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Nordio vince su Mantovano, Giusi Bartolozzi, la “zarina”, diventa il capo di gabinetto della Giustizia

Ieri il Guardasigilli ha comunicato la sua decisione al Csm che deve soltanto prenderne atto. L’ex vice Rizzo torna giudice a Vicenza
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ROMA - E stavolta Nordio non ha piegato la testa. Detto fatto. Voleva Giusi Bartolozzi come sua capo di gabinetto e ha messo in atto il suo desiderata, come apprende Repubblica. Ieri, con un passo ufficiale, ha comunicato al Csm, per essere precisi alla terza commissione del tuttora palazzo dei Marescialli, la sua nomina: l’ex vice capo di gabinetto da ieri è diventata il primo, e potente, magistrato di via Arenula.

Giusi potente lo era già, in quanto amica strettissima di Nordio, ben da prima che lui di entrasse Guardasigilli. Ora ha anche la qualifica per dare ordini ai capi dipartimento, cosa che già faceva sollevando più di una protesta. Chi conosce Bartolozzi, sin dai tempi in cui era deputata di Forza Italia, sa bene come sia il suo carattere, sia la sua insistente capacità dialettica, la portino a sfiancare l’avversario con una notevole insistenza verbale.

Ed ecco qua. Torna una donna nel ruolo di capo di gabinetto dopo che lo era stata l’ex pm di Roma e sostituto procuratore g…

ROMA - E stavolta Nordio non ha piegato la testa. Detto fatto. Voleva Giusi Bartolozzi come sua capo di gabinetto e ha messo in atto il suo desiderata, come apprende Repubblica. Ieri, con un passo ufficiale, ha comunicato al Csm, per essere precisi alla terza commissione del tuttora palazzo dei Marescialli, la sua nomina: l’ex vice capo di gabinetto da ieri è diventata il primo, e potente, magistrato di via Arenula.

Giusi potente lo era già, in quanto amica strettissima di Nordio, ben da prima che lui di entrasse Guardasigilli. Ora ha anche la qualifica per dare ordini ai capi dipartimento, cosa che già faceva sollevando più di una protesta. Chi conosce Bartolozzi, sin dai tempi in cui era deputata di Forza Italia, sa bene come sia il suo carattere, sia la sua insistente capacità dialettica, la portino a sfiancare l’avversario con una notevole insistenza verbale.

Ed ecco qua. Torna una donna nel ruolo di capo di gabinetto dopo che lo era stata l’ex pm di Roma e sostituto procuratore generale in Cassazione Betta Cesqui, toga storica di Magistratura democratica, quando in via Arenula sedeva Andrea Orlando (ed è stata con lui, fino alla pensione, anche al ministero del Lavoro). Bartolozzi, dunque, non avrà questo primato e non sarà la “prima”. Ma certamente lo è per la verve che la contraddistingue. E anche per aver vinto una battaglia per la poltrona più ambita. Quella di aver “sconfitto” il primo capo di gabinetto scelto da Nordio, il mite Alberto Rizzo, ex presidente del Tribunale di Vicenza, la prima scelta di Nordio appena divenuto Guardasigilli, quando contemporaneamente Bartolozzi viene designata come vice.

Un paio di settimane fa Rizzo ha deciso di gettare la spugna e tornare in ruolo, cosa che è stata accolta dal Csm. Avrebbe voluto aspettare un posto libero da presidente di un ufficio importante, come il tribunale di Firenze o la Corte d’Appello di Brescia, ma - dicono le “voci” di via Arenula - non ce l’ha fatta più. Perché tutti in quel palazzo, e anche nell’entourage del ministro, sanno che il legame professionale tra lui e Bartolozzi è strettissimo. Di recente la “zarina” ha anche fatto pace con Gippi Rubinetti, la “capa” della segreteria di Nordio in via Arenula, dopo un periodo tempestoso. Una “pace” siglata in vita riservata, ma di cui tutti sono al corrente.

Quella di Nordio stavolta è anche una “vittoria” personale rispetto a palazzo Chigi e al sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano che - secondo le “voci di dentro” - avrebbe insistito per un’altra soluzione, ad esempio portare l’attuale capo del legislativo Antonello Mura, toga di Magistratura indipendente, nella stanza accanto a quella di Nordio. Ma proprio il Guardasigilli è stato netto nella sua decisione. Solo e sempre “zarina”. Che già nelle scorse settimane, nelle riunioni periodiche con il Csm, si comportava da capo di gabinetto di fatto.

Toga già “prestata” alla politica - è stata deputata di Forza Italia nella scorsa legislatura prima di passare al gruppo misto dopo un contrasto tecnico in commissione Giustizia sugli emendamenti alle leggi Cartabia - Bartolozzi è una grande utente di whatsapp, con lunghissimi sms per sostenere le sue tesi. La sua vita professionale si è svolta in Sicilia e poi a Roma. Classe 1969, Bartolozzi è stata giudice al tribunale di Gela e poi a Palermo. Approda a Roma nel 2013 alla corte d’Appello. Nel 2018 il salto in politica con la candidatura in Forza Italia. La sua vita privata invece è e resta a Palermo dove suo marito è l’ex vice presidente della Regione e giurista Giancarlo Armao. Ma ormai tutta la sua vita politica è a Roma, dove proprio l’amicizia privata con Carlo Nordio la lancia nella sfera delle mediazioni sulla giustizia. Da oggi la “zarina” non lo è più solo di soprannome ma anche di fatto.

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