FdI insieme ai negazionisti rumeni di Aur: a Milano un gazebo consacra l’intreccio dei meloniani col partito anti Ue e filo-Putin
di Paolo BerizziLe due bandiere insieme, una accanto all’altra, e i militanti dietro, sorridenti nella domenica di sole milanese. Le bandiere sono quelle di Fratelli d’Italia e di Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur), partito di estrema destra rumeno, novax, trumpiano e negazionista dell’Olocausto. Il gazebo “patriottico” italo-romeno è stato allestito domenica nel capoluogo lombardo. “Presenti questo pomeriggio con un gazebo in piazza Santa Maria del Suffragio. Costantemente attivi sul territorio!! Avanti!”, hanno scritto su Fb i militanti di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di FdI. Un altro messaggio lo ha postato il consigliere comunale meloniano Francesco Rocca, la cui attività politica è iniziata proprio con Gioventù Nazionale (oggi è membro dell’assemblea nazionale del partito che traina il governo). “Un bel momento di Comunità e Territorio in piazza Santa Maria del Suffragio. Ringraziamo gli Amici che hanno partecipato. Avanti!”.
Ma vediamo chi sono gli “amici” rumeni in p…
Le due bandiere insieme, una accanto all’altra, e i militanti dietro, sorridenti nella domenica di sole milanese. Le bandiere sono quelle di Fratelli d’Italia e di Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur), partito di estrema destra rumeno, novax, trumpiano e negazionista dell’Olocausto. Il gazebo “patriottico” italo-romeno è stato allestito domenica nel capoluogo lombardo. “Presenti questo pomeriggio con un gazebo in piazza Santa Maria del Suffragio. Costantemente attivi sul territorio!! Avanti!”, hanno scritto su Fb i militanti di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di FdI. Un altro messaggio lo ha postato il consigliere comunale meloniano Francesco Rocca, la cui attività politica è iniziata proprio con Gioventù Nazionale (oggi è membro dell’assemblea nazionale del partito che traina il governo). “Un bel momento di Comunità e Territorio in piazza Santa Maria del Suffragio. Ringraziamo gli Amici che hanno partecipato. Avanti!”.
Ma vediamo chi sono gli “amici” rumeni in piazza coi fratelli e le sorelle d’Italia. Fondato nel 2019 da George Simion e Claudiu Tarziu, Aur – che si definisce “nazionalista”, “patriottico”, “conservatore” e “unionista” – nel 2020 ottiene il 9% dei voti ed entra in parlamento con 33 deputati. A fare da volano è il Covid, coi nazionalisti rumeni che si schierano apertamente su posizioni antiscientifiche, no mask e no vax (“la mascherina uccide” era lo slogan).
Attivo con lo stesso nome anche in Moldavia, Aur è anti Unione Europea e filo-Russia, è contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso (la co-fondatrice, Claudiu Tarziu, 47 anni, ex giornalista, è stata membro del gruppo Coalizione per la famiglia che, nel 2018, ha indetto un referendum per vietare il matrimonio gay) ed è l’ “unico partito rumeno che sostiene Donald Trump” - parole della stessa Tarziu. Forti i legami con gli ambienti ultraconservatori della potente Chiesa ortodossa rumena, che durante la pandemia ha organizzato cerimonie religiose, e con le associazioni neo-legionariste.
Di Aur si è molto parlato nel 2022: con un comunicato stampa i nazionalisti rumeni hanno dichiarato che materie come la storia dell’Olocausto sono da considerare “temi minori” per gli studenti. Un atteggiamento riduzionista e negazionista. La Procura di Bucarest aveva aperto un’inchiesta.
Il link tra FdI e AUR in Europa è l’eurodeputato e capodelegazione meloniano Carlo Fidanza che l’anno scorso ha patteggiato 1 anno e 4 mesi (con pena sospesa) per corruzione. Nel gennaio scorso Fidanza ha partecipato a un evento a Lodi durante il quale “con gli amici rumeni di Aur stiamo raccontando l’Europa che vogliamo costruire insieme alle forze patriottiche, conservatrici e identitarie. Un’Europa che torni a dare valore ai popoli e alle Nazioni , che rimetta al centro la sicurezza, la famiglia, il lavoro e la libertà. Le nostre idee soffiano e fanno sventolare alte le bandiere di tutte le Nazioni europee. Avanti!”.