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La folle corsa per sbloccare il Ponte sullo Stretto e tentare di far inaugurare a Salvini il cantiere entro le Europee

Il progetto definitivo aggiornato in quattro mesi. Lo studio del traffico consegnato in 30 giorni. E l’obiettivo impossibile di arrivare al piano esecutivo con le autorizzazioni annesse entro l’estate. Ciucci: “Rispetteremo i tempi”
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La politica e per la precisione il governo Meloni e soprattutto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha fissato la data di approvazione del progetto esecutivo del ponte sullo Stretto nel luglio 2024. Avviando una folle corsa da marzo del 2023, da quando è stato approvato il decreto in Consiglio dei ministri, per aprire i cantieri veri del ponte dopo l’estate e consentire a giugno, a ridosso del voto delle Europee, di piazzare già qualche griglia tanto per celebrare una cerimonia del taglio del nastro. Ma questa fretta politica sta stressando oltremodo una macchina, quella per la progettazione e relativa autorizzazione del ponte, con il rischio di creare più intoppi che altro alla vera realizzazione di questa grande opera: la più importante in Europa in questo momento.

La fretta è evidente in alcune date. La prima è quella del 29 settembre 2023, giorno di consegna del progetto aggiornato del ponte da parte della società Eurolink. In un question time alla Camera il mini…

La politica e per la precisione il governo Meloni e soprattutto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha fissato la data di approvazione del progetto esecutivo del ponte sullo Stretto nel luglio 2024. Avviando una folle corsa da marzo del 2023, da quando è stato approvato il decreto in Consiglio dei ministri, per aprire i cantieri veri del ponte dopo l’estate e consentire a giugno, a ridosso del voto delle Europee, di piazzare già qualche griglia tanto per celebrare una cerimonia del taglio del nastro. Ma questa fretta politica sta stressando oltremodo una macchina, quella per la progettazione e relativa autorizzazione del ponte, con il rischio di creare più intoppi che altro alla vera realizzazione di questa grande opera: la più importante in Europa in questo momento.

La fretta è evidente in alcune date. La prima è quella del 29 settembre 2023, giorno di consegna del progetto aggiornato del ponte da parte della società Eurolink. In un question time alla Camera il ministero delle Infrastrutture ha risposto a una richiesta di chiarimenti presentata dall’opposizione: sostenendo che “la Società Stretto di Messina ed Eurolink hanno sottoscritto in data 29 settembre 2023 un atto negoziale prodromico in base al quale il contraente generale (Eurolink) ha predisposto, tra l’altro, la relazione di integrazione al progetto originario, comprensiva del particolare riferimento alla compatibilità ambientale e alle ulteriori prescrizioni da sviluppare nel progetto esecutivo”. Insomma, lo stesso giorno del contratto tra le parti i privati consegnano la relazione di revisione del più importante e difficile progetto d’ingegneria del mondo. L’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci ha poi chiarito che l’incarico di aggiornamento in realtà era stato dato da lui ai privati con una determina di giugno. Ma a prescindere dall’aspetto formale: i privati hanno aggiornato in meno di quattro mesi un progetto vecchio di 14 anni per la più grande opera di ingegneria e unica nel suo genere con un ponte di 3 chilometri a campata unica e con passaggio di auto e treni. Un tempo da record che non ha pari per altri progetti ingegneristici di questa portata.

Prima dell’approvazione di questo progetto aggiornato da parte del cda della Stretto di Messina, occorreva comunque il parere di un Comitato scientifico esterno nominato sempre dal ministro Salvini. Il Comitato si riunisce in fretta, già sei giorni dopo la consegna del progetto aggiornato da parte di Eurolink: la prima riunione è del 6 ottobre e da questa data al 12 gennaio il Comitato si riunirà 11 volte. Ma proprio perché alcune cose nel progetto definitivo aggiornato vanno chiarite, il 20 gennaio i privati consegnano “ulteriori integrazioni” che riguardano in particolare la componente ambientale. Appena quattro giorno dopo, il 24 gennaio, il Comitato dà il parere definitivo: parere positivo, che rimanda al progetto esecutivo (l’unico che può portare all’apertura di un cantiere) una serie di “raccomandazioni”. E come raccontato da Repubblica non si tratta di semplici cose formali, ma di 68 rilievi sostanziali che riguardano nuovi test sulla tenuta del Ponte per vento forte, sisma ed eventi imprevisti. Perfino sui materiali vengono chiesti di fatto maggiori controlli. Ma perché questa fretta nell’aggiornare in quattro mesi un progetto così complesso? E, ancora, anche lo studio del traffico merci e mezzi, uno studio chiave per giustificare la realizzazione di questa opera, è stato affidato a un ingegnere e docente universitario con una richiesta di aggiornamento firmata il 22 dicembre con compenso da 65 mila euro e consegnata il 31 gennaio. Tempi da record per studi così importanti.

E ancora una volta la politica che chiede di accelerare. In una lettera di incarico della Stretto di Messina a un consulente legale, si giustifica lo stesso incarico per arrivare “alla finale approvazione del progetto esecutivo entro la sfidante tempistica del 31 luglio 2024”. Ma sfidante per chi? E soprattutto, perché occorre arrivare ad affrontare queste “sfide” per un’opera molto delicata e per la quale lo Stato, cioè i contribuenti, stanno impegnando 15 miliardi di euro?

Di certo nonostante i rilievi del Comitato al progetto definitivo, ben 68, l’amministratore delegato Ciucci è fiducioso: “Siamo sicuri di potere realizzare il ponte nei tempi previsti. Per ogni progetto complesso ci sono delle raccomandazioni, non prescrizioni, che sono la testimonianza di un'attenta analisi che continueremo a fare, in questa fase e in quella della costruzione". Ma di sicuro che anche altro: questa macchina voluta dal governo Meloni ha rimesso in vita i vecchi contratti con il gruppo Eurolink, nel bel mezzo già di un contenzioso da 700 milioni tra i privati e lo Stato ( contenzioso che aveva visto vincere al momento la parte pubblica). Con il risultato che se adesso il ponte non si farà i privati avranno ben altre armi per aggiornare la richiesta di risarcimento.

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