostro leader Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli».

Dal punto di vista amministrativo com’è possibile restare dentro la Lega Nord – Liga Veneta se viene espulso dalla Salvini Premier?

«C’è chi il partito ce l’ha nella tessera, chi ce l’ha nel cuore. Io ce l’ho sia nella tessera che nel cuore, visto che ho versato 120 mila euro. Ma i soldi li ho messi nella Lega Nord, non nel partito di Salvini. Quindi ho tutto il diritto di rimanere».

C’è una differenziazione amministrativa tra i partiti che cita?

«La Lega Salvini Premier è un’usurpazione».

Perché dice questo?

«Lei ha visto il congresso per caso?».

Forse sarà dopo le Europee.

«Magari dopo Pasqua, dopo Natale... e poi chissà, le Europee le fanno ogni 5 anni».

Da tempo c’è una guerra in atto tra le correnti nella Lega. Questa sua espulsione può scatenare una reazione a catena?

«Adesso vediamo, tutto passerà per la catastrofe del 9 giugno prossimo. Qualcuno dovrà rispondere del risultato delle Europee».

È sicuro che sarà una catastrofe?

«Certo, noi non c’entriamo nulla con il generale Vannacci. Mi stanno contattando tanti militanti: dicono che alle elezioni europee voteranno scheda bianca per protesta contro la segreteria federale».

Quindi, se il 9 giugno la Lega non rimonta, Salvini dovrà fare un passo indietro?

«Io credo ci sia molta insoddisfazione nel Veneto, e non solo nel Veneto. Certo, uno può anche decidere di rimanere con il partito al 3%».

E il Comitato Nord di Bossi, di cui lei fa parte, si sta organizzando?

«Ci sono tante iniziative in piedi».

È vero che siete pronti ad andare a protestare in via Bellerio?

«Non lo so» e sorride sotto i baffi.

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