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Marsilio senza freni, festeggia e attacca Conte e Schlein: “Hanno riesumato nonno Vendola e zio Bersani, ma ha vinto il campo lungo”

Il governatore rieletto in Abruzzo si presenta trionfante nel palazzo della Regione dell’Aquila e brinda con Rampelli: “Era un derby totale, Meloni aveva l’ansia prima degli exit poll, ma abbiamo stravinto”
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L’AQUILA – Finalmente può parlare in romanesco: “Me fate quasi sentì importante...”. Ecco Marco Marsilio, trionfante nel palazzone della Regione a L’Aquila appena riconquistato. Il fortino della destra è salvo: l’Abruzzo non ammaina la bandiera di FdI. “Il campo lungo ha battuto il campo largo”, esordisce l’ex senatore del Prenestino, detto il “Lungo” nella cerchia di Colle Oppio, dove si è formato politicamente e dove ha conosciuto trent’anni fa Giorgia Meloni. Per la festa abruzzese arriva da Roma pure Fabio Rampelli, il capo-Gabbiano che di Colle Oppio è stato l’animatore, anche se ora è in rotta con Meloni. I “Fratelli” tirano un sospiro di sollievo. E adesso la sensazione è questa: non fare prigionieri.

Marsilio è tipo dai modi spicci. Quindi nessuno si aspettava toni british, della serie: “Sarò il presidente di tutti, etc”. E infatti la conferenza stampa scivola via tra sortite aggressive e recriminazioni. Attacchi a Elly Schlein e Giuseppe Conte, “che sono andati a zonzo p…

L’AQUILA – Finalmente può parlare in romanesco: “Me fate quasi sentì importante...”. Ecco Marco Marsilio, trionfante nel palazzone della Regione a L’Aquila appena riconquistato. Il fortino della destra è salvo: l’Abruzzo non ammaina la bandiera di FdI. “Il campo lungo ha battuto il campo largo”, esordisce l’ex senatore del Prenestino, detto il “Lungo” nella cerchia di Colle Oppio, dove si è formato politicamente e dove ha conosciuto trent’anni fa Giorgia Meloni. Per la festa abruzzese arriva da Roma pure Fabio Rampelli, il capo-Gabbiano che di Colle Oppio è stato l’animatore, anche se ora è in rotta con Meloni. I “Fratelli” tirano un sospiro di sollievo. E adesso la sensazione è questa: non fare prigionieri.

Marsilio è tipo dai modi spicci. Quindi nessuno si aspettava toni british, della serie: “Sarò il presidente di tutti, etc”. E infatti la conferenza stampa scivola via tra sortite aggressive e recriminazioni. Attacchi a Elly Schlein e Giuseppe Conte, “che sono andati a zonzo per l’Abruzzo da due mesi. Ma quale vento sardo”. Schlein, dice Marsilio, “ha perso completamente la partita, ha fatto calare in massa tutte le vecchie glorie, da zio Bersani a nonno Vendola, non so chi altri potessero riesumare...”.

In realtà è stata soprattutto la destra a farsi largo in ogni angolo della regione con uno stuolo di ministri e sottosegretari a dispensare promesse stupefacenti. Ma, dice il governatore rieletto, “i ministri non hanno fatto la differenza: loro qui ci vengono da un anno e mezzo”.

Con un dolcevita bianco, Marsilio adesso dice di non avere mai temuto una clamorosa disfatta. Ma è felice perché “l’Abruzzo ha fatto bene al governo”. E all’amica Meloni. “Lo sapevo da subito che l’Abruzzo sarebbe stato un birillo nazionale”, insomma una regione nel mirino. “È stato un derby totale, stravinto dal centrodestra”. Meloni alla fine qui a l’Aquila non si fa vedere, ma non ce n’era bisogno, la vittoria politica è tutta sua. La premier manda un messaggio via social: “Non importa quanto un campo sia largo, quello conta è quanto quel campo sia coeso”.

Vittoria di Marsilio in Abruzzo, Meloni: "Non conta quanto il campo è largo ma quanto è coeso"

Il governatore l’ha sentita ieri notte, dopo cena: “Aveva quel momento di ansia che tutti abbiamo quando aspettiamo gli exit poll”, racconta oggi che la nottata è passata. “Ma le ho detto: vai a letto tranquilla”. Oggi l’ha chiamato anche Giuseppe Conte, per complimentarsi (come lo sfidante Luciano D’Amico). In Abruzzo non c’è stato un effetto Sardegna, alla fine, ma Marsilio fa capire che la lezione di Cagliari la destra l’ha imparata: “Non bisogna litigare”. Archiviata la festa, ora il governatore-pendolare volerà a Bruxelles, dove domenica vedrà il Comitato delle Regioni del gruppo Ecr, i conservatori europei, di cui è presidente. Poi quattro giorni di vacanza all’estero. Mentre il suo “campo lungo”, assicura, farà “morale” in tutta Italia. Almeno a destra.

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