Mattarella tra gli influencer: “La Costituzione è giovane, con il voto si è protagonisti”
di Concetto VecchioROMA – Sergio Mattarella, timido, un po’ impacciato, «sono emozionato», dice agli youtuber: «Io imparo da voi, mi inducete a riflettere». Ha riunito attorno a sé al Quirinale dodici creativi digitali under quaranta per parlare di Costituzione. Ognuno di loro, sui propri canali con milioni di follower, ha scelto di affrontare un articolo in maniera short, corto, come impone la legge della rete. La Costituzione in shorts - visibile sul sito del Quirinale - si rivela così un modo per diffonderla sui social, e quindi per difenderla proprio mentre la destra meloniana vuole snaturarla, introducendo il premierato. Dice il capo dello Stato: «La Costituzione è estremamente giovane, perché fatta con tanta saggezza, le cui norme si adattano a situazioni imprevedibili. Quindi è materia per giovani, più che per vecchi. È lo scrigno che tutela i nostri diritti e le nostre libertà».
Il suo articolo preferito è il primo. «L’Italia è una Repubblica»; «una», precisa. Sottolineatura non casuale mentre i…
ROMA – Sergio Mattarella, timido, un po’ impacciato, «sono emozionato», dice agli youtuber: «Io imparo da voi, mi inducete a riflettere». Ha riunito attorno a sé al Quirinale dodici creativi digitali under quaranta per parlare di Costituzione. Ognuno di loro, sui propri canali con milioni di follower, ha scelto di affrontare un articolo in maniera short, corto, come impone la legge della rete. La Costituzione in shorts - visibile sul sito del Quirinale - si rivela così un modo per diffonderla sui social, e quindi per difenderla proprio mentre la destra meloniana vuole snaturarla, introducendo il premierato. Dice il capo dello Stato: «La Costituzione è estremamente giovane, perché fatta con tanta saggezza, le cui norme si adattano a situazioni imprevedibili. Quindi è materia per giovani, più che per vecchi. È lo scrigno che tutela i nostri diritti e le nostre libertà».
Il suo articolo preferito è il primo. «L’Italia è una Repubblica»; «una», precisa. Sottolineatura non casuale mentre il Parlamento, su spinta della Lega, vota l’autonomia differenziata. Andate a votare, si appella ai giovani, i più delusi da una politica che li ignora. Ricorda che nel dibattito nel Dopoguerra un padre costituente definì la sovranità popolare «un dovere irrinunciabile». Allora alle urne si recava il 90 per cento della popolazione, l’altro giorno in Abruzzo appena il 52 per cento. «Spero che torni a crescere la partecipazione alle elezioni, perché quello è più di ogni altro il momento in cui il cittadino diventa protagonista. I diritti vanno coltivati. Non possiamo consentire che la democrazia appassisca». È dalla sfiducia che nascono le autocrazie.
Cosa fare per migliorare il Paese? «Sentirsi più comunità». Abbiamo pochi laureati, bisogna portare il digitale in tutte le parti del Paese, per evitare che ci siano «cittadini di serie B». L’incontro l’ha voluto il Quirinale. Accanto a Mattarella siede Fabio Rovazzi, l’autore di “Andiamo a comandare”, che non è esattamente un mantra mattarelliano. Cita Spiderman: «Da grandi poteri derivano grandi responsabilità». Poi chiede: «Se lei avesse vent’anni che short farebbe? Il presidente ci pensa un attimo: «Dacché sono ragazzo mi accompagna questo interrogativo: perché vi sono bambini e ragazzi che vivono bene e vi sono invece bambini e ragazzi in altre parti del mondo che faticano a sopravvivere. Come fare concretamente perché non venga ignorata questa ingiustizia e cancellarla?».
Visto nel confronto con attori così diversi da lui, si capiscono un po’ le ragioni per cui sia così popolare. Non parla dalla cattedra. Ci tiene a mostrarsi altero rispetto all’egolatria corrente. È figlio di una cultura, la morotea, che il potere lo esercitava, non lo esibiva. «Sono stato benissimo con voi», dirà alla fine ai ragazzi.
Gli influencer, abituati alle masse digitali, sono scioltissimi. Elia Bombardelli, 35 anni, matematico di Trento, sta per diventare papà. Loretta Grace, 29 anni, di Atri (Teramo), in arte Grace On Your Dash, un milione di follower, ha scelto l’articolo tre. «Cerco di avere un linguaggio il più inclusivo possibile». Inclusivo piace a Mattarella. Lorenzo Baglioni, 37 anni, da Grosseto, laurea in matematica, ha scritto un rap sulla Costituzione: «Uno - Principi fondamentali, Due - I bro sono tutti uguali, Tre - La Repubblica non ha rivali». Virginia Benzi, 27 anni, genovese, laureata in fisica, Quantum girl, sui social parla di scienza. Lokman Mouatamid, 36 anni, origini marocchine, cresciuto nel Bresciano, dice che «una buona interazione genera una buona azione». Il presidente alza la mano per esprimere approvazione. Heimi è un collettivo di medici e sanitari che si occupa di prevenzione; Olimpia Peroni di giornalismo; Giulia Lamarca, 34 anni, laurea in psicologia, un incidente undici anni fa l’ha costretta su una sedia a rotelle, sui social racconta la sua passione per i viaggi. Suggerisce, contro l’astensionismo, di digitalizzare il voto. Eleonora Tani, 32 anni, sognava il posto fisso, è diventata un’imprenditrice di successo offrendo consigli per gli acquisti di abiti e cosmetici alle ragazze della porta accanto. Pietro Michelangeli, 26 anni, esperto di finanza, dice che bisogna cambiare mentalità, passare da quella che si accontenta del «cioccolatino oggi ai due domani».
Presidente, che consiglio darebbe alle donne per affermarsi? «Fare valere sempre la propria volontà». E a quelli che non vogliono emigrare? «Di seguire le inclinazioni, certo le istituzioni devono creare condizioni migliori». Poi domanda come facciano a essere così fulminei, «la sintesi è difficile», e cita quello scrittore americano che disse: «Se devo parlare un’ora sono pronto, ma se mi tocca parlare per dieci minuti mi serve un giorno». Ma pure Mattarella se la cava egregiamente con le risposte short. Il momento più difficile in politica? «Sono stati così tanti che non me li ricordo più».