Salvini con Meloni alla Camera solo dieci minuti ma lei minimizza e attacca i dem: “Ragazzi, vi vedo nervosi”. Schlein: “Incoerente su tutto”
di Stefano BaldoliniMinimizzare sull’alleato scomodo Matteo Salvini che compare per una decina di minuti in Aula per poi lasciare libera la sua sedia (ieri al Senato non si era proprio presentato). Attaccare le opposizioni, in particolare il Partito democratico, accusato di “ambiguità” su Putin. Questo lo schema della replica alla Camera di Giorgia Meloni nel dibattito sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Un discorso segnato da una forte vena polemica e condito da molte interruzioni e siparietti con esponenti dell’opposizione, che arriva a chiamare “ragazzi” sollevando le loro rimostranze.
È la premier, “incoerente su tutto”, “ad aver cambiato idea su Putin”, ha replicato la segretaria dem Elly Schlein che ha invitato Meloni a fare marcia indietro anche su salario minimo, premierato e autonomia. Mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha definito la presidente del Consiglio “irrilevante in Ue”.
"Salvini? Contano le decisioni”
"Mi si dice di parlare con Orban e con Salvini per …
Minimizzare sull’alleato scomodo Matteo Salvini che compare per una decina di minuti in Aula per poi lasciare libera la sua sedia (ieri al Senato non si era proprio presentato). Attaccare le opposizioni, in particolare il Partito democratico, accusato di “ambiguità” su Putin. Questo lo schema della replica alla Camera di Giorgia Meloni nel dibattito sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Un discorso segnato da una forte vena polemica e condito da molte interruzioni e siparietti con esponenti dell’opposizione, che arriva a chiamare “ragazzi” sollevando le loro rimostranze.
È la premier, “incoerente su tutto”, “ad aver cambiato idea su Putin”, ha replicato la segretaria dem Elly Schlein che ha invitato Meloni a fare marcia indietro anche su salario minimo, premierato e autonomia. Mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha definito la presidente del Consiglio “irrilevante in Ue”.
"Salvini? Contano le decisioni”
"Mi si dice di parlare con Orban e con Salvini per chiarire il sostegno all'Ucraina. In entrambi i casi contano le decisioni e i voti. Il governo italiano ha una posizione chiara e in Ue" tra le altre cose "siamo riusciti a garantire la revisione del bilancio pluriennale che consente di sostenere l'Ucraina per i prossimi 4 anni". Così la premier.
"Quando io parlo con le persone con cui ho buoni rapporti porto a casa dei risultati", ha aggiunto Meloni che si è quindi rivolta ai parlamentari del Pd esortandoli a fare lo stesso con il M5s sull'Ucraina.
Ucraina, Meloni alla Camera: "Salvini? Contano le decisioni e i voti"
Scontro sull’invio delle armi a Kiev, Meloni: “Pd si è astenuto”. La replica: “Falso”
Rispondendo al deputato del Pd Piero De Luca, continua Meloni: "Mi pare ci sia una questione maggiore nel famoso campo largo. Non parlo solo della posizione molto chiara e cristallina del M5s, ma anche dell'ambiguità di che spiega a noi cosa dobbiamo fare e poi si astiene sull'invio delle armi all'Ucraina".
Per poi concludere: "Mi pare che ci sia un problema di ambiguità anche nel Pd che si astiene sull'invio delle armi in Ucraina".
Replica del Pd: "Il Partito democratico, nei suoi atti e nelle risoluzioni che ha firmato, non si è mai astenuto sull'invio di armi all'Ucraina". Lo ha precisato il deputato dem Federico Fornaro.
"C’è differenza tra al-Sisi e Putin”
"Al collega Provenzano", del Pd, "voglio dire: fermo restando che si sa che secondo me si deve parlare con tutti, c'è differenza fra Abdel Fattah al-Sisi e Vladimir Putin. Putin ha invaso una nazione vicina: è la ragione per cui stiamo cercando di dare una mano all'Ucraina". Così la premier in riferimento alla recente missione in Egitto e le critiche per il suo silenzio al Cairo sugli sviluppi del caso Regeni.
Il siparietto con l’opposizione
"Ragazzi vi vedo sempre un po’ nervosi...", dice la premier rivolgendosi alle opposizioni che protestano. Interviene il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che richiama la premier ricordandole "questo non è un dibattito, termini pure le sue comunicazioni" ma, visto che il brusio non si placa, Meloni osserva "non vi sono particolarmente simpatica, questo mi è evidente".
