Europee, per le liste i partiti corteggiano i giornalisti. Il Pd punta su Annunziata e Tarquinio
di Lorenzo De CiccoA volte è stato un trasloco armi e bagagli, cambiamento vero, di prospettiva e di mestiere: vedi David Sassoli, passato da anchorman del Tg1 ad europarlamentare impegnato e poi, prima della scomparsa, presidente del Parlamento Ue. Più spesso è stato un anno sabbatico: toccata e fuga da Bruxelles. E poi ritorno alla passionaccia del cronista. Ma i politici che li corteggiano, questo lo mettono in conto. A meno di tre mesi dalle Europee, la giostra delle liste comincia a girare a pieno carico. E come da tradizione i nomi di diversi giornalisti appaiono nella ridda delle candidature.
Al momento l’unico ufficialmente in pista, a prova di smentita (ma anche quelle vanno prese con le pinze) è Michele Santoro. “Non siamo ostaggi di Bertinotti”, diceva nel 2004, quando insieme a Lilli Gruber si sganciò per la prima volta dalla telecamera, causa editto bulgaro, per correre per Bruxelles: candidato con “Uniti per l’Ulivo”, listone antesignano del Pd, bottino di 730mila preferenze personali. Ma …
A volte è stato un trasloco armi e bagagli, cambiamento vero, di prospettiva e di mestiere: vedi David Sassoli, passato da anchorman del Tg1 ad europarlamentare impegnato e poi, prima della scomparsa, presidente del Parlamento Ue. Più spesso è stato un anno sabbatico: toccata e fuga da Bruxelles. E poi ritorno alla passionaccia del cronista. Ma i politici che li corteggiano, questo lo mettono in conto. A meno di tre mesi dalle Europee, la giostra delle liste comincia a girare a pieno carico. E come da tradizione i nomi di diversi giornalisti appaiono nella ridda delle candidature.
Al momento l’unico ufficialmente in pista, a prova di smentita (ma anche quelle vanno prese con le pinze) è Michele Santoro. “Non siamo ostaggi di Bertinotti”, diceva nel 2004, quando insieme a Lilli Gruber si sganciò per la prima volta dalla telecamera, causa editto bulgaro, per correre per Bruxelles: candidato con “Uniti per l’Ulivo”, listone antesignano del Pd, bottino di 730mila preferenze personali. Ma tempo un anno, tornò in Rai. Vent’anni dopo, Santoro si trova a ricoprire proprio lo spazio di Bertinotti: a sinistra della sinistra del Pd. Nicola Fratoianni non avrebbe disdegnato il suo ingaggio nella lista rosso-verde, ma Angelo Bonelli ha frenato. Risultato: Santoro si è fatto la lista da sé. “Pace Terra Dignità”. A proposito di giornali, ci sarà anche il vignettista Vauro Senesi, nella circoscrizione Centro. E darà una mano al progetto quel che resta di Rifondazione (a proposito di Bertinotti).
Elly Schlein ha corteggiato per mesi, praticamente dal suo insediamento, Lucia Annunziata. E l’ex conduttrice di In Mezz’ora alla fine avrebbe detto sì. La notizia l’ha data ieri l’Ansa, quindi c’è da credere che non sia una velina maligna, di quelle che vorticano spesso intorno al Nazareno. Per l’ex presidente della Rai sarebbe già pronto il posto da capolista della circoscrizione Sud. Sorpresa: ha benedetto la candidatura di Annunziata, ancora non ufficiale, Antonio Decaro, il sindaco di Bari che correrà proprio al Sud e fa parte della minoranza dem. Dovrebbe spuntare il posto numero due nel maxi-collegio, Decaro, subito dopo la giornalista classe 1950, ex Repubblica, ex Corriere, poi 18 anni a In Mezz’ora su Rai3, che ha lasciato l’estate scorsa in rotta coi vertici meloniani. Chi rischia di restare fuori è un altro volto tv: Sandro Ruotolo, ex senatore, oggi responsabile dell’Informazione del Pd di Schlein. Ma chissà: potrebbe occuparsi più specificatamente di Rai. Tra un mese va rifatto il Cda.
Giuseppe Conte avrebbe voluto in lizza coi 5S Marco Tarquinio: era perfetto per la linea anti-armi a Kiev del Movimento. Ma l’ex direttore di Avvenire è a un passo dalla candidatura con i democratici. L’ha proposto a Schlein Paolo Ciani, il vice-capogruppo alla Camera, in quota “Demos”, il movimento cattolico vicino a Sant’Egidio. La segretaria, dopo averci riflettuto per giorni (tenendo in conto pure i mal di pancia dell’ala riformista, decisamente pro-Ucraina), alla fine si sarebbe convinta. Ma va ancora trovata la collocazione giusta: circoscrizione Centro, sicuro. Forse dopo Schlein, se come pare si candiderà. Alla voce cronisti, tra i contiani c’è chi propone Gaetano Pedullà, il direttore del giornale ultra-grillino La Notizia, ma le sue quotazioni paiono in discesa.
A destra stavolta latitano giornalisti-candidati: si era parlato di Gianluigi Paragone, ex direttore della Padania eletto coi 5 Stelle la scorsa legislatura, ma sia l’interessato che la Lega hanno smentito: niente corsa. Dentro Forza Italia c’è chi avrebbe voluto Fiamma Nirenstein, ex deputata del Pdl, firma del Giornale. Ma l’ipotesi non pare decollata. I colonnelli di FdI, che alle regionali lombarde di un anno fa avevano schierato Vittorio Feltri, per ora escludono la discesa in campo di firme dei giornali di destra o dei talk sovranisti. Ma è sempre più probabile che faccia la capolista ovunque una politica che da anni ripete “un giorno tornerò alla mia professione di giornalista”. E che però, da Palazzo Chigi, non pare avere troppa fretta di cambiar mestiere.