✕

Agi, l’Eni conferma di aver ricevuto un’offerta ma “nessun negoziato in corso”. Il direttore della società editoriale di Angelucci pronto a lasciare

Il deputato della Lega, Antonio Angelucci 
Proprio nel pieno delle voci sull’allargamento del polo editoriale del deputato della Lega e ras delle cliniche romane, trapela la notizia di una uscita di peso tra i manager del gruppo. Mentre arriva a Bruxelles il caso della possibile trattativa con l’Eni
1 minuti di lettura

L’impero di Antonio Angelucci a breve perderà un dirigente di fiducia proprio nel settore più in espansione, quello dell’editoria. A luglio lascerà l’incarico di direttore generale della società editrice di Angelucci Daniele Cavaglià. Suo braccio destro che ha rilanciato alcune testate, curato l’acquisizione del Giornale dalla famiglia Berlusconi e avviato l’offerta per rilevare l’Agi, Cavaglià sarà a breve affiancato da altri manager e poi a luglio si dimetterà: “Decisione presa oltre un anno fa per motivi personali, nessun legame con le vicende sulla possibile trattativa per l’Agi”, dicono da ambienti Tosinvest, l’azienda madre del gruppo.

La notizia trapela proprio nel pieno del dialogo con l’Eni per rilevare l’agenzia Agi, con i giornalisti in stato di agitazione e da due giorni in sciopero. Un caso, quello dell’allargamento del polo di giornali e testate da parte del deputato della Lega, che sta sollevando polemiche: con interrogazioni in Parlamento sul rischio per la “pluralità …

L’impero di Antonio Angelucci a breve perderà un dirigente di fiducia proprio nel settore più in espansione, quello dell’editoria. A luglio lascerà l’incarico di direttore generale della società editrice di Angelucci Daniele Cavaglià. Suo braccio destro che ha rilanciato alcune testate, curato l’acquisizione del Giornale dalla famiglia Berlusconi e avviato l’offerta per rilevare l’Agi, Cavaglià sarà a breve affiancato da altri manager e poi a luglio si dimetterà: “Decisione presa oltre un anno fa per motivi personali, nessun legame con le vicende sulla possibile trattativa per l’Agi”, dicono da ambienti Tosinvest, l’azienda madre del gruppo.

La notizia trapela proprio nel pieno del dialogo con l’Eni per rilevare l’agenzia Agi, con i giornalisti in stato di agitazione e da due giorni in sciopero. Un caso, quello dell’allargamento del polo di giornali e testate da parte del deputato della Lega, che sta sollevando polemiche: con interrogazioni in Parlamento sul rischio per la “pluralità dell’informazione” e i possibili conflitti di interesse su questa operazione che andrà avallata anche dal socio dell’Eni, il ministero dell’Economia guidato dal ministro della Lega Giancarlo Giorgetti, e da Palazzo Chigi che dovrà valutare l’eventuale golden power come prevede la nuova normativa che ha inserito l’editoria tra i settori “strategici” per il Paese. Non è un mistero che il polo editoriale che comprende già Giornale, Libero e Tempo, abbia come riferimento “politico” il governo attuale guidato dal centrodestra e da Giorgia Meloni.

Una interrogazione su quanto sta accadendo arriverà anche a Bruxelles. "Dalla stampa si apprende della volontà del deputato Antonio Angelucci di acquisire l’Agenzia giornalistica Italia: alla luce di questa situazione ho presentato un'interrogazione alla Commissione europea per sapere se sia al corrente di questa situazione, e quali azioni intenderà intraprende nel caso di mancato rispetto dell'indipendenza editoriale dell'agenzia alla luce del regolamento che istituisce la legge europea sulla libertà dei media", dice l'eurodeputato Avs Massimiliano Smeriglio. E l’Eni, proprietaria della testata, cerca di gettare acqua sul fuoco: “Come già avvenuto altre volte in passato, Eni ha ricevuto una manifestazione di interesse spontanea da parte di un soggetto interessato ad Agi: ne è seguita una interlocuzione preliminare. Ad oggi non c’è un negoziato in corso”.

Leggi i commenti