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Voto in Russia, Salvini difende Putin ed è scontro con Tajani. Meloni: “Posizione del governo è chiara”

Il leader della Lega: “Quando un popolo si esprime ha sempre ragione”. Il capo della Farnesina si dissocia: “La politica estera la faccio io”. Il Ppe: “Il ministro si vergognerà delle sue parole”
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ROMA – Un nuovo caso Salvini legato alla Russia di Vladimir Putin imbarazza il governo Meloni. Il leader della Lega inizia la settimana sovranista, che si concluderà per lui sabato a Roma con l’ennesimo raduno delle destre europee molte delle quali filo russe, con una frase di grande giubilo per il voto a Mosca che ha incoronato senza rivali lo Zar e aggressore dell’Ucraina. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde".

Salvini non sembra essersi fatto sfuggire frasi a caso, ma ribadisce la linea criticando il presidente francese Emmanuel Macron che ha evocato la necessità di inviare anche truppe di terra per difendere Kiev: “Io quando perdo le elezioni - continua - cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta. Speriamo che il 2024 sia l'anno della pace. Mi preoccupa che qualche leader europeo parli di esercito, di guerre, di …

ROMA – Un nuovo caso Salvini legato alla Russia di Vladimir Putin imbarazza il governo Meloni. Il leader della Lega inizia la settimana sovranista, che si concluderà per lui sabato a Roma con l’ennesimo raduno delle destre europee molte delle quali filo russe, con una frase di grande giubilo per il voto a Mosca che ha incoronato senza rivali lo Zar e aggressore dell’Ucraina. "In Russia hanno votato, ne prendiamo atto – dice Salvini - quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde".

Salvini non sembra essersi fatto sfuggire frasi a caso, ma ribadisce la linea criticando il presidente francese Emmanuel Macron che ha evocato la necessità di inviare anche truppe di terra per difendere Kiev: “Io quando perdo le elezioni - continua - cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta. Speriamo che il 2024 sia l'anno della pace. Mi preoccupa che qualche leader europeo parli di esercito, di guerre, di militari da mandare a combattere perché la terza guerra mondiale è l'ultima cosa che voglio lasciare in eredità ai miei figli. Mi riferisco evidentemente a Macron".

Parole che subito vengono rilanciare dalle agenzie e fanno il giro del mondo. A Palazzo Chigi scatta l’allarme e per rispondere a Salvini viene mandato subito in avanscoperta il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che va giù dritto: “Sul voto in Russia ribadiscono che le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Aleksej Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne ". E in serata la stessa premier Giorgia Meloni, registrando una intervista ad Agorà, ribadisce la linea del governo sulla Russia, anche se non alza i toni contro Salvini: “La posizione del governo è molto chiara e la chiarezza che abbiamo dimostrato in politica estera racconta di una maggioranza coesa”.

Ma intanto le parole del vicepremier del governo italiano arrivano anche a Bruxelles: “I leader uccisi dell'opposizione ora non possono spiegare a Salvini perché hanno perso. Ma la storia risponderà, come ha fatto, con la caduta di tutti i dittatori. Salvini, lei si vergognerà di queste parole sulla vittoria di Putin”, dice l'eurodeputata lituana Rasa Juknevi?ien?, responsabile per gli affari esteri del Ppe.

Da via Bellerio subiscono il colpo e cercano di gettare acqua sul fuoco con una nota gelida: “In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra ed il ritorno alla pace. Con una guerra in corso non c'è niente da festeggiare".

Ma la tensione dentro il governo resta e la settimana si annuncia molto calda sull’asse Meloni-Salvini. Sabato a Roma il leader del Carroccio ha convocato negli Studios della Tiburtina tutti i sovranisti suoi alleati in Europa, molte dei quali apertamente filorussi, come accaduto due mesi fa a Firenze: attesi tra gli altri rappresentanti dell’Afd tedesca e del Front National di Marine Le Pen. E la premier, impegnata a preparare il Consiglio europeo di questo fine settimana e il G7 di giugno, è molto preoccupata per le sparate del suo vice a Palazzo Chigi. Solo per citare le più recenti: l’esultanza pro Donald Trump mentre lei era impegnata in un bilaterale a Washington con Joe Biden; la difesa di Putin sulla morte del dissidente Aleksej Navalny (“Bisogna fare chiarezza, ma la fanno i medici, i giudici, non la facciamo noi", aveva detto Salvini).

E l’uscita di ieri fa scattare la reazione dell’opposizione, che sottolinea non a caso le divisioni nel governo sulla linea da tenere su Mosca: “Solidarietà al vicepresidente Tajani, non dev'essere facile avere un omologo vicepresidente Salvini che non condanna i crimini di Putin”, dice Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd. ”La Russia è una dittatura e le elezioni sono una farsa", dice Carlo Calenda di Azione. “Sì il popolo ha sempre ragione, soprattutto quando vota coi soldati che entrano col fucile dentro la cabina elettorale”, conclude Davide Faraone di Italia Viva. Silenzio dai 5 stelle di Giuseppe Conte.

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