Il cantiere del Ponte sullo Stretto non c’è e fioccano i consulenti. In un anno 4 milioni a contratti esterni
di Antonio FraschillaRoma — Il piano Salvini per rimettere in pista il ponte rispolverando i vecchi contratti congelati, ha rimesso al centro di tutto il committente: la società Stretto di Messina spa, che solo nel primo anno ha già speso 4 milioni per contratti esterni. Nata nel 1981 e messa in liquidazione nel 2013 dal governo Monti: in 32 anni tra assunzioni, spese per progettazione e gare d’appalto, era costata già circa 300 milioni di euro per non vedere una sola pietra della grande infrastruttura. Ma tant’è. Il governo Meloni ha rimesso la società in piedi con un decreto del marzo 2023, dotandola di altri 370 milioni, considerando la ricapitalizzazione varata dal ministero Economia che ne è diventato il socio forte. E oltre alle assunzioni in comando da Anas e Ferrovie, un centinaio di ex funzionari e dirigenti della ex società Stretto spa, ha ripreso a girare il contatore delle spese per incarichi e appalti per far funzionare la macchina.
L’Anac, nel suo database, segnala tra il 2023 e il 2024 una …
Roma — Il piano Salvini per rimettere in pista il ponte rispolverando i vecchi contratti congelati, ha rimesso al centro di tutto il committente: la società Stretto di Messina spa, che solo nel primo anno ha già speso 4 milioni per contratti esterni. Nata nel 1981 e messa in liquidazione nel 2013 dal governo Monti: in 32 anni tra assunzioni, spese per progettazione e gare d’appalto, era costata già circa 300 milioni di euro per non vedere una sola pietra della grande infrastruttura. Ma tant’è. Il governo Meloni ha rimesso la società in piedi con un decreto del marzo 2023, dotandola di altri 370 milioni, considerando la ricapitalizzazione varata dal ministero Economia che ne è diventato il socio forte. E oltre alle assunzioni in comando da Anas e Ferrovie, un centinaio di ex funzionari e dirigenti della ex società Stretto spa, ha ripreso a girare il contatore delle spese per incarichi e appalti per far funzionare la macchina.
L’Anac, nel suo database, segnala tra il 2023 e il 2024 una spesa per affidamenti diretti e gare pari a 4 milioni di euro. E non mancano incarichi e consulenti a nomi noti del mondo della politica e della burocrazia. Un incarico da 80 mila euro è stato dato dall’amministratore delegato Pietro Ciucci all’avvocato Vincenzo Fortunato. Il superburocrate ministeriale che dal 2013 al 2022 ha curato l’infinita liquidazione - mai conclusa - della società. Un nome noto nella nomenclatura ministeriale, considerato il maestro di alti funzionari, come l’attuale capo di gabinetto della premier Gaetano Caputi.
La motivazione dell’incarico a Fortunato, si legge nella delibera firmata da Ciucci, è legata proprio alla fretta nell’approvazione del progetto esecutivo del ponte entro il 31 luglio 2024 e «l’urgente necessità di porre in essere una pluralità di adempimenti» considerando che «allo stato la società non risulta dotata di un ufficio legale». Altri due legali incaricati, sempre con compenso da 80 mila euro, sono Fabio Cintoli e Roberto Pecoranio. Avvocati molto noti a Roma. Un incarico da 120 mila euro, come supporto all’ufficio stampa, è stato dato all’ex portavoce del governatore veneto Luca Zaia, Carlo Parmeggiani. Altri 18 mila euro sono andati a una società esterna, la Prassel srl, per l’aggiornamento del sito internet.
Tre incarichi da 60 mila euro ciascuno sono stati dati a tre ex dirigenti della Stretto di Messina andati in pensione. La motivazione? Sempre la stessa, la necessità di rimettere in moto velocemente una macchina ferma da 10 anni e che il ministro Salvini ha voluto subito in pista per poter assicurare l’apertura dei cantieri entro l’anno e celebrare la sua ossessione a spese dello Stato.
A oggi ad esempio la Stretto di Messina non ha un piano traffico e merci aggiornato: ed ecco che l’aggiornamento lo ha chiesto a un professore universitario, l’ingegnere Agostino Nuzzolo, gran sostenitore del ponte, per un compenso di 65 mila euro. Nuzzolo già lo scorso maggio aveva ricevuto un incarico per il piano traffico. L’aggiornamento è arrivato a tempo di record: l’incarico è stato assegnato il 22 dicembre e l’elaborato consegnato il 31 gennaio. Un altro affidamento in materia, ma questa volta per consulenza sugli aspetti sismici dell’opera, è stato dato allo Studio geotecnico italiano.
D’altronde la Stretto di Messina è di fatto una nuova spa pubblica che deve camminare e il contatore della spesa è quindi ripartito. Nella speranza che questa volta si arrivi all’obiettivo mancato dal 1981.