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Basilicata, intesa più vicina: una rosa di nomi a sinistra per scegliere l’anti-Bardi

Angelo Chiorazzo (ansa)
Ancora in campo Chiorazzo, imprenditore che non piace ai 5S. Il sostituto dovrebbe avere il suo ok
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Il prossimo Ohio si chiama Basilicata. Nello stillicidio di elezioni che si tengono quest’anno, ogni tornata regionale diventa un banco di prova politico. E sulla Basilicata, che va al voto il 21 e il 22 aprile, il centrodestra ha il vantaggio di avere trovato l’accordo sul nome del governatore uscente, il forzista Vito Bardi. Il tira e molla tra Matteo Salvini, che aveva mire lucane, e Antonio Tajani è stato rapido e indolore.

Mentre il centrosinistra da una settimana rinvia la chiusura dell’intesa rosso-gialla. Assicurano i dirigenti dem: il nome ci sarà ad horas. Ma si fa attendere. Però il fatto di essere andati lunghi, a urne chiuse in Abruzzo e risultato ottenuto, rischia di ingarbugliare la matassa.

I giochi, in pratica, non sono ancora fatti, nonostante il mantra dell’unità da parte del Pd e dei 5S. Giuseppe Conte in settimana ha avuto un colloquio con Angelo Chiorazzo, che per più di un mese è stato il candidato in pectore del centrosinistra, appoggiato dall’ex ministro …

Il prossimo Ohio si chiama Basilicata. Nello stillicidio di elezioni che si tengono quest’anno, ogni tornata regionale diventa un banco di prova politico. E sulla Basilicata, che va al voto il 21 e il 22 aprile, il centrodestra ha il vantaggio di avere trovato l’accordo sul nome del governatore uscente, il forzista Vito Bardi. Il tira e molla tra Matteo Salvini, che aveva mire lucane, e Antonio Tajani è stato rapido e indolore.

Mentre il centrosinistra da una settimana rinvia la chiusura dell’intesa rosso-gialla. Assicurano i dirigenti dem: il nome ci sarà ad horas. Ma si fa attendere. Però il fatto di essere andati lunghi, a urne chiuse in Abruzzo e risultato ottenuto, rischia di ingarbugliare la matassa.

I giochi, in pratica, non sono ancora fatti, nonostante il mantra dell’unità da parte del Pd e dei 5S. Giuseppe Conte in settimana ha avuto un colloquio con Angelo Chiorazzo, che per più di un mese è stato il candidato in pectore del centrosinistra, appoggiato dall’ex ministro dem Roberto Speranza. Ai grillini non piace, però il leader dei 5S gli ha riconosciuto alcuni meriti. Sentita anche Elly Schlein, sembrava che Chiorazzo mollasse la presa. Invece, per adesso, mantiene la suspense sulla sua scelta. Imprenditore cattolico, vicino alla comunità di Sant’Egidio, molto ben visto in Vaticano, è fondatore del movimento “Basilicata casa comune” e da ieri di “Umbria casa comune”. Nei sondaggi riservati il suo movimento è dato al 10%. Ed è cominciato il balletto dei nomi. Si è parlato di una rosa indicata dallo stesso Chiorazzo: il manager della sanità, Lorenzo Bochicchio e Giampiero Maruggi. Ma, aspettando il risultato abruzzese, ieri Chiorazzo ha smentito persino di avere in testa una rosa di nomi.

Nel balletto dei papabili compare Rocco Paternò, presidente dell’ordine dei medici di Potenza, Piero Marrese presidente della provincia di Matera, pure Gildo Claps, il fratello di Elisa, e Piero Lacorazza. I bene informati dicono che però sono nomi già vecchi. In realtà l’accordo si troverebbe subito, in un secondo, se Roberto Speranza accettasse la candidatura. Ma l’ex responsabile della Salute, molto legato alla sua terra, ha declinato finora. Se si rischiasse la spaccatura, potrebbe cominciare un nuovo pressing su di lui.

A scanso di colpi di testa anti alleanza, in particolare da parte dei grillini, Stefano Bonaccini, presidente del Pd, durante una iniziativa della corrente dei riformisti dem, Energia popolare, ieri chiarisce: «In Basilicata stiamo lavorando per trovare un accordo che metta insieme tutte le forze democratiche e progressiste. Se ci dividiamo noi hanno vinto gli altri». E ancora: «In Basilicata basta guardare i voti delle politiche, stare uniti, trovare una candidatura forte può essere la premessa per vincere, come è avvenuto in Sardegna. Si stanno facendo passi avanti in questa direzione in queste ore, e unire deve essere sentito come una responsabilità di tutti, nessuno escluso». Le sfide evidentemente non finiscono qui. Bonaccini ricorda che poi verrà il Piemonte, «una regione molto importante che chiama in causa la questione del Nord e dove c’è una stanchezza nella guida della destra, che impone però una proposta nuova anche da parte della sinistra e del Pd». Ricorda che al Nord l’alleanza con i 5Stelle non basta: occorre confrontarsi anche con le forze moderate. Di certo le ruggini con i grillini in Piemonte, dove si vota nell’election day delle europee l’8 e il 9 giugno, sono molto difficili da superare.

Per la Basilicata la strada finora è parsa meno in salita per l’intesa a sinistra. Sull’altro fronte, Bardi commenta: «Io sono tranquillissimo. Il centrodestra è unito mentre la sinistra è divisa e lo sarà anche dopo l’individuazione di un candidato unitario. Sono quelli che hanno malgovernato per 30 anni. Noi parliamo di futuro. Nel 2022 qui il Pil è cresciuto più che altrove». Da Azione, l’ex governatore Marcello Pittella contesta: «Il metodo di scelta è sbagliato».

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