Politica

Conflitto d’interessi, blitz della maggioranza: si va verso delega al governo. Insorge il centrosinistra: “Insabbiano la legge”

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (fotogramma)

Un emendamento del relatore blocca in commissione alla Camera il testo presentato con la prima firma di Conte. Pd, M5S e Avs: “È lo stesso schema usato per affossare il salario minimo”

2 minuti di lettura

Un emendamento del relatore blocca la proposta di legge sul conflitto di interessi presentata con la prima firma del leader 5S Giuseppe Conte. E si scatena una bufera politica, con il centrosinistra che accusa la maggioranza di voler affossare la legge sul modello di quanto già avvenuto per il salario minimo e lo stesso Conte che accusa il governo di “calpestare il Parlamento”: "Faremo di tutto per evitare questo ennesimo scempio”, scrive su X.

L’emendamento depositato in commissione Affari Costituzionali alla Camera prevede una delega al governo a legiferare entro 24 mesi dall'entrata in vigore della proposta di legge sul conflitto di interessi che però riguarda solo – si legge nel testo dell’emendamento - "i titolari di cariche di governo statali, regionali (ma solo presidenti e assessori, ndr) e i presidenti e i componenti delle autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione”. Esclusi, quindi, gli enti locali e i parlamentari.

Le critiche dell’opposizione

"Vogliono insabbiare tutto con il solito escamotage della delega allo stesso governo affinché legiferi in materia, chissà come e chissà quando”, afferma il capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali alla Camera, Alfonso Colucci, mentre la vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, Vittoria Baldino, denuncia “un marchio di fabbrica del governo di Giorgia Meloni, allergico al rispetto delle regole, alla trasparenza e alla giustizia sociale”. Alza la voce anche il Pd, che oltre al salario minimo ricorda il caso della legge sul voto ai fuori sede. E contesta uno schema in cui dal centrodestra “incardinano la proposta, si fanno le audizioni e poi, alla vigilia dell'esame in aula, azzerano il dibattito con un emendamento che delega il governo ad intervenire sulla materia. Con questa modalità - contesta la capogruppo dem nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè - la maggioranza e il governo schiacciano le prerogative delle opposizioni e sviliscono il ruolo del parlamento". Un atteggiamento, quello della destra, che Filiberto Zaratti di Avs definisce “vigliacco”.

La replica del centrodestra

Dal centrodestra si rivendica la necessità di avere più tempo per mettere mano a una normativa così complessa. A sottolinearlo è il relatore del provvedimento, il deputato di FI Paolo Emilio Russo. "Nessun cul de sac" sul provvedimento attraverso lo strumento della delega, dice, rivendicando che anche la normativa sul voto dei fuorisede è stata approvata all'interno del decreto elezioni. Il centrodestra, in una prima fase di esame in commissione, aveva provato a riscrivere il testo con un corposo pacchetto di proposte di modifica. Ma ha poi prevalso la linea più dura. Anche di fronte all'impossibilità - dicono dal centrodestra - di dialogare per riscrivere un testo su una questione sulla quale le visioni tra maggioranza e minoranza sono diametralmente opposte.

I criteri della delega

Secondo quanto indicato nell’emendamento che affida la delega al governo, i "poteri di vigilanza, di accertamento e di eventuale sanzione delle violazioni" relative al conflitto di interessi spettano "all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)". Viene prevista l'"individuazione di una situazione di conflitto di interessi quando il soggetto partecipa all'adozione di un atto o omette l'adozione di un atto" mentre si trova in una "situazione di incompatibilità" perché portatore di interessi "in imprese pubbliche o private, in organismi di diritto pubblico, consorzi, o aziende speciali" o per "lo svolgimento di attività professionali o di lavoro autonomo, in forma associata o societaria, di consulenza o arbitrale, svolte in favore di soggetti pubblici o privati" e prevede "un termine temporale per la rimozione di tali situazioni". Non è prevista incompatibilità per i coniugi o i parenti stretti nè per i leader di partito. Il decreto delegato previsto per attuare la delega va trasmesso entro due mesi dall'approvazione alle commissioni parlamentari competenti per i relativi pareri.

I commenti dei lettori