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Premierato, il Pd prepara la trincea. Schlein: “Sarà opposizione dura”. E rilancia su sfiducia costruttiva e riforma della legge elettorale

I vertici dem presentano il piano per contrastare il modello voluto da Giorgia Meloni: “Dietro a quel 'decidete voi' c'è un gigantesco 'decido io per voi per 5 anni’”
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ROMA – È un’opposizione “durissima e senza sconti” quella che il Pd si appresta a fare sulla riforma del premierato voluta da Giorgia Meloni. Ad annunciarlo - proprio mentre la maggioranza medita di forzare i tempi dell’esame in commissione Affari costituzionali del Senato - è la segretaria Elly Schlein. Che si presenta in conferenza stampa accompagnata dai vertici istituzionali del suo partito - i capigruppo Francesco Boccia e Chiara Braga, il presidente del gruppo in commissione Giorgis, il responsabile riforme Alfieri - per esprimere una “contrarietà forte e netta” al progetto del governo che “smantella la repubblica parlamentare”.

Il no del Pd

L'elezione diretta del premier "indebolisce il Parlamento" e "marginalizza il presidente della Repubblica" boccia la riforma la leader dem. “Il premierato non esiste in nessun altro Paese nel mondo e c'è un motivo: non è perché questo governo si è svegliato più furbo degli altri ma perché scardina l'equilibrio tra i poteri dello Stato, un da…

ROMA – È un’opposizione “durissima e senza sconti” quella che il Pd si appresta a fare sulla riforma del premierato voluta da Giorgia Meloni. Ad annunciarlo - proprio mentre la maggioranza medita di forzare i tempi dell’esame in commissione Affari costituzionali del Senato - è la segretaria Elly Schlein. Che si presenta in conferenza stampa accompagnata dai vertici istituzionali del suo partito - i capigruppo Francesco Boccia e Chiara Braga, il presidente del gruppo in commissione Giorgis, il responsabile riforme Alfieri - per esprimere una “contrarietà forte e netta” al progetto del governo che “smantella la repubblica parlamentare”.

Il no del Pd

L'elezione diretta del premier "indebolisce il Parlamento" e "marginalizza il presidente della Repubblica" boccia la riforma la leader dem. “Il premierato non esiste in nessun altro Paese nel mondo e c'è un motivo: non è perché questo governo si è svegliato più furbo degli altri ma perché scardina l'equilibrio tra i poteri dello Stato, un danno enorme per i cittadini".

Per Schlein si tratta di "una riforma pericolosa. Giorgia Meloni dice: 'Ma come? Decidete voi!'. Dobbiamo spiegare invece che dietro a quel 'decidete voi' c'è un gigantesco 'decido io per voi per 5 anni in modo inappellabile'". Il perché è presto detto. “Il Parlamento viene eletto a strascico, a trascinamento del capo”, se cade questo, cadono tutti gli altri. “E poi c'è la grande bugia: quella per cui questa riforma non intaccherebbe il ruolo super partes del Presidente della Repubblica, mentre invece smantella la Repubblica parlamentare come la conosciamo da quando c'è la Costituzione", aggiunge la leader dem. "Il Presidente della Repubblica non può più indicare il presidente del Consiglio, non può scegliere quando sciogliere le camere, non può nominare senatori a vita. Con questa riforma il capo del governo decide della vita del parlamento. Non è un problema di efficienza", secondo Schlein: “Se oggi la vita degli italiani non è migliorata non è colpa della Costituzione, ma della incapacità di questo governo. Non si potrà far cambiare idea a un governo. E io credo che fra chi ha votato Meloni, in tanti speravano che avrebbe aumentato le pensioni, invece le ha tagliate. Tante che pensavano che avrebbero investito nella sanità, non che l'avrebbe tagliata. E non è democrazia dire, 'se non vi sta bene, fra cinque anni non mi votate più''. Con un parlamento che fa il suo lavoro, i parlamentari possono fare cambiare idea a governo e maggioranza".

Le proposte alternative

A fronte di questo, il Pd ha "portato proposte alternative concrete. Introduciamo la sfiducia costruttiva, vuol dire che non si può fare cadere un governo senza avere una alternativa già pronta. E poi: Meloni dice che è una riforma per dare più potere ai cittadini. Se davvero vogliamo dare potere ai cittadini cambiamo la legge elettorale. Restituiamo agli elettori il potere di scegliersi i propri rappresentanti. E studiano un rafforzamento degli istituti di democrazia diretta, come il referendum”.

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