"Noi romani ogni tanto lo diciamo 'ragazzi'... Vi chiedo scusa comunque. I romani 'sono meglio di questo'? Certo, ma ogni tanto dicono 'ragazzi'...", commenta ancora Meloni in un altro botta e risposta, per poi aggiungere sorridendo ironica: "Mi scuso anche con i romani". "Posso dire 'ragazzi' al governo? No. Cosa preferite, 'giovani parlamentari'?". Nuove contestazioni e alla fine la presidente del Consiglio decide per "onorevoli colleghi".
Metropolis/525 - Show Meloni-Conte-Schlein: gli attacchi incrociati dei "ragazzi nervosi"
“Dal Senato accademico di Torino scelta preoccupante”
"È importante ricordare chi ha scatenato il conflitto”, ha detto la premier, parlando di Gaza. “Temiamo un crescente isolamento di Israele – ha aggiunto – . Anche nell'interesse di Israele occorre ribadire con chiarezza la nostra contrarietà a un'operazione militare di terra a Rafah che potrebbe avere effetti catastrofici".
"Considero preoccupante – ha concluso – che il Senato accademico dell'Università di Torino scelga di non partecipare al bando per la cooperazione scientifica con Israele. E lo faccia dopo un'occupazione da parte dei collettivi. Se le istituzioni si piegano a questi metodi rischiamo di avere molti problemi".
Il ricordo di Ilaria Alpi
"Permettetemi di unirmi al ricordo di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin – così la premier – . Ricorrono i 30 anni dall'agguato che ha spezzato le loro vite. Ilaria Alpi è una delle donne che ho citato nel mio discorso di insediamento alle Camere, il suo coraggio è il coraggio delle donne italiane e a lei dobbiamo essere tutti grati, in particolare le donne".
Conte a Meloni: “Lei in Ue è considerata irrilevante”
"La invito per il bene dell'Italia a fare un bagno di realtà e umiltà. Lei ci racconta che l'Italia con lei vince e ha riacquistato credibilità. Noi come tutti gli italiani vediamo che l'Italia arriva sempre ultima". Lo ha detto il leader M5S Giuseppe Conte in Aula alla Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni all'informativa della premier.
"C'è stato un vertice" nei giorni scorsi con Francia, Germania e Polonia "per decidere anche delle nostre sorti e lei non è stata invitata ne è venuta a conoscenza dalla conferenza stampa. I formati, vengono decidere sulla base di chi invitare e chi è considerato irrilevante". Ai tavoli "si deve sedere, non può restare afona", ha continuato Conte.
"Si rende conto – ha attaccato il presidente M5S – che un senatore del suo partito si è permesso di fare una battuta omofoba su Macron? Ma cos'è un copione comico? Lei è la presidente del Consiglio e non un capocomico. Ma secondo lei il problema degli italiani è la mia pochette o l'elmetto che si è messa in testa?". "Gli italiani non vogliono la terza guerra mondiale dove lei ci sta portando", ha concluso.
Schlein: “Ha cambiato idea su Putin”
"Vorrei iniziare leggendo poche righe di un testo che non è mio. ‘Complimenti a Vladimir Putin’. È stata lei a dirlo nel 21018. Sono le stesse parole ascoltate qualche giorno fa da Salvini. Con la differenza che la presidente del Consiglio non ha rinnovato le felicitazioni alla quinta rielezione di Putin. Ce ne ha messo un po’ di tempo a capire che Putin non è un fiero democratico e per questo la ringraziamo. Del resto quel che resta di Meloni di una volta è poco". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in Aula.
"Ogni volta che cambia opinione - ha aggiunto - fa fare un passo avanti al Paese. Lo faccia sul salario minimo".
“Il suo vicepremier ha dichiarato ‘Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!’. Spero si sia ravveduto e non ci metta più nell’imbarazzo di dover ascoltare simili buffonate. Ma mi rivolgo a lei, signora Presidente, e le lancio un nuovo appello: cambi idea anche sul premierato. Non vada avanti su una riforma che toglie i poteri al Presidente della Repubblica, si fermi, cambi idea anche qui.Cambi idea anche sul progetto scellerato della Lega di autonomia differenziata. Non si è mai vista un’ autoproclamatasi patriota che spacca l’Italia penalizzando le regioni del Sud.
"Quando va in Egitto pretenda da al Sisi gli indirizzi dei 4 assassini che hanno ucciso un ricercatore italiano, un ricercatore europeo, questo dovrebbe chiedere ad al Sisi", ha concluso.