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Europee, Tajani vede il sorpasso e punta sul ricordo tv di Berlusconi

Candidati ex leghisti e speciali Mediaset per tirare la volata e superare il Carroccio
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ROMA — Antonio Tajani ha messo nel mirino la Lega con il sogno di tornare a prima del 2018: di riportare le lancette indietro, all’era precedente il sorpasso di Matteo Salvini che tanto dolore ha provocato al fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi. In quei giorni di sei anni fa il segretario del Carroccio iniziava a firmarsi i comunicati come «leader del centrodestra» facendo venire l’orticaria all’ex premier azzurro. Una prospettiva, quella di rimettere «la chiesa forzista al centro del villaggio», come scherza un deputato azzurro citando l’ex allenatore della Roma Rudi Garcia, che in queste ore sta ringalluzzendo anche la famiglia Berlusconi.

Mediaset sta preparando grandi eventi televisivi per ricordare il “padre” della tv privata a un anno dalla scomparsa (lo scorso 12 giugno): con il risultato che le tv berlusconiane saranno impegnate a ricordare il leader a ridosso del voto delle Europee del prossimo 9 giugno consentendo, chissà, al partito di salire ancora nei consens…

ROMA — Antonio Tajani ha messo nel mirino la Lega con il sogno di tornare a prima del 2018: di riportare le lancette indietro, all’era precedente il sorpasso di Matteo Salvini che tanto dolore ha provocato al fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi. In quei giorni di sei anni fa il segretario del Carroccio iniziava a firmarsi i comunicati come «leader del centrodestra» facendo venire l’orticaria all’ex premier azzurro. Una prospettiva, quella di rimettere «la chiesa forzista al centro del villaggio», come scherza un deputato azzurro citando l’ex allenatore della Roma Rudi Garcia, che in queste ore sta ringalluzzendo anche la famiglia Berlusconi.

Mediaset sta preparando grandi eventi televisivi per ricordare il “padre” della tv privata a un anno dalla scomparsa (lo scorso 12 giugno): con il risultato che le tv berlusconiane saranno impegnate a ricordare il leader a ridosso del voto delle Europee del prossimo 9 giugno consentendo, chissà, al partito di salire ancora nei consensi. Uno scenario che fa gongolare Tajani, che in queste ore ai suoi ha confidato che l’obiettivo sorpasso della Lega è «alla portata» dopo il doppio risultato che va in questa direzione in Abruzzo e in Sardegna.

Tajani punta dritto alle Europee per sancire il ritorno alla posizione numero due. È per questo è pronto a candidarsi in prima persona: «Se sarà utile lo farò, ne parlerò con Matteo e con Giorgia perché credo che una scelta di questo tipo debba essere anche finalizzata a rafforzare una coalizione», dice, cercando di sviare il “nemico” da eventuali contromosse: «C’è stato un travaso dalla Lega a Forza Italia? Non lo so, l’importante è che Forza Italia abbia migliorato il suo risultato».

Ma l’obiettivo ce l’ha bene in testa e lo dimostrano le mosse proprio sulle candidature alle Europee. Al Nord Forza Italia sta accogliendo molti ex leghisti per far male a Salvini: in via di conclusione la trattativa per candidare nel Nord Ovest l’ex capogruppo della Lega in Parlamento Marco Reguzzoni. Saranno poi candidati l’ex governatore leghista del Piemonte Roberto Cota e l’eurodeputata Stefania Zambelli, eletta cinque anni fa a Bruxelles con la lista della Lega. Sul fronte Nord-Est in pole la candidatura della moglie di Flavio Tosi, Patrizia Bisinelli, e non sono esclusi altri volti noti in via Bellerio che potrebbero adesso passare armi e bagagli in Forza Italia. Altro che “travaso”, qui si è aperta la caccia azzurra al voto del Carroccio.

La strategia di Tajani non guarda solo al campo della Lega, ma chiaramente anche a quello dei moderati. «Siamo l’unica casa del Partito popolare europeo in Italia» ripete da giorni, trovandosi a guidare l’unico “marchio” centrista rimasto in piedi con una struttura di partito. Non a caso anche qui punta a rispondere alle “minacce” arrivate da Matteo Renzi e Carlo Calenda di togliere consensi ai forzisti. E rilancia: «C’è un grande spazio tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, è quello spazio che noi vogliamo occupare», dice. E proprio in questa direzione, in vista della conta delle Europee, al Nord sarà candidato il tandem d’attacco Letizia Moratti e Gabriele Albertini.

Nel frattempo Tajani ragiona anche a possibili accordi con movimenti centristi, ma dopo i buoni risultati elettorali in Sardegna e in Abruzzo da una posizione dominante e non con il cappello in mano pur di fare punti percentuali a giugno: resta un filo di dialogo con Totò Cuffaro, attraverso il governatore Renato Schifani (anche se proprio domani Cuffaro vedrà i dirigenti di Italia Viva e potrebbe chiudere con Matteo Renzi), e dal Partito popolare europeo chiedono un avvicinamento con Lorenzo Cesa dell’Udc, che invece ha pronto un accordo da tempo con Matteo Salvini. Accordo congelato visti anche i risultati elettorali del Carroccio.

Tajani prende tempo e ai suoi confida: «Possiamo arrivare al 10 per cento». Un dato che certificherebbe il sorpasso su una Lega che veleggia intorno al 7. L’ossessione del mite Tajani: una ossessione che piace anche alla famiglia Berlusconi in vista dei rapporti con la premier fumantina Meloni.

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