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Europee, Emma Bonino e i suoi “corteggiatori”: la tentazione-Schlein, le avances di Renzi, l'incognita Calenda

(fotogramma)
Il progetto del partito è una scommessa liberaldemocratica che vedrà nascere per le elezioni di giugno una lista autonoma e di scopo per gli Stati uniti d’Europa. Porta aperta fino all’ultimo, però senza preclusioni
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Quanti corteggiatori ha Emma Bonino? Tanti a giudicare dalle avances a +Europa fatte nelle ultime settimane. Non solo da Matteo Renzi e, prima, da Carlo Calenda. Ma anche dal Pd. Elly Schlein personalmente ha voluto sondare il terreno, dopo che già a dicembre Dario Franceschini aveva gettato le basi per un accordo possibile. Ma la leader radicale ha detto e ripetuto: “Non voglio morire indipendente di sinistra”. Insomma il progetto di +Europa è un altro. Soprattutto è una scommessa liberaldemocratica che vedrà nascere per le europee una lista autonoma e di scopo per gli Stati uniti d’Europa. Con chi ci sta. E ieri, dopo l’ultimo tavolo di confronto, si è capito chi già ci sta. È cosa quasi fatta. Nella lista per Stati Uniti d’Europa-con Emma Bonino ci stanno i renziani, il Partito socialista di Enzo Maraio, i liberal democratici europei di Andrea Marcucci, Radicali italiani e Volt. Ancora atteso è Calenda, benché nei messaggi inviati a Bonino il leader di Azione abbia confermato che c…

Quanti corteggiatori ha Emma Bonino? Tanti a giudicare dalle avances a +Europa fatte nelle ultime settimane. Non solo da Matteo Renzi e, prima, da Carlo Calenda. Ma anche dal Pd. Elly Schlein personalmente ha voluto sondare il terreno, dopo che già a dicembre Dario Franceschini aveva gettato le basi per un accordo possibile. Ma la leader radicale ha detto e ripetuto: “Non voglio morire indipendente di sinistra”. Insomma il progetto di +Europa è un altro. Soprattutto è una scommessa liberaldemocratica che vedrà nascere per le europee una lista autonoma e di scopo per gli Stati uniti d’Europa. Con chi ci sta. E ieri, dopo l’ultimo tavolo di confronto, si è capito chi già ci sta. È cosa quasi fatta. Nella lista per Stati Uniti d’Europa-con Emma Bonino ci stanno i renziani, il Partito socialista di Enzo Maraio, i liberal democratici europei di Andrea Marcucci, Radicali italiani e Volt. Ancora atteso è Calenda, benché nei messaggi inviati a Bonino il leader di Azione abbia confermato che c’è uno scoglio per lui insormonabile: la presenza di Renzi. Con i veti ad personam non si fa politica: è stata la replica da +Europa. Sia Riccardo Magi, il segretario, che Benedetto Della Vedova, liberali e radicali, di proibizioni, in questo caso politiche, non vogliono sentire parlare. Quindi porta aperta fino all’ultimo, però senza preclusioni. Ma il tempo stringe. Martedì prossimo nuova riunione e il 21 aprile presentazione del simbolo.

Conta molto in questo corteggiamento centrista nei confronti di Bonino il “tesoretto” di voti. Pochi ma in costante crescita nei sondaggi degli ultimi mesi. Tutte le ultime rilevazioni danno +Europa al 2,9%: una manna per superare la soglia di sbarramento delle europee che è del 4%. Sicuramente per Renzi (e anche per Calenda). È certo questo l’interesse principale, insieme al merito: Bonino è la leader europeista che ha inaugurato una campagna per le europee parlando d’Europa. Dovrebbe essere comune denominatore di tutti i partiti per l’8 e 9 giugno, ma non è così: prevalgono gli echi domestici sulla politica europea.

Ex ministra degli Esteri ed ex commissaria Ue, in ripresa da una operazione al femore, Bonino potrebbe essere la capolista in tutte le circoscrizioni. È questo il pressing, anche di Renzi. Il leader di Italia viva e senatore ha lanciato la sua corsa per le europee, ma ha dichiarato sia alla convention di Bonino tre settimane fa, che alla Leopolda, di essere disposto al passo indietro pur di vedere nascere la lista per gli Stati uniti d’Europa. Potrebbe candidarsi in posizione più defilata? Fatto è che i nomi in lista devono essere scelti con molta cura per dare buone gambe al progetto che ha in Renew Europe la sua famiglia all’europarlamento. Carlo Cottarelli sarebbe da convincere. Teresa Bellanova, l’ex ministra renziana, dovrebbe esserci. Altre carte per ora si tengono coperte.

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