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Basilicata, c’è l’intesa ma è tensione Pd-5S: “Chi è contro l’unità sarà punito ai seggi”

(ansa)

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I giallorossi con Avs e +Europa vanno su Marrese. Azione in bilico tra Bardi e Chiorazzo. Boccia agli alleati: “Noi siamo il primo partito”
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Il rischio è che il campo largo, in Basilicata, lo crei Vito Bardi, il governatore uscente del centrodestra. Dopo aver incamerato l’accordo di Italia Viva, potrebbe riscuotere l’appoggio anche di Azione. Un pacchetto di voti che alle Politiche del 2022 ha totalizzato il 12,8 per cento al Senato. Azione in alternativa potrebbe fare fronte comune con l’imprenditore del no profit Angelo Chiorazzo, determinando il primo esperimento alternativo al patto rossogiallo: entrambi, infatti, sono accomunati dal veto subito dai Cinquestelle.

È lo spauracchio che agita i sonni dei progressisti all’indomani dell’incoronazione di Piero Marrese come candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra e dei 5Stelle in Basilicata. Marrese, 43 anni, presidente della Provincia di Matera e sindaco di Montalbano Ionico, è l’ultimo della lunga serie di nomi proposti per la corsa alle elezioni del 21 e 22 aprile.

Dovrebbe essere quello buono: su di lui c’è un accordo solido da parte di tutti i partner …

Il rischio è che il campo largo, in Basilicata, lo crei Vito Bardi, il governatore uscente del centrodestra. Dopo aver incamerato l’accordo di Italia Viva, potrebbe riscuotere l’appoggio anche di Azione. Un pacchetto di voti che alle Politiche del 2022 ha totalizzato il 12,8 per cento al Senato. Azione in alternativa potrebbe fare fronte comune con l’imprenditore del no profit Angelo Chiorazzo, determinando il primo esperimento alternativo al patto rossogiallo: entrambi, infatti, sono accomunati dal veto subito dai Cinquestelle.

È lo spauracchio che agita i sonni dei progressisti all’indomani dell’incoronazione di Piero Marrese come candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra e dei 5Stelle in Basilicata. Marrese, 43 anni, presidente della Provincia di Matera e sindaco di Montalbano Ionico, è l’ultimo della lunga serie di nomi proposti per la corsa alle elezioni del 21 e 22 aprile.

Dovrebbe essere quello buono: su di lui c’è un accordo solido da parte di tutti i partner della coalizione (oltre il 45 per cento, se si sta al dato del 2022). Ma ci sono le incognite: riuscirà a convincere anche i dissidenti del Pd ormai insediati in pianta stabile nel comitato di Basilicata Casa Comune, il movimento civico di ispirazione cattolica fondato da Chiorazzo? Riuscirà a impedire il connubio con Carlo Calenda? Questi ieri si è sperticato in lodi per Bardi. Ma potrebbe anche accordarsi con Chiorazzo, sul quale sta facendo moral suasion l’ex ministro della Salute Roberto Speranza.

La scommessa è tutta qui, per Marrese, scelto da Pd, Cinquestelle, Alleanza Verdi Sinistra, + Europa e Basilicata Possibile dopo il ritiro del medico Domenico Lacerenza. La proposta è «aperta ad altre forze civiche». Non ad Azione. All’interno del Pd si registrano malumori. «Siamo in forte imbarazzo», ammette il sindaco di San Paolo Albanese Mosè Antonio Troiano. Alla fine, però, l’accordo c’è. E il Pd spera di riportare nel coro le voci dissonanti, meno di quelle che si sono levate per la candidatura dell’oculista. Il recupero in corner sulla Basilicata, però, non svelenisce il clima nel campo largo. L’irritazione di Elly Schlein nei confronti dei cacicchi lucani e delle loro lotte intestine è forte. Ma anche verso i centristi. Sia Calenda — ieri, a Potenza, si è detto «deluso e schifato» — che Matteo Renzi, gli ex dell’alleanza extra-large dell’Abruzzo, i quali cavalcano le liti lucane.

Tra M5S e Pd le tensioni rimangono. Non solo per il caos lucano. In Piemonte è frattura rossogialla. Perciò Francesco Boccia avverte: «Le vicende regionali e comunali sono sempre condizionate da accordi locali e storie diverse. Il Pd è il primo partito della coalizione e ha la responsabilità di agire sempre per l’unità. Chi è contro ne risponderà davanti agli elettori nelle prossime elezioni europee». Messaggio ai grillini e a Giuseppe Conte: non conviene mettersi di traverso. Al Nazareno tuttavia sono consapevoli che, dopo Pasqua, inizia il «rettilineo che porta alle Europee» e qui si va ciascuno per sé e in competizione gli uni con gli altri. Quindi «di alleanze si ricomincerà a parlare dopo». Non è solo gara a chi avrà più consensi, Conte si vuole giocare la partita per la leadership dei progressisti. Schlein e Conte si sono sentiti ieri prima di chiudere sulla Basilicata.

La segretaria ripete che la bussola è l’unità, unica strada per essere in gara contro il centrodestra. Quindi il mantra del Nazareno è: «Il Pd di Schlein è testardamente unitario», toni bassi, non esasperare. Tanto che sulle regionali in Piemonte ci sarà una ultima chiamata dei Dem al Movimento. Il Pd candida alla Regione Gianna Pentenero, attuale assessore comunale. Anche per evitare una conta nel partito: i bonacciniani hanno fatto pressing per prendere l’iniziativa politica e non restare al traino dei 5Stelle. Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione dem, osserva che «la strada dell’unità non è sempre lineare». C’è ancora speranza.

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