BARI — In teoria, non sarebbe difficilissimo per il centrosinistra sconfiggere l’ex generale Vito Bardi, di Forza Italia, che punta alla sua riconferma in Basilicata. I sondaggi in vista delle elezioni che si terranno il 21 e il 22 aprile non sono così generosi con lui. E tanto i dem quanto i cinquestelle coltivano la speranza di batterlo. Ma a otto giorni dalla presentazione delle liste, il campo largo è ancora in alto mare al punto che - dicono in Basilicata la soluzione è rimessa tutta a un ipotetico tavolo a tre romano al quale parteciperebbero direttamente la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, il leader del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte e il poco noto al di fuori dei confini lucani Angelo Chiorazzo. Quest’ultimo, fondatore di un consorzio di cooperative attive nel sociale e nella sanità, è stato per mesi il candidato in pectore sostenuto in particolare dall’ex ministro della Salute Roberto Speranza. Ma i 5Stelle, a causa di alcuni suoi incidenti di percorso nella gestio…
BARI — In teoria, non sarebbe difficilissimo per il centrosinistra sconfiggere l’ex generale Vito Bardi, di Forza Italia, che punta alla sua riconferma in Basilicata. I sondaggi in vista delle elezioni che si terranno il 21 e il 22 aprile non sono così generosi con lui. E tanto i dem quanto i cinquestelle coltivano la speranza di batterlo. Ma a otto giorni dalla presentazione delle liste, il campo largo è ancora in alto mare al punto che - dicono in Basilicata la soluzione è rimessa tutta a un ipotetico tavolo a tre romano al quale parteciperebbero direttamente la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, il leader del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte e il poco noto al di fuori dei confini lucani Angelo Chiorazzo. Quest’ultimo, fondatore di un consorzio di cooperative attive nel sociale e nella sanità, è stato per mesi il candidato in pectore sostenuto in particolare dall’ex ministro della Salute Roberto Speranza. Ma i 5Stelle, a causa di alcuni suoi incidenti di percorso nella gestione di mense pubbliche che comunque non hanno sporcato la sua fedina penale (si sono conclusi con assoluzione), ritenendolo troppo interno a un sistema di potere cattolico - siamo pur sempre nell’ex feudo Dc di Emilio Colombo - non lo hanno mai digerito.
E ora Chiorazzo, fondatore di un movimento, Basilicata Casa Comune, accreditato di un buon quindici per cento alle elezioni, sta valutando la possibilità di farsi da parte. Ma a patto che sia lui a scegliersi il sostituto. Chi? Speranza - ma nonostante il pressing l’ex ministro non sembra affatto disponibile a mettere in discussione la sua vita romana - o altre personalità del suo stesso movimento civico. Fausto Alberto De Maria, oltre a essere il sindaco di Latronico, nel parco nazionale del Pollino, è anche il coordinatore di Italia Viva. Era, per la verità: in questi giorni ha presentato le dimissioni proprio per difendere Chiorazzo: «La sua candidatura ha creato qui grande entusiasmo. Gli contestano l’amicizia con Giulio Andreotti o Gianni Letta, ma lui in passato non ha mai partecipato alla vita politica. E oggi dovunque va riempie le sale. Da anni non si vedevano riunioni così partecipate». Quanto alle ipotesi su nomi alternativi a lui restano in pista anche il presidente regionale dell’Ordine dei medici Rocco Paternò, il dirigente sanitario Lorenzo Bochicchio e il presidente della provincia di Matera Piero Marrese – commenta: «Perché inventarci soluzioni all’ultimo momento che potrebbero far rivincere Bardi, che non è entusiasmante, quando abbiamo un fuoriclasse come Chiorazzo». Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, chiede che si faccia presto: «Siamo troppo in ritardo». E il governatore Bardi già pregusta la vittoria: «Il centrodestra unito - sottolinea l’ex generale della Guardia di Finanza vince. Ora tocca alla nostra Basilicata